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Darwin… Ah Darwin!

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di Silverio Guarino

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Vincenzo, dopo una estate impegnata nel lavoro e “grafopriva”, è rientrato alla grande nella famiglia dei grafomani di Ponzaracconta ed allora, appartenendo (in minoranza) anche io a questa particolare varietà genetica, mi accingo a proporre un contributo che si ricollega ai “tristi pensieri” del Vincenzo, contributo che potrebbe far risollevare gli animi.

Sì, perché, se da una parte si assiste a un graduale e costante depauperamento degli abitanti stanziali invernali dell’amato scoglio, lo stesso amato scoglio sta provvedendo nella stagione estiva ad una particolare selezione di umani che Darwin stesso sarebbe felice di riconoscere come “mutanti esogeni” e che Linneo stesso avrebbe potuto catalogare come “Homo insipiens”.

Sembra un sortilegio, ma la chiave di lettura è solo ed esclusivamente darwiniana: a Ponza, d’estate, circolano solo ed esclusivamente personaggi selezionati inqualificabili. Dalle loro emissioni gutturali, dal modo di muoversi e di riunirsi potrebbero, ad un primo giudizio, essere individuati come “umani”. Ma umani non sono.

La stragrande maggioranza di loro è decisamente disacculturata ed ignorante (di tutto: delle leggi, del buon senso, del viver civile); il problema è che questa selezione indotta dalla stagione estiva determina delle mutazioni anche nella popolazione stanziale che rapidamente acquisisce i modi e le abitudini degli stranieri circolanti.

Grida, musica ad altissimo volume, schiamazzi, sporcizia, birre, alcolici, per dire le cose più “miti”, sempre senza misura e senza orario. I taxi li raccolgono di notte, ubriachi (a dir poco), tra un vomito e l’altro. Spesso i mutanti si uniscono in piccoli gruppi che si riconoscono perché a capo ci può essere un soggetto di sesso femminile (all’apparenza) con una coroncina bianca in testa (pare che diano l’addio a qualcosa ma non alla loro insulsa stupidità).

Non parliamo quindi della paura di avere un “villaggio vacanze” che non esiste, ma dello “scoglio-monnezza” che siamo costretti a vivere nell’estate dell’amato scoglio.

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2 commenti per Darwin… Ah Darwin!

  • Caro Silverio, il problema è che Ponza non seleziona niente; Ponza non sceglie viene scelta. Il turista va su internet e sceglie di fare una vacanza; se ha i soldi per farlo affronta l’avventura ponzese. E quindi d’estate, per soli 40 giorni, sbarcano sull’amato scoglio, ondate di turisti.
    Sbarcano frotte di famiglie che vorrebbero spiagge attrezzate e sicure, spettacoli ricreativi per bambini e culturali per adulti. Ma poi vengono caterve di barche con relativi equipaggi, che chiedono ormeggi sicuri, più benzina e gasolio; quelli ormeggiati all’ancora, chiedono la possibilità di sbarcare con i tender per recarsi in ristoranti adeguati.
    Poi vengono compagnie di pendolari che in un giorno vogliono girare l’isola per mare e per terra e mangiare in movimento mentre ciceroni del posto li allietano con racconti storici, ambientali, archeologici, botanici ecc.
    Poi arrivano mandrie di giovanissimi dai sedici a i vent’anni che vogliono sesso, droga e musica. Questi vengono nella nostra isola auto-organizzati, si spostano in massa seguendo il loro itinerario: a questi non frega niente del mare e della costa – il posto che scelgono per le loro scorribande è solo un’occasione per incontrarsi tra di loro – per cui così come sono arrivati, un giorno non li vedremo più.
    Seguono i giovani che vanno dai venti ai trent’anni. Questi, carichi di soldi, vogliono poter spendere, divertirsi e consumare; per questi l’isola è stretta e l’allargano con fantasia anche pericolose.

    Tutta questa gente non è monnezza.
    Sono famiglie per bene e lavoratori. Il più fesso tra i giovani è avvocato; tra i giovanissimi molti sono “figli di papa” – che sanno essere anche molto educati – tanti studenti che forse domani diventeranno politici, avvocati, scrittori, poeti.
    Tanta gente sceglie l’amato scoglio d’estate e noi tentiamo, con tutte le nostre difficoltà di servirli.
    Questa estate abbiamo per esempio riaperto Frontone, con aperitivi e balli notturni.
    Siamo stati bravi, dopo solo due anni di chiusura.

    Tanta gente e diversa, con diverse aspettative, proveniente da varie parti d’Italia e del mondo sbarca sul nostro amato scoglio e chiede (domanda turistica) di appagare i propri desideri ma anche i propri vizi e qualcuno vorrebbe perfino perfezionare le proprie virtù. Alla fine alcuni ripartono contenti, altri assolutamente insoddisfatti.

    Per esempio alcuni arrivano sull’isola sicuri di poter percorrere il famoso tunnel romano e giungere alla mitica Chiaia di Luna. Purtroppo restano delusi. C’è chi crede di poter andare nelle Grotte di Pilato oppure bagnarsi nella spiaggia del Core oppure all’Arco Naturale. Questi restano delusi. Come restano delusi chi vorrebbe una isola silenziosa, accogliente, pulita, senza traffico.

    Ma i Ponzesi non hanno mai scelto quale turismo fare, quale turismo possono permettersi di fare; i ponzesi si sono adeguati a sfruttare quel che arriva.

    C’è una alternativa a questo?
    Io dico di pensarci su perché fare turismo in quaranta giorni, senza avere un’offerta turistica adeguata all’isola – lo stiamo vedendo tutti – ci sta portando a diventare un posto senza identità e senza più residenti invernali.

  • Silverio Guarino

    Questa gente non è gente-monnezza, come dici tu.

    Forse potranno cambiare, quando diventeranno grandi e maturi diventando magari anche poeti, ma intanto rendono nei 40 giorni estivi l’amato scoglio, un vero “scoglio-monnezza”.

    Non ho affermato che sia “gente-monnezza” quella che frequenta Ponza, ma che rende l’amato scoglio “scoglio-monnezza”.

    Cerchiamo insieme la soluzione, anche perché, come al solito: “Pecunia non olet” (il denaro non puzza), come già diceva l’imperatore Vespasiano ai suoi denigratori quando mostrava loro gli introiti che arrivavano all’erario per merito dei suoi cessi (i famosi “vespasiani”).

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