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Ponza tra bellezze e criticità: il focus di Linea Blu

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di Luisa Guarino

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E’ stato davvero un onore, per Ponza e per noi ponzesi, essere legati alla Giornata mondiale della Terra, come ha fatto sabato il terzo appuntamento di Linea Blu.
Per l’occasione Diego Abatantuono, non solo ha parlato del film documentario cui ha prestato la voce per il commento, ma ha anche ricordato un episodio legato proprio alla nostra isola.
E cosa dire poi del ricordo di Folco Quilici, una figura alla quale resteremo legati per sempre?
Il programma condotto da Donatella Bianchi ha ricordato ancora una volta la definizione di “Pontinesia” da lui data del nostro arcipelago, con l’isola di Palmarola che lui considerava tra le più belle al mondo.

E’ stata una bellissima puntata, che mi è sembrato abbia affrontato la descrizione delle nostre “terre nel mare” in una chiave nuova, meno oleografica e più realistica, senza naturalmente per questo apparire banale. Tutt’altro.
Le prime immagini sono state dedicate a Palmarola, con Donatella sulla barca di Franco, che sollecitato a proposito della cosiddetta “cattedrale” dice che no, a lui non piace “perché è troppo buia”.
Fabio Gallo gira per l’isola, e nei pressi di Santa Maria insieme a Maurizio va alla ricerca della “capra di mare”.
In quella stessa località Donatella si siede a parlare con nonna Assuntina, fresca centenaria, che racconta la sua vita tra Ponza, l’America e Ischia, e spiega la sua longevità con un’alimentazione fatta di buon cibo fresco, soprattutto ortaggi da lei stessa coltivati, e poi il pesce.

Silverio è un amabile pescatore che parla un italiano perfetto e senza inflessioni. Ma quando Donatella Bianchi gli chiede della granseola “suicida” che si è appena impigliata nella sua rete ha uno scatto di ponzesità e la chiama con il suo nome, “fellone”. E aggiunge: “Sono ponzese, non posso chiamarla granseola”.
La deliziosa Flavia Vitiello fa da guida ai telespettatori per la visita di Gavi, “un’isola nell’isola” di cui è amabile custode. L’isola non è sua: ha dei proprietari, i quali vi possiedono anche una casa: “Sull’isola si può approdare, ma con grande rispetto” dice. Un invito perentorio fatto con un sorriso.

Con Andrea, titolare di un Diving, scopriamo una splendida “secca” non lontano dagli scogli delle Formiche, e attraversiamo idealmente il passaggio tra i Faraglioni della Madonna, che da adolescenti noi affrontavamo a nuoto, urlacchiando di tanto in tanto per segnalare la nostra presenza alle barche di passaggio.
Con il sindaco Ferraiuolo Donatella arriva davanti al cancello che impedisce l’accesso alla spiaggia di Chiaia di Luna: prima le frane sull’arenile, poi la pericolosità del tunnel romano.
Da sette anni – ricorda il primo cittadino di Ponza – la spiaggia è chiusa; e sollecita l’intervento della Regione per cercare di rimediare a quello che è un danno gravissimo per il turismo e l’ecosistema dell’isola.
Dopo queste immagini ora tutta l’Italia è al corrente di questa gravissima situazione. Cosi forse la prossima estate non ci sarà più nessuno che a Sant’Antonio chiederà a Ricciolino quale strada deve prendere per fare il bagno a Chiaia di Luna.

Grazie dunque Linea Blu, anche per aver messo il dito in questa piaga. Perché Ponza non è soltanto una bella cartolina o lo sfondo per un selfie, ma un’isola che deve e vuole vivere tutto l’anno.

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