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Le parole sono finestre (oppure muri), di Marshall Rosemberg

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di Rinaldo Fiore

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Per mia sorte e per professione ho dovuto imparare qualcosa di psicologia, a cui nella mia vita non ho mai dato grande peso: grave errore non conoscere un po’ di psicologia! Purtroppo i corsi universitari non danno essi stessi grande valore alla psicologia e invece, nella presentazione della mia personale al Museo Civico di U. Mastroianni a Marino (RM) nel 2017, facendo anche un secondo catalogo rispetto a quello del 1990, ho dovuto impostare una biografia e una mia riflessione, sollecitato anche dal critico d’arte che ha seguito nel tempo i miei acquerelli, proprio intravvedendo le tracce psicologiche che sono veramente abbondanti in essi e pervadono tutta la mia opera, sia di pittura che letteraria.
Per un periodo ho indirizzato spontaneamente le letture e la ricerca verso lavori a sfondo psicologico (Alexander Lowen per la Bioenergetica, Marshall Rosenberg per la comunicazione non violenta, Freud per la psicologia e psichiatria (sono medico in pensione) e mi accorgo (anche se con un certo ritardo) quanto è fondamentale apprezzare e indagare l’aspetto psicologico nelle relazioni umane.

Il critico d’arte ha riportato queste due citazioni, una di Michelangelo: “si dipinge col cerviello non con le mani”; e una di Van Gogh che in risposta ad una domanda: “ma perché dipinge così diversamente dagli altri?” rispose: “Io sogno i miei dipinti e poi dipingo i miei sogni“.

Circa due anni fa una carissima amica mi prestò un libro che mi aveva incuriosito per il titolo: “Le parole sono finestre (oppure muri)” di Marshall B. Rosenberg scomparso da poco (1934 – 2015).

Il titolo del libro dice tutto e in fondo il pensiero dell’Autore coincide con quello di Crepet e Secchi: ciò che vale nella vita è la relazione, il conoscere se stessi, il non colpevolizzare gli altri, il valore delle scelte e dell’empatia, il valore della comunicazione non violenta…
Sto diffondendo il libro – che mi è stato regalato – a tutti gli amici e alle persone che riconosco in difficoltà…
Le parole chiave che ho tratto dal libro sono le seguenti:
1) coscienza
2) consapevolezza
3) empatia
4) scelte
5) rabbia
6) dare dal cuore
Ciascuno di noi vive in un’orbita affettiva che costituisce da sola l’espressione della sua vita: tutto ciò che è al di fuori da questa orbita, che non rispetti i valori dell’orbita affettiva (empatia, dare dal cuore…) è lesivo per la psiche dell’individuo e gli induce sofferenza.
Il denaro, il potere sono degli aspetti secondari della vita delle persone che, se non gestiti secondo i criteri dell’empatia e del dare dal cuore, rubano l’energia positiva dell’individuo riducendone il valore. La vita è espressione d’amore e tale deve rimanere in ogni circostanza, qualunque evento avverso ci colpisca.
Condivido personalmente il pensiero di Rosenberg e, in queste poche righe, ho aggiunto delle mie considerazioni.

Per la rabbia è ben chiaro che essa deriva dalla mancata soddisfazione dei nostri desideri… ne riparleremo, anche perché devo ragionarci sopra.


Lampada di Keith Haring (1958-1990). Regalo di Natale

 

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