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Ponza ha di nuovo la sua autobotte

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di Alessandro Romano

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La sottrazione forzata dell’unica autobotte destinata da 23 anni dalla Regione al controllo degli incendi sull’isola, aveva lasciato perplesso anche il ponzese più distratto.
Si può lasciare il Comune e la Protezione Civile di un’isola distante molte miglia dalla costa senza un idoneo mezzo antincendio proprio dove ci sono mille pericoli, dove non ci sono presidi dei Vigili del Fuoco e dove non vi è altra via per raggiungerla se non il mare?
A nulla sono valse le ripetute note di richiamo del Sindaco, del Prefetto e degli stessi cittadini riuniti in associazioni. Niente da fare: come se Ponza ed i ponzesi non fossero appartenuti alla Regione Lazio e all’Italia.

Ed allora l’isolano, definito da qualcuno “indolente e cafone”, ha tirato fuori la sua antica, proverbiale e strategica etica pionieristica, quella che gli ha consentito di sopravvivere nei secoli su un territorio disagiato, a volte “ostile”. Infatti i Volontari della risorta Protezione Civile Ponzese non si sono persi d’animo ed hanno iniziato una raccolta fondi al motto di “Aiutateci ad aiutarvi” per acquistare un’autobotte. Nonostante i (pochi) soliti disfattisti, in tempi record sono riusciti a raggranellare la somma base necessaria ad acquistare un mezzo perfettamente funzionante ed adatto alle strade isolane. Dopo aver versato un cospicuo anticipo, lasciando ad altre rate minori il completamento dell’impegno di spesa, ieri sera l’autobotte tutta ponzese è sbarcata dal traghetto di Formia nel tripudio dei Volontari e di chi, con essi, ha preso a cuore l’intera vicenda.

Come si erano augurato un po’ tutti, l’autobotte è arrivata giusto in tempo per l’assistenza ai fuochi ed alla festa di San Giuseppe. Quale migliore inaugurazione?

Questa vicenda conferma ancora una volta due punti focali per tutti noi ponzesi.
Il primo è che quando vogliamo una cosa sappiamo come ottenerla anche al costo di grandi sacrifici.
Il secondo è che non sempre chi dice di esserci amico in estate si ricorda di noi in inverno.

Grazie di cuore a tutti, anche a coloro che non hanno ritenuto darci una mano, perché sono un concreto esempio negativo per i nostri giovani Volontari di come non bisogna comportarsi di fronte alle più gravi necessità della comunità isolana ponzese.

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