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Su e giù per Ponza (4). Il presepe di Le Forna

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di Francesco De Luca

 

E’ da alcuni anni che un gruppo di giovani fornesi utilizza l’allestimento del Presepe per affermare la sua presenza. Come? Mettendo su presepi non rievocativi, non celebrativi, bensì significativi.

Si cominciò col centrare la capanna della Natività in un contesto fornese. Le colline, tutte terrazzate con parracine, le case rigorosamente a cupola, le discese inevitabilmente degradanti al mare. Qui, barchette e bastimenti.

In seguito si cercò di denunciare gli eccessivi divieti che gravano sui colli dell’isola. L’anno scorso infine si volle dimostrare lo scempio provocato sul territorio e sull’agglomerato urbano dall’estrazione del caolino a cielo aperto. Si è seguita una documentazione fotografica dei luoghi e la zona che dalla Piana va a Calacaparra, quella che insiste su Cala dell’ Acqua e Cala Cecata, è stata riprodotta in modo egregio. Palesando in modo plastico come la miniera ha massacrato il territorio, facendo sloggiare decine di famiglie, giacché le case erano destinate a franare al seguito del prelievo del caolino nel terreno sottostante.

Strano modo di inneggiare al Natale-tutti buoni! Ma il modo è ineccepibile. Si dimostra bontà se si conoscono a fondo le ragioni di quel sentimento. Lo scempio della miniera è stato digerito, e il giudizio di condanna oggi è unanime. Oggi. E infatti tutti i Fornesi plaudono a quel plastico che mostra loro come fosse ricco il borgo. Come fosse bella la Piana.
L’indignazione affratella. E infatti i Fornesi oggi possono vantare una presa di coscienza in più. Lo hanno dimostrato nell’ultima tornata elettorale.

Di questo Presepe sono fieri, come sono fieri della loro specificità.

Stamane, vento frizzante e sole pieno, anche se tiepido, Le Forna mi è parsa serena. Serena e tranquilla. Non ho poteri magici ma il sorridere sornione della gente, il loro andare, il parlare schietto vorrà pure dire qualcosa?
– ‘U vvide ? A posto d’ a reggia d’ Erode ce sta Forte Papa. ‘U vvide ncoppo llà ? Al di sotto c’è una cala e, nel mare, na varcella.

Mi sono intrattenuto con amici e il coro della parrocchia cantava, Padre Salvatore dava appuntamento a questa notte per la veglia coi pastori.
Gli eventi avvengono. E, se si compiono quelli inaspettati, tanto più si realizzeranno quelli attesi.

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