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Lettera aperta di padre Salvatore al sindaco di Ponza

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a cura della Redazione

 

 

Riceviamo la lettera aperta di padre Salvatore Maiorana, parroco della Chiesa dell’Assunta di Le Forna, e volentieri la pubblichiamo.

***

Al Signor Sindaco del Comune di Ponza Piazza Carlo Pisacane 04027 Ponza ( Lt)
e p.c.
– a Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Luigi Vari Arcivescovo di Gaeta – Piazza Episcopio. 2 04024 Gaeta (Lt)
– a Sua Eccellenza il Prefetto della Provincia di Latina – Piazza della Libertà, 48 04100 Latina
– a tutti i Fedeli e Amici dell’ Isola di Ponza

Oggetto: Lettera aperta al Sindaco di Ponza Prof. Francesco Ferraiuolo

Premessa.

Mai mi era capitato nel passato di partecipare ad un Consiglio Comunale, il che non mi è dispiaciuto, ogni occasione è buona per imparare qualcosa di nuovo.

Omettendo la messa Vespertina, anche questo mai accaduto per il passato, il 16 c.m. ritenni più opportuno essere presente a detta Assemblea Comunale, nella speranza che, tra gli argomenti in discussione ci sarebbe stato l’improvvisa e improvvida chiusura dell’ufficio postale a Le Forna, avvenuta senza preavviso e nel silenzio più assoluto.

Ritengo che della chiusura ne fossero al corrente non solo gli impiegati di detto ufficio, ma anche l’Amministrazione Comunale. Silenzio Assoluto!

Ritenendo questa chiusura un fatto gravissimo, quasi uno schiaffo morale alla dignità dei Fornesi, decisi ripeto non celebrar messa per partecipare all’Assise Comunale. Pensai al famoso detto : “Parigi vai bene una Messa”, facendolo mio nella rimodulazione, lo traduco cosi: “Un ufficio postale aperto e funzionante a Le Forna, val bene una Messa”. E mi è sembrato di aver avuto un accenno di approvazione nelle alte sfere, non imputandomi peccato o offesa al Buon Dio.

Ci fu un vago accenno al problema, non essendoci all’ordine del giorno alcunché in merito.

Mi è bastato sapere, mostrandomi una lettera dell’Ente Poste Italiane, che anche Lei si stava dando da fare per la risoluzione del problema.

Per rispetto verso La Sua Persona questa lettera l’invio prima a Lei e poi la porterò a conoscenza di tutti come mi sono impegnato al termine della Messa di Domenica 22 c.m.

Ed ecco la lettera che avevo scritta appena saputo della chiusura, temporanea, dicono e lo spero con tutto il cuore di detto ufficio postale a Le Forna.

Mi faccio interprete dei sentimenti e malumori che questa vicenda ha generato in tutta la popolazione e ancora suscita.

Perché non informare prima?

Si temeva forse una sedizione, una rivoluzione, una sommossa? Il minimo, Signor Sindaco. Vedersi privati, da un momento all’ altro di un servizio così necessario, non è bello, non può essere accettato supinamente. Non ci sentiamo figli di un dio minore, ma siamo trattati come se lo fossimo.

Al Porto mai si sarebbe verificata una simile vicenda.

Non si trasloca da una casa all’altra senza sapere dove appoggiarsi. Elementare, Watson! Meglio mettere i Fornesi davanti al fatto compito!

Tanto ci saranno arrabbiature e discussioni che scemeranno con il passare del tempo. Tanto “I Fornesi so sangè e rotunni”, tanto i Fornesi privilegiano un muretto o una parracina per risolvere i problemi.

Mi permette, Signor Sindaco, un pò di amara ironia: il muretto e la parracina li faccia dichiarare beni dell’umanità da parte dell’ UNESCO.

E’ triste che tutto questo accada ancor oggi, come è avvenuto ieri e l’altro ieri.

Lo scrivente non è spinto da nessuna animosità nè nei suoi confronti, politico di lungo corso ed esperienza nè nei confronti dell’Amministrazione, dove siedono ben quattro giovani di Le Forna, che mai avrebbero dovuto permettere una chiusura seppur temporanea dell’ufficio postale.

Prima di lasciare un lavoro, bisogna averne un altro.

Stia pur certo, Signor Sindaco, in altri contesti e clima politico mi sarei comportato allo stesso modo, addirittura con più passione.

Una provocazione e una ipotesi di terzo grado: perché, dal momento che l’ufficio postale dovrebbe sorgere nella nuova struttura “Il Veliero”, perché non avere un unico ufficio postale per tutta l’Isola. Naturalmente più ampio, con più servizi e più personale? Ci sarebbe un bel risparmio per la collettività e la Corte dei Conti ne sarebbe grata e contenta. Ma i boiardi del Porto che direbbero? Siamo stati privati di un ufficio postale. E’ una ferita che va rimarginata al più presto, specie per le persone anziane: ritiro della pensione, notifica atti giudiziari e di bandi di concorsi, depositi e altri servizi come quelli bancari. Ma le pare cosa da poco essere privati di tutto ciò da un momento all’altro? La Sep, Acqualatina avvertono quando c’è un’ emergenza! L’ assistenza medica è continua, anche se si assenta uno dei tre medici di famiglia.

Devo dire che noi due sacerdoti non lasciamo l’Isola all’improvviso. Forse quest’ultima cosa a qualcuno non interessa. Buon per lui. Tutto in funzione dell’economia del Porto, fino ad oggi. Due farmacie, due banche… ma una delle due farmacie non doveva sorgere a Le Forna, chi ha barato a suo tempo? A danno dei Fornesi, naturalmente  E questo è un peccato gravissimo che non può essere cancellato da una mega offerta per la riuscita dei festeggiamenti in onore di San Silverio.

Trent’anni fa ci fu un tentativo di chiudere l’ufficio postale a Le Forna.

Appena avvertito dell’imminente pericolo come novello frà Martino campanaro mi attaccai alle corde delle campane. La popolazione corse in strada. L’ Isola fu bloccata. Fui insieme ad altri cittadini denunciato alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio. Venni scagionato del tutto per la nobiltà della causa che ci spingeva a mettere in atto la vibrata protesta.

Le prometto di risuonare le campane a distesa appena vedrò a Le Foma l’ufficio postale funzionante.

Suonerò a lungo, con buona pace delle persone dal sonno disturbato e dai timpani delicati. Ma le suonerò anche nel caso… adottando tutte le iniziative atte ad avere in via definitiva un ufficio postale a Le Foma.

Colgo l’occasione per formulare auguri di buon lavoro a Lei e a tutta la Giunta.

Le Forna, 26 Ottobre 2017

Padre Salvatore Maiorana Parroco

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1 commento per Lettera aperta di padre Salvatore al sindaco di Ponza

  • La Redazione

    In merito alla pubblicazione di ieri della lettera di padre Salvatore, da noti ventriloqui siamo stati tacciati di favoreggiamento nei confronti dell’Amministrazione.
    Più precisamente di aver pubblicato la lettera solo ieri per dare tempo al sindaco di elaborare la sua risposta.
    E’ appena il caso di segnalare che il Sindaco è stato fuori sede, impegnato nel gemellaggio tra Ponza e Golfo Aranci, dal mercoledì 25/10 al martedì successivo.
    Ma indipendentemente dai tempi di risposta del Sindaco, siccome ne va di mezzo la nostra reputazione e il nostro modo di fare informazione, precisiamo che entrambe le lettere sono state pubblicate quasi in tempo reale rispetto all’ora in cui sono pervenute in Redazione. Diverso sarebbe stato se padre Salvatore avesse indirizzato a noi il suo messaggio e noi ne avessimo ritardato la pubblicazione, ma così non è stato.

    Ricordiamo che, al di là dei travisamenti e dei giudizi negativi di cui spesso siamo bersaglio e a cui siamo ormai tetragoni, cerchiamo di gestire, in virtù delle regole che ci siamo dati e nel rispetto di chi ci legge, le notizie nella maniera più corretta possibile.

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