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La tortura del rumore

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di Gigi Tagliamonte

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A seguito dell’altro scritto sul tema – La protesta del 20 settembre scorso – completo l’esposizione considerando altri aspetti, in particolare quelli sanitari.
Vado diretto alla questione, anche perché alla salute ci teniamo tutti.
Può una amministrazione comunale autorizzare qualcuno a procurare un danno alla salute della comunità?
Fin quando lo ignora, va bene; fin quando la vuole considerare una questione personale, va bene, ma quando l’evidenza di un intero quartiere in sofferenza è sotto gli occhi di tutti, non si può contare sulla tranquillità invernale per sopire gli animi.

Che la privazione del sonno crei un danno psicologico è una certezza, tant’è che viene utilizzata come strumento di tortura. Basterebbe questo per contare su un ripensamento totale delle amministrazioni comunali che autorizzano il disturbo notturno. Ma, queste amministrazioni dimenticano di essere anche autorità sanitaria e sono noti i danni alla salute provocati dal rumore. Dico “queste” perché la disattenzione sulla questione inizia da lontano nel tempo con un andamento altalenante e un peggioramento costante, ormai degenerato.

La letteratura medica riporta infiniti studi in proposito: “… Al di fuori del nostro orecchio, il rumore provoca guai seri anche al resto del nostro organismo. Gli effetti sono i più vari: dall’aumento della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria ai disturbi all’apparato gastrointestinale (dispepsia, maggiore motilità e secrezione gastrica); dalle alterazioni al sistema nervoso centrale all’iperattività di ipofisi, tiroide e surrene a livello del sistema endocrino, fino alle modificazioni apportate al sistema immunitario. Più in generale, l’esposizione al rumore è fonte di stress, poiché provoca variazioni accertabili della pressione sanguigna, del ritmo cardiaco, della vasocostrizione e della secrezione endocrina. In materia di disturbi alle attività, il rumore incide negativamente sullo studio e su tutti i lavori di tipo intellettuale, oltre che sulla comunicazione verbale e sul sonno”. (Marco Grilli) …Non sto ad elencarli, è una lista lunghissima, se ne possono facilmente reperire altri ed altri ancora.

In ogni caso la musica notturna che impedisce il sonno causa stress e di conseguenza tutte le alterazioni che esso produce. Anche prescindendo dalle note conseguenze dello stress, cosa vogliamo offrire agli ospiti che vengono a Ponza proprio per guarire dallo stress ? Ma lo stesso in orari di veglia se voglio ascoltare musica non posso farlo perché sento solo la cacofonia prodotta dalla miscela.
Se tu hai diritto di ascoltare la tua Musica, perché io no?

È noto che esporre un soggetto in coma o malato di Alzheimer ad una musica che gli era piaciuta, provoca delle reazioni misurabili. Questo perché la musica penetra davvero in profondità nella mente. Tre decibel di brusio di un generatore sono sentiti, impacchettati ed archiviati dal cervello, non è così per lo stesso medesimo livello di musica che, invece, è ascoltata ed elaborata, anche quando abbiamo necessità di dormire. Ascoltando forzatamente finiremo per subire l’equivalente sonoro dello stesso condizionamento di Alex il protagonista di Arancia Meccanica?

Il vero problema di noi, “Vittime della Musica Notturna”, è che la musica ci piace. Non possiamo chiedere a Euterpe di togliere la musica a chi non ne fa un buon uso, né vogliamo toglierla a chi vuole ascoltarla, ma non permetteremo a nessuno di toglierla a noi rendendocela odiosa.

Copertina dell’album Meddle dei Pink Floyd, con il famoso primo piano ravvicinato di un orecchio sott’acqua, fotografato da Bob Dowling). L’intero lato B del vinile originale è occupato dalla lunga suite Echoes (Echi) della durata di 23’:31”

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