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Ricordo. I 100 anni di Luisella la cuciniera di Ponza

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di Sergio Monforte

 

Gentili colleghi della Redazione,
nella mia quotidiana lettura del sito – che mi consente di sentirmi comunque vicino all’isola – ho apprezzato il servizio su
Il confino fa novanta, di Rita Bosso ed Enzo Di Fazio e la memoria è tornata ad un mio articolo pubblicato nel 2008 su IL TEMPO, in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni di Luisella De Luca Spignesi, la “cuciniera” del carcere, scomparsa il 9 marzo del 2012, all’età di 104 anni (leggi qui sul sito l’articolo pubblicato per l’occasione – NdR).
Ve lo ripropongo, se ritenete opportuno pubblicarlo, nella speranza di fare cosa gradita agli amici di Ponza e soprattutto al figlio Salvatore.
Un caro saluto,
Sergio Monforte


I 100 anni di Luisella la cuciniera di Ponza

PONZA, Ott. 2008 – Ha felicemente tagliato il fatidico ed invidiabile traguardo dei 100 anni, a Ponza, Luisa De Luca, vedova Spignesi. La nonna di Ponza, o meglio, com’è da tutti conosciuta sull’isola lunata, Luisella la cuciniera, nella sua vita travagliata e ricca di episodi ed incontri storici, è stata infatti moglie di Vittorio Spignesi, noto come ’u carceriere, in quanto custode dell’ex carcere isolano, dove lei svolgeva, appunto, il ruolo di cuoca dei confinati politici.
A festeggiarla, ieri, sono stati i tre figli Salvatore (ex sottufficiale della Guardia di Finanza, medaglia d’oro al valor civile, per aver salvato, nel 1983, due bambini nel mare dell’Arenauta), Silverio e Sebastiano, assieme a sette nipoti, 15 pronipoti e ad uno stuolo di parenti ed amici, giunti, per l’occasione, anche dall’estero.

Nata a Ponza il 4 ottobre 1908, secondogenita con tre fratelli, a solo otto anni, Luisella perse entrambi i genitori, vittime della “febbre spagnola” e nel 1929 sposò Vittorio Spignesi, custode del carcere. Qui, Luisella ebbe modo di conoscere tanti confinati illustri: da Pietro Nenni, a Sandro Pertini; da Gaetano Terracini a Giovanni Amendola, che andava pazzo per le noci ed i fichi secchi.

L’arzilla centenaria fu anche complice di un flirt tra il recluso Sandro Pertini ed una giovane isolana di cui si era invaghito, Giuseppina Mazzella, che oggi ha 96 anni ed alla quale la cuciniera trasmetteva i “pizzini d’amore” del futuro Presidente della Repubblica. Giuseppina emigrò poi in America, dove si sposò, ma fu presente, su espresso invito di Pertini, alla solenne cerimonia del suo insediamento al Quirinale. Luisella conobbe, altresì, Ras Imerù, parente del Negus ed uno dei capi della rivolta abissina, l’unico che avesse il permesso di fare una nuotata quotidiana, nel pomeriggio, dall’attuale porto alle grotte di Pilato, scortato da poliziotti in barca.

Ma soprattutto, ricorda la zuppa di lenticchie che cucinò il 4 agosto del 1943 per S.E. Benito Mussolini, giunto anch’egli da prigioniero, a Ponza, il 28 luglio, a bordo della corvetta Persefone, dopo la caduta del regime e l’arresto del 25 luglio.
L’ormai ex Duce, dopo un breve soggiorno nel carcere, fu rinchiuso in una casa di Santa Maria (l’attuale pensione Silvia) ed alla sua cuciniera aveva espresso il desiderio di assaggiare un piatto locale.
A Luisella, Mussolini affidò anche un libro, “Vita di Gesù Cristo”, di Giuseppe Ricciotti ed una lettera con mille lire, da consegnare al parroco di Ponza, don Luigi Dies, per celebrare, il 7 agosto successivo, una messa in suffragio del figlio Bruno, caduto, due anni prima, nel cielo di Pisa.
La nostra centenaria conserva ancora fotocopia della lettera originale che recita: “Molto Reverendo, sabato 7 ricorre l’annuale della morte di mio figlio Bruno, caduto nel cielo di Pisa. Vi prego di celebrare una messa in suffragio della sua anima. Vi accludo mille lire di cui disporrete nel modo più conveniente. Desidero farvi dono del libro di Giuseppe Ricciotti che ho finito di leggere in questi giorni, “Vita di Gesù Cristo”. E’ un libro esaltante che si legge veramente tutto d’un fiato. Vi mando il mio cordiale saluto. Mussolini”.

Dopo la guerra, dismesso il carcere, Vittorio Spignesi fu assunto in Comune come vigile urbano e Luisella continuò a vivere in quelle due stanze fino al 1973, allorché il marito scomparve.
Agli auguri di tutta Ponza, si aggiungano quelli della redazione de IL TEMPO.

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