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i-19 paolo-01 u-22 k2-19 ss27 L'approdo romano presso Cala Inferno

Non è più tempo di giocare

di Francesco De Luca

 

La realtà la si descrive come la si percepisce. Ognuno a suo modo ed ognuno la raffigura come vuole. I lettori del Sito hanno appreso e apprendono ognora come le descrizioni, naturali ed umane, relative all’isola e agli isolani, siano diverse.

Da osservatore interno alla realtà isolana quale sono, senza nessuna supponenza politica, dico che si è giunti al punto in cui continuare a giocare è dannoso.

Giocare, ossia inserirsi negli avvenimenti in modo divertente, giudicare tali avvenimenti con spirito leggero, col sorriso di chi vi trova gusto.

Tanti sono stati i giocatori e sono tuttora in campo per lo sfizio di tirare ad indovinare, per vantarsi di aver visto giusto, per sorridere sulle vicende isolane. C’è la ditta Anonimi & C., dissacrante e amorale, ci sono finti giovani che giocano la partita dei vecchi e vecchi che stanno al gioco, c’è chi si traveste da isolano e chi si spoglia dell’identità ponzese per compiacenza.

I lettori di Ponzaracconta ne hanno udito le gesta, i respiri e le minacce. Non mi attribuisco nessun fiuto, nessuna eletta coscienza, ma da quanto si vive sull’isola è tempo che si smetta di giocare e si affronti la realtà nella sua durezza.

La tornata elettorale coglie l’isola in un momento socio-economico-comunitario cruciale.

Socialmente c’è timore vivo per come l’isola trascorre la sua esistenza; economicamente l’incertezza sia aggiunge alla precarietà; comunitariamente gli isolani sono lacerati.

Non si può non badare a questo e continuare a giocare a chi è più bravo, a chi conta di più. L’isola e gli isolani danno sangue a qualcosa di serio, di vitale.

Chisto è nu iuoco a ffà male !

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