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Isole Tremiti, da bordo dell’Albatros, addì 28 marzo 2017

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di Tano Pirrone

 

Fra uno scalo e un altro bisogna fermarsi, se serve, per rendere il dovuto omaggio alle persone che hanno viaggiato accanto a noi, più o meno distanti, più o meno a portata d’occhio, e a cui dobbiamo qualcosa; a persone che hanno segnato i nostri giorni e che ora ci hanno lasciato (si dice, pudicamente, così!). Siamo loro grati per averci dato qualcosa, che certamente ha fatto la nostra vita migliore e più consapevole.

Il cubano Tomás Quintín Rodríguez Milián, nostro amico di celluloide come Tómas Milián, e il mitico Cino Tortorella – sul sito, leggi qui – che nelle vesti di Mago Zurlì ha incantato milioni di ragazzini facendone cantare a frotte nel suo Zecchino d’oro, hanno preceduto di pochi giorni un’altra persona a noi cara, che in modo diverso ha dato molto a tutti noi, in campi diversi dallo spettacolo.
Parlo di Danilo Mainardi, che è stato un combattente di razza a favore della natura affinché non sia stritolata dall’indifferente e cieca razzia capitalistica o dalla persistente balorda ignoranza.
Etologo, ecologo e divulgatore scientifico, paladino di battaglie ambientaliste fra i più attivi, aveva 83 anni ed è morto a Milano. Era professore emerito di etologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Conosciuto al grande pubblico per la sua frequente presenza in televisione ai programmi Quark e Superquark di Piero Angela, di cui era grande amico, la ricerca scientifica di Mainardi ha sempre avuto come oggetto l’evoluzione biologica, particolarmente del comportamento animale. È autore di un centinaio di pubblicazioni. Presso Einaudi ha pubblicato Il cane e la volpe e il Dizionario di etologia; il suo libro più noto è Lo zoo aperto.


Il luogo ove ha condotto le battaglie più significative è stata la Lega Italiana Protezione Uccelli, che tutti meglio conosciamo nell’acronimo Lipu.
Sin dai primissimi anni Ottanta, Mainardi entra nell’associazione, portandovi le sue profonde conoscenze scientifiche, naturalistiche ed etologiche. Nel 1996, all’indomani della scomparsa di Mario Pastore, il giornalista Rai all’epoca presidente dell’associazione e suo amico personale, Mainardi ne prende il posto, guidando la Lipu per molti anni, fatti di presenza e attivismo ambientalista. Nel 2002 Mainardi assume la carica di presidente onorario, senza mai smettere di contribuire alla vita associazionistica, curando una rubrica di etologia su Ali, rivista della Lipu e partecipando alle scelte strategiche e ai programmi dell’associazione.

Una passione meno nota, di Danilo Mainardi, era quella del disegno naturalistico, un tratto semplice, naïf ma straordinariamente chiaro con cui illustrava taluni suoi lavori e, soprattutto, arricchiva le già preziose lezioni.

Dedico a lui e ai due più lesti compagni di viaggio l’ultima strofa della poesia di Charles Baudelaire, L’Albatros (Les Fleurs du Mal)(1): 

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher.

Il Poeta è come lui, principe delle nubi
che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
esule in terra fra gli scherni, impediscono
che cammini le sue ali di gigante.

1) – Baudelaire, I fiori del male, Newton & Compton, 2004

Immagine di copertina: Black-browed albatross in flight

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1 commento per Isole Tremiti, da bordo dell’Albatros, addì 28 marzo 2017

  • Ho, nella foga di scrivere, anticipato la morte di Tomas Milian e Cino Tortorella e fatto morire dopo Danilo Mainardi. In effetti, i primi due sono passati come si suol dire “a miglior vita” il 22 marzo, il primo, e il 23, il secondo; Mainardi ci aveva già salutati, invece, l’8 marzo. Sono certo che “Er monnezza” ed il “Mago Zurlì”, pur nel loro stato di trapassati prossimi mi perdoneranno. Non mi aspetto da Danilo Mainardi ringraziamenti per il salto di fila.
    I pazienti lettori di Ponza Racconta faranno finta di nulla.
    Arrivederci ad occasioni più liete.

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