Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0033-033 i-25 mdp e-06 g-01 corrida10

Il silenzio delle isole

Condividi questo articolo

di Silverio Guarino
Meddle. Pink Floyd-front

 

Avevo preparato questo contributo indipendentemente dall’articolo di Enzo. Anche se ripete alcuni argomenti, penso che valga la pena proporlo, per rinforzare un tema che spesso è passato “sotto silenzio”.
Silverio

Ho avuto il piacere e l’onore di essere presente (dopo 80 km tra via Appia e via Flacca) al Convegno del 28 gennaio 2017, svoltosi presso il Circolo Nautico di Gaeta, dedicato al viaggio alle Isole Galapagos del caro amico Prof. Adriano Madonna, biologo marino e innamorato del mare.

Il suo amico e compagno di viaggio in questa avventura, è stato il Prof. Giancarlo Cianfrone, un medico che si occupa di una disciplina particolare, la “Audiologia”, branca della Otorinolaringoiatria.

Insieme con Adriano, il Prof Cianfrone si è recato alle Galapagos con un piccolo strumento che registra i rumori, un “fonometro”.

Intanto, appena arrivati con l’aereo a Quito, capitale dell’Ecuador (cui le Galàpagos appartengono), la cosa che li ha subito colpiti è stato il “silenzio”, quell’“assordante silenzio” (ossessivo e ricorrente ossimoro) presente sia in aeroporto, sia in città che per le strade.

Silenzio ancora più evidente, una volta arrivati alle Galapagos; si pensi che il fonometro non riusciva all’aperto a registrare i Decibel (dB), tanto bassi erano, da potersi paragonare a quelli rilevabili di notte in una stanza d’albergo insonorizzata di una città silenziosa per traffico ed inquinamento acustico. Inferiore a 29 dB.

E così i nostri due visitatori, una volta riadattato il sistema uditivo a questi bassi dosaggi di dB, hanno potuto unire alle fantastiche scoperte delle iguane terrestri e marine, dei granchi rossi, delle tartarughe giganti, dei leoni marini e delle innumerevoli specie di uccelli e di pesci, il mite fruscio delle foglie, il bisbiglio della risacca, il frullo dei voli degli uccelli, il mormorio degli insetti e i crepitii della flora correlati ai movimenti delle iguane e delle tartarughe e dei leoni marini su di essa.

Il silenzio, anche questo è un altro dono che il visitatore trova nelle isole, un dono che nasce spontaneo ma che merita di essere curato, affinché non diventi solo un vuoto da riempire con quei tanti Decibel che divorano il nostro udito fino a indurre la morte delle cellule nervose adibite all’uopo, ma un momento in cui l’anima riprende contatto con la natura e comprende e apprezza le sue parole d’amore.

Meddle. rear

Immagine di copertina: Fronte e retro di Meddle è il sesto album dei Pink Floyd, pubblicato nel 1971.
La copertina è l’unica firmata dagli stessi membri del gruppo che suggerirono un primo piano ravvicinato di un orecchio sott’acqua (fotografato da Bob Dowling), ispirata al brano portante: Echoes (Echi), la sesta traccia dell’album:

.

.

Echoes. Testo orig. e traduz.

Testo originale e in traduzione (cliccare per ingrandire)


Immagini e suggerimento musicale by Sandro (Silverio, non me ne vorrai… l’occasione era troppo ghiotta!)

C'è un silenzio del cielo...

Dei versi di Romano Battaglia, scrittore poeta e giornalista (1933-2012)

Condividi questo articolo

1 commento per Il silenzio delle isole

  • Sandro Russo

    Caro Silverio,
    non so se con questo commento inopportunamente rivelo tutta una serie di beni di Ponza preziosi che pensavi di rivenderti, oltre ai fichidindia (“Fichi d’india, per cominciare”).
    Così, dando seguito all’idea di Domenico, potremmo promuovere “Il silenzio di Ponza DOC”.
    Non è un’idea peregrina! Qualche tempo fa, e per alcuni anni di seguito, abbiamo provato a ‘spararci’ “Le stelle di Ponza DOC”, in varie manifestazioni alla scoperta di stelle, pianeti e costellazioni, prima che ci tarpassero le ali. Infatti l’isola ha un bassissimo tasso di polluzione luminosa, a confronto con la terraferma.

    Per tornare al silenzio e alla magia dei suoni, ci sono scene molto belle ne “Il Postino”, di Michael Radford e Massimo Troisi, 1994 (dal romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta), quando lui ingenuamente (e poeticamente) registra i rumori dell’isola per l’amico che è andato via (leggi, guarda e ascolta qui).

Devi essere collegato per poter inserire un commento.