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Alla luna

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proposto da Silverio Lamonica
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Nella serata dello scorso 14 novembre abbiamo ammirato la luna in tutto il suo splendore perché più vicina alla terra. La luna ingrandita che solletica l’immaginazione di tutti. Leopardi ad essa ha dedicato una delle sue liriche più belle: Alla Luna

“O graziosa luna, io mi rammento
Che or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti
( . . . )

Esaminiamo ora quali sentimenti ha ispirato questa inseparabile compagna della Terra ad un grande poeta lirico inglese, Percy Bysshe Shelley, per alcuni versi affine al Leopardi (1798 – 1837) suo contemporaneo.

To the Moon
by Percy Bysshe Shelley (1792 – 1822)

Art thou pale for weariness
Of climbing heaven and gazing on the earth,
Wandering companionless
Among the stars that have a different birth,
And ever-changing like a joyless eye
That finds no object worth its constancy?

La suggestiva, breve lirica è tutta racchiusa in una domanda, che rievoca le domande di Leopardi volte al medesimo “astro d’argento” in “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”:

“Che fai tu, luna in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti, indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?”
( … )

 Queste erano le domande del poeta di Recanati, ed ecco – tradotta da me – la domanda del poeta inglese:

Alla luna

Pallida sei per la fatica

di scalare il cielo
e con lo sguardo di fissar la terra,
di vagabondare solitaria
fra le stelle nate diverse da te,
e mai mutevole
come un occhio privo di gioia
che della sua costanza
un fine meritevole non trova?

Entrambi i poeti vissero in un periodo in cui era in auge il Romanticismo. Non sto qui a dilungarmi sulle varie sfaccettature di questo movimento artistico-letterario tanto importante. A me basta sottolineare che le liriche più belle sono state scritte in quel determinato periodo storico. La mia è un’affermazione soggettiva, però quando guardo la luna, i versi di Leopardi e Shelley irrompono spontanei nella mia mente.

La foto: “Plenilunio su Ponza” è di Rossano Di Loreto

Di Silverio Lamonica, in condivisione con www.buongiornolatina.it

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