Voci di Ieri

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Addio a Leonard Cohen

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di Sandro Russo
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Ormai si comincia ad aver timore di leggere il sommario delle notizie dei giornali, al mattino.
Quando non è la politica è la cronaca, quando non c’è una nuova guerra è la notizia della scomparsa di una persona importante, su cui si era costruito un immaginario poetico, un modo di intendere la forma-canzone.

Ieri è scomparso Leonard Cohen, poeta-cantante canadese di origine (era nato a Montreal nel 1934) che ha attraversato il suo secolo spargendo una scia di canzoni, tra le più originali e poetiche della storia di questa forma d’arte.

Artista inquieto, una vita attraversata da molti amori, ritiri prolungati dalla scena, fino alla permanenza di diversi anni in un monastero buddista, tanto da essere ordinato monaco con il nome di Jikan (Silenzioso), lui di nascita e religione ebraica.
Tornato alle scene è stato attivo e prolifico fino all’ultimo: la sua ultima raccolta “You want it darker” è di pochi mesi fa (2016).

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Difficile raccontare il fascino sottile delle canzoni di Leonard Cohen a chi non lo conosce. Forse qualche titolo può aiutare: Suzanne (1967), Sister of Mercy (1967), Seems so long ago, Nancy (1969),  Bird on a wire (1969), So long, Marianne (1970), Chelsea Hotel (1974), Hallelujah (1984).

Suzanne. Ascolta qui da Youtube

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Suzanne

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by, you can spend the night forever
And you know that she’s half-crazy but that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges that come all the way from China
And just when you mean to tell her that you have no love to give her
Then he gets you on her wavelength
And she lets the river answer that you’ve always been her lover

And you want to travel with her, and you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind

And Jesus was a sailor when he walked upon the water
And he spent a long time watching from his lonely wooden tower
And when he knew for certain only drowning men could see him
He said all men will be sailors then until the sea shall free them
But he himself was broken, long before the sky would open
Forsaken, almost human, he sank beneath your wisdom like a stone

And you want to travel with him, and you want to travel blind
And you think you maybe you’ll trust him
For he’s touched your perfect body with her mind

Now, Suzanne takes your hand and she leads you to the river
She’s wearing rags and feathers from Salvation Army counters
And the sun pours down like honey on our lady of the harbor
And she shows you where to look among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed, there are children in the morning
They are leaning out for love and they wil lean that way forever
While Suzanne holds her mirror

And you want to travel with her, and you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she’s touched your perfect body with her mind

Suzanne

Suzanne ti porta con sé, nel suo posto vicino al fiume
Puoi sentire le barche che vanno
Puoi passare la notte vicino a lei
E tu sai che lei è mezza matta
Ma è per questo che vuoi stare lì
E lei ti nutre con thè e arancini
che vengono direttamente dalla Cina
E proprio quando stai per dirle
Che tu non hai amore da darle
Allora lei ti prende sulla sua lunghezza d’onda
e lascia che il fiume risponda
che tu sei stato sempre il suo amante
e tu vuoi viaggiare con lei

E vuoi viaggiare come un cieco
E tu sai che lei si fida di te
Perché hai toccato il suo corpo astrale con la tua mente

E Gesù fu marinaio
finchè camminò sull’acqua
e restò per molto tempo
a guardare solitario
dalla sua torre di legno
e poi quando fu sicuro
che soltanto agli annegati
fosse dato di vederlo
disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà.
E lui stesso fu spezzato
ma più umano, abbandonato,
nella nostra mente lui non naufragò.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
forse avrai fiducia in lui
perchè ti ha toccato il corpo con la mente.

E Suzanne ti dà la mano,
ti accompagna lungo il fiume,
porta addosso stracci e piume
presi in qualche dormitorio
il sole scende come miele
su di lei donna del porto
e ti indica i colori
tra la spazzatura e i fiori
scopri eroi tra le alghe marce
e bambini nel mattino
che si sporgono all’amore
e si sporgeranno sempre
e Suzanne regge lo specchio.

E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.

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