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La vetrina delle tesine. Martina: “Viaggio verso Itaca”

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di Martina Carannante
Tesina Martina.1

 

Continuiamo con la pubblicazione delle tesine della maturità di studenti ponzesi e non.
E’ la volta di Martina, con la sua tesina sul ‘Viaggio’ relativa all’anno 2011; un tema ancora oggi di grande attualità…
La redazione 

Tesina Martina.2

Qui di seguito il file Powerpoint:

Download (PPT, 4.13MB)

Tesina Martina.3

Per scaricare la tesi e farla scorrere, leggi qui le istruzioni fornite in calce alla presentazione dell’altra tesina

Tesina Martina.4

 

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2 commenti per La vetrina delle tesine. Martina: “Viaggio verso Itaca”

  • Sandro Russo

    Le ‘tesine multidisciplinari’ della maturità sono quei componimenti fatti in affanno, all’ultimo momento con tanti altri pensieri per la testa, che tipicamente – riviste a distanza di qualche anno – si scoprono malfatte, superficiali, incomplete…
    Forse è proprio quello il loro fine non dichiarato: costituire un riferimento rispetto a quanto si andrà a fare, scrivere, comporre successivamente.
    Chissà quante altre cose ci metterebbe Martina oggi (specie dopo quattro anni passati in Ponzaracconta!).

    Sicuramente nella parte letteraria avrebbe inserito la poesia di Antonio Machado “Sino estelas en la mar…” (leggi qui):

    “Viandante, son le tue orme 
la via, e nulla più; 

    viandante, non c’è via, la via si fa con l’andare.
    Con l’andare si fa la via e nel voltare indietro lo sguardo 

    si vede il sentiero che mai 
si tornerà a calcare.
    Viandante, non c’è 
via, 
ma scie nel mare.”

    E poi, credo, tra le discipline scientifico-biologiche, non avrebbe dimenticato i “viaggi della mente”, le consciousness expanding drugs che tanta importanza hanno avuto tra i giovani degli anni ’60-’70 e in vario modo sono diffuse tra quelli attuali, soprattutto come “sballo”…

  • Sandro Russo

    Per quindici estati – attraverso i suoi reportage su “La Repubblica” Paolo Rumiz ci ha raccontato pezzetti di mondo.
    Dal primo nel 2001, in bicicletta da Trieste a Istanbul, all’ultimo, l’anno scorso, a piedi sull’Appia antica, passando per “il viaggio immobile” del 2014 che abbiamo seguito più strettamente qui sul sito, dal faro di Palagruža, in Croazia.
    Ora ha scelto di fermarsi per insegnarci (in quattro tappe, oltre alla puntata introduttiva) quello che ha imparato. Su Repubblica, a partire dalla scorsa domenica, per finire domenica 7 agosto.

    “Tranquilli. L’unica cosa che non farò sarà suggerirvi dove andare. Quello è affar vostro. I viaggi nascono dai sogni e io non posso entrare nei vostri sogni né sindacare le vostre mete. Vulcani, periferie inquiete, fiumi, isole, metropoli, montagne: va bene tutto. Sul come viaggiare, invece, non sarò avaro di consigli e cercherò di svelarvi i segreti accumulati in questa mia vita raminga. Lo farò con esempi e parabole, affrontando il viaggio da più punti di vista: come tecnica, come ritmo, come sortilegio, e persino come fattore matematico. Ed è da quest’ultimo, apparentemente il meno ovvio, che partiremo” (…) (P. Rumiz da Repubblica de 4 agosto)

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