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La scomparsa di Clorinda Conte

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la Redazione
Clorinda (foto scattata da Enzo Di fazio nel 2006)

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Apprendiamo della scomparsa di Clorinda Conte, mitica titolare di una salumeria tra le più antiche di Ponza: “Da Clorinda”, appunto; prima sul Corso poi giù alle banchine. Il suo lavoro si è sviluppato di pari passo con l’espansione del turismo a Ponza.

Era nata il 20 agosto 1920.
Una vita di lavoro, fin da giovanissima; poi con il marito fanalista, spesso lontano da casa: – Vittorio Coppa (per tutti zi’ Vittorio), scomparso qualche anno fa.

Di carattere forte e impositivo e con una capacità speciale di trattare con il pubblico, aveva una ricca clientela ed è riuscita a comprare il palazzo Tagliamonte (il vecchio Municipio) agli inizi degli anni sessanta.

Arriverà domani a Ponza per la cerimonia funebre.

Alla figlia Cristina – che ci ha ospitato nella sua casa sulla punta Bianca per l’ultima Mostra sugli sposalizi – e a tutta la famiglia, le sentite condoglianze di Ponzaracconta.

lutto.

Clorinda e Vittorio sull'uscio di palazzo Tagliamonte anno 2006 (foto di Enzo Di Fazio)

Clorinda e Vittorio sull’uscio di palazzo Tagliamonte
(foto scattata in occasione della festa di san Silverio dell’anno 2006)

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3 commenti per La scomparsa di Clorinda Conte

  • Adriana Conte Naso

    Clorinda era una donna molto forte, anche se l’ho conosciuta solamente alcune volte. Era prima cugina di mio padre, Ciro Antonio Conte. Quando andavo a Ponza con i miei genitori, passavamo sempre da lei. Aveva sempre un bel sorriso. Invio i miei sentite condoglianze a sua famiglia.

  • Luisa Guarino

    Conoscevo Clorinda da sempre… Era una delle figure di spicco della vita e dell’economia isolana. Si fermava volentieri a parlare con tutti, e naturalmente anche con me. Ricordo che parecchi anni fa ha voluto farmi visitare la sua casa, ex Palazzo Tagliamonte, un tempo sede del Municipio: “Qui lavorava tuo padre, Ciccillo” che era segretario comunale, mi diceva. Ringraziando di cuore Cristina due settimane fa per aver offerto a noi di Ponzaracconta come affascinante cornice per la mostra “Ieri… sposi” l’androne del palazzo, lei mi ha risposto: “Anche mamma ne sarebbe stata felice”. Le ho chiesto allora delle bellissime piante di ortensia che spiccavano in bella mostra nell’ingresso del palazzo, quando il portone veniva spalancato per la processione di San Silverio: “Le curava mamma: ora non ci sono più”. Associo Clorinda a quelle ortensie, che per me sono sempre al loro posto, come lei. Tutta la mia vicinanza a Cristina e alla sua famiglia, con un abbraccio forte.

  • Silverio Guarino

    Lavoravo da poco presso l’Ospedale “S. Maria Goretti” di Latina, quando mi arrivò una telefonata dall’amato scoglio da parte di Clorinda (che conoscevo appena) con la richiesta di farle pervenire al più presto copia di una cartella clinica di ricovero (non ricordo di chi).
    Due giorni dopo suonava al campanello di casa, a Latina.
    Ovviamente la cartella clinica era pronta, mentre lei si era presentata con due meravigliosi scorfani (scorpena rubra).
    Questa era anche Clorinda.

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