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Novità sulla diga di Giancos

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di Leonardo Lombardi
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Gent. Redazione, vi prego di pubblicare su Ponzaracconta la nota allegata. E’ una grande notizia e mi fa piacere che sia divulgata.
Grazie.
L. L.

Diga-Giancos. Ipotesi ricostruttiva

Dopo più di venticinque anni di battaglie e liti, come sapete, la dottoressa Zarattini, per fortuna di tutti, è andata in pensione e ha lasciato ad altri il posto di giudice e di esperta di cose che non conosce e mai conoscerà.

Prima di andarsene ha avuto la buona idea di riconoscere, obtorto collo, che “il ponte” di Giancos è una diga.
Dovremmo essere tutti contenti ma restano ancora molti problemi.

La nuova incaricata dalla Soprintendenza archeologica, dottoressa Zaccagnini, è riuscita  a mettere un “vincolo paesaggistico” alla diga. Ciò impedirà nuovi abusi ed è un primo passo per un reale “vincolo archeologico” che un giorno permetta di effettuare qualche saggio di scavo e restituire a Ponza un’opera ingegneristica romana che non ha eguale in tutto l’impero romano.

Io non so se camperò ancora tanto da vederlo ma, se fossi ponzese, lancerei una sottoscrizione e una petizione per far riaffiorare i mosaici che Tricoli vide nel 1800 e per capire se la diga effettivamente serviva per dare acqua ad una terma, come io supposi nel mio libro del 1995.

Occorre guardare lontano. Ponza oltre il mare, i colori delle rocce, i fondali ed altri pregi ha un capitale enorme di archeologia che potrebbe rappresentare una fonte di interesse (e anche di guadagni) per un turismo da estendere ben oltre la stagione balneare.

Possibile che a Ponza non si capisca l’importanza di quanto gli antichi lasciarono?

Un abbraccio a tutti
Leo Lombardi

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