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Conoscete il monastero di Montecristo?

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comunicato stampa inviato dall’Associazione Amici di Montecristo
Monastero di S. Mamiliano a Montecristo

Si invia il programma dell’ iniziativa organizzate dall’Associazione Amici di Montecristo e dal Comune di Portoferraio, con il patrocinio del Centro Storico Benedettino Italiano, sulla storia e le ricerche in corso relativamente al monastero di Montecristo.

 

Giornata di Studi Il Monastero di San Mamiliano a Montecristo”. Conoscenza e valorizzazione

Sabato 21 maggio alle ore 10.00

Portoferraio –  Centro culturale De Laugier

 

 

Ci si augura una larga partecipazione a questo prestigioso incontro
Cordiali saluti

 Raffaele Sandolo – Vicepresidente
Associazione  Amici di Montecristo

Monastero di Montecristo 21-5-2016 fronte

Monastero di Montecristo 21-5-2016 interno-

Frontespizio e interno della brochure (cliccare sulle immaginiper ingrandire)

 

Ripreso dall’interno della brochure

Negli ultimi anni l’Associazione Amici di Montecristo ha allargato il suo impegno onde promuovere la conoscenza, il recupero e la valorizzazione dell’abbazia camaldolese di San Mamiliano a Montecristo.

Nell’ambito ditale attività sono stati avviati due percorsi di ricerca:

La ricerca storico/archivistica sul monastero è stato condotta dall’abate Giustino Farnedi O.S.B. (Ordine di S. Benedetto – NdR), vice direttore del Centro Storico Benedettino italiano, in collaborazione con la prof.ssa Nadia Togni dell’Università di Ginevra, Il risultato del lavoro è confluito nella pubblicazione del volume ”Una visita all’isola di Montecristo di Gaetano Chierici”(*), edito dall’Associazione Amici di Montecristo, che ci permette per la prima volta di leggere il racconto delle avventure del paleoetnologo sull’Isola di Montecristo, le sue descrizioni erudite e le digressioni storiografiche, in particolare lo studioso offre una descrizione dettagliata di ciò che restava nel 1875 dell’abbazia camaldolese di San Mamiliano, abbandonata dal monaci nel 1553.
Il libro propone i disegni e schizzi allegati al resoconto del Chierici, che costituiscono una fonte preziosa per le ricerche archeologiche, topografiche e architettoniche, volte alla ricostruzione degli edifici dell’isola

Il rilevamento dei resti architettonici dell’edificio monastico con tecnologie geomatiche è stato compiuto sotto la guida dei proff. Fabio Radicioni e Aurelio Stoppini de ‘l’Università di Perugia, con la loro équipe di collaboratori. Con la tecnica laser scanning è stato rilevato tutto il complesso sia all’esterno che all’interno, determinando una densissima “nuvola di punti” dalla quale è stato ricavato un modello tridimensionale esplorabile e misurabile, che fornisce accurate informazioni geometriche e materiche.
Il rilievo ha differenti finalità:
– geometrica (forma e dimensioni accurate della chiesa e del ruderi annessi)
– materica (tipologia dei materiali, stato di conservazione);
– localizzazione (coordinate planimetriche e quota sul livello del mare, sia assolute sia rispetto ad altri siti archeologia presenti nell’isola);
– documentazione dello stato attuale (a futura memoria e, auspicabilmente per la progettazione di interventi di restauro conservativo),
In merito all’ultimo aspetto, dai rilievi attuali emerge che nei circa 160 anni trascorsi dai rilievi storici di metà ’800 (Chierici e Mellini) ad oggi, una buona parte deI monastero si è ridotta allo stato di rudere.

 

(*) – Gaetano Chierici, paleontologo ed etnologo italiano (1819-1886)

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