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Si torna a parlare del faro della Guardia

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a cura della Redazione

faro della guardia bis

 

Giovedì 17 il quotidiano on-line h24 notizie ha pubblicato un lungo articolo, a firma di Francesco Furlan, diviso in 4 pagine dal titolo “Ecco quali sono i beni demaniali in vendita a Gaeta e a Ponza” (la quarta pagina è dedicata interamente al faro della Guardia).
Questo l’inizio dell’articolo:
La caserma Tosti, la Caserma Cialdini e il Torrione Francese a Gaeta in vendita. Il Faro della Guardia a Ponza rimarrà nella disponibilità del Ministero della Difesa e sarà dato in concessione a soggetti terzi che dovranno valorizzarlo”.

Non facciamo mistero nel dire che ogniqualvolta leggiamo o sentiamo parlare del faro abbiamo un sobbalzo e ci preoccupiamo di andare a fondo della notizia per capire di cosa si tratta.
L’articolo di Furlan prende spunto dalla recente fiera del mercato immobiliare internazionale (MIPIM 2016) che si è tenuta a Cannes dal 15 al 18 marzo, alla quale ha partecipato anche l’Agenzia del Demanio impegnata, come sappiamo, da quando è partito il progetto Valore Paese (di cui Valore Fari rappresenta una specificità), a far conoscere al mondo degli investitori quella parte di patrimonio pubblico immobiliare inutilizzato del paese di importanza storica, paesaggistica e culturale che rischia di perdersi, per incuria ed abbandono, se non viene recuperata.
Lo scopo è duplice: da una parte fornire un contributo alla riduzione del debito pubblico, dall’altra la valorizzazione con pubblica fruizione di caserme, edifici storici, torri, fari, ecc… in una parola strutture di grande pregio architettonico.

MIPIM 2016

Di tutti i beni “messi sul mercato” è stato predisposto una sorta di catalogo all’interno di un portale dal nome invitante “INVEST IN ITALY – REAL ESTATE” nato da un’idea dell’ ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con il patrocinio e la collaborazione del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia del Demanio.
Il catalogo comprende 208 immobili consultabile per provincia e per tipologia di immobile.

Contiene anche il faro della Guardia ed è questo il motivo per cui ne parla Furlan nel suo articolo.
Se andiamo alla pagina che ci interessa (la 6^), in corrispondenza del faro, leggiamo:

“Il compendio, adibito a Faro, è ubicato sull’isola di Ponza, una delle località turistiche più famose del Lazio. Il compendio, situato a picco sul mare in un contesto paesaggistico di grande interesse, potrà essere riqualificato, secondo il modello di “lighthouse accommodation”, accogliendo attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali. L’immobile verrà concesso in uso a soggetti terzi senza essere alienato.”

Nel riquadro “modalità di vendita” leggiamo “bando pubblico”.

In effetti la procedura prevista è quella di “Valore Fari” applicata di recente ai primi 11 fari messi a bando.
Il faro della Guardia è l’unico faro considerato? No. Stando ad un primo veloce sfoglio delle pagine ve ne sono altri.
Ci siamo così imbattuti nel faro di Punta Polveraia dell’isola d’Elba, il faro di Punta Spadillo a Pantelleria, il faro di Capo Faro a Salina (nelle foto, nell’ordine di citazione).

Faro di Punta Polveraia isola d'Elba
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Faro di Capo Faro Salina
Ve ne saranno sicuramente altri ma rappresentano pur sempre una minima parte rispetto ai 150 fari che, secondo il progetto voluto dall’Agenzia del Demanio, saranno, da qui ai prossimi anni, interessati da interventi di rigenerazione grazie alla concessione di lunga durata e alla partnership pubblico-privato.
Non è dato al momento di sapere quale sia la logica o il metodo che sostiene le scelte.
Riteniamo che tra i fattori che inducono ad anticipare l’offerta di un faro rispetto ad un altro ci sia sicuramente lo stato di degrado in cui versa l’immobile.
Ed il faro della Guardia, come tutti sappiamo, è in un declino pauroso e progressivo.

Nell’ambito dell’evento di MIPIM 2016 il direttore dell’Agenzia del Demanio ha avuto modo di raccontare gli aggiornamenti relativi al progetto Valore Paese-Fari ed al bando relativo agli 11 fari cui hanno partecipato numerosi investitori italiani ed esteri e associazioni. Nella circostanza ha anche annunciato che “che nel corso dell’anno saranno lanciati nuovi bandi per valorizzare, sempre attraverso il long term lease un nuovo portafoglio di immobili costieri, torri, fari, masserie, veri e propri gioielli del mare che saranno proposti agli investitori per essere riqualificati attraverso lo sviluppo di attività culturali, turistiche e ricettive”.

Quindi è molto probabile che presto vedremo interessato anche il nostro faro da un bando per la concessione e la valorizzazione.

Da qui in avanti, noi di Ponzaracconta, saremo in allerta ancora maggiore adoperandoci nell’acquisire informazioni, dati, notizie e nel porre in essere azioni e iniziative che possano aiutarci a non desistere dall’ idea  che abbiamo del faro, luogo non solo adatto ad ospitare attività turistico-ricettive ma anche attività culturali che, secondo lo spirito dell’iniziativa Valore-Fari e secondo un concetto spesso ribadito dallo stesso direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, possono anche coesistere.

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1 commento per Si torna a parlare del faro della Guardia

  • Biagio Vitiello

    Vorrei che tutti “Gli amici del Faro” si associassero in una “cordata” per mettere insieme un po’ di denaro per una progettazione di recupero e valorizzazione del nostro amato Faro.
    Secondo me “Gli amici del Faro” dovrebbero associarsi per reperire fondi in proprio, anche non in parti uguali.
    Sappiamo bene che del Faro non si potrà mai fare una progettazione con intenti speculativi, anche perché non vi è una strada per arrivarci, e quella che c’è non è sicura, né si potrà mai mettere in sicurezza perché servirebbero svariati milioni di euro. Quindi l’accesso al faro è – e sarà – solo per via mare, a meno che qualcuno non si inventi una pista di atterraggio per elicotteri.
    Io un modesto e piccolo progetto di ristrutturazione e valorizzazione del Faro l’ho nel cassetto da molti anni (e il Comando Zona Fari ne è a conoscenza): è di un mio amico architetto-geologo, amante di Ponza, presidente del CAI di Reggio Emilia.

    Attualmente il faro versa in pessime condizioni statiche; se non verranno effettuati al più presto i lavori di impermeabilizzazione del solaio (come promesso ai guardiani dal comando Zona Fari), l’edificio farà la stessa fine del “Semaforo’ del Monte Guardia!

    Concludo: “Io ci proverei”.

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