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La mappa del confino

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di Rita Bosso

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Riproponiamo una “mappa” del confino che è frutto di tanti contributi, prevalentemente orali; l’abbiamo già utilizzata in occasione dell’evento itinerante “Lettere dal confino” a settembre 2013.
Nella mappa figurano esclusivamente nomi celebri, non certo perché con “Lettere dal Confino” ci proponessimo di fare una distinzione tra “confinati vip”, che hanno acquisito notorietà nell’Italia repubblicana occupando posizioni preminenti nella politica e nelle istituzioni, e confinati meno noti; tuttavia, avendo scelto di strutturare il percorso a partire dagli epistolari, è stato più facile attingere alle biografie di uomini che, divenuti celebri, hanno pubblicato memorie e hanno rilasciato interviste sugli anni trascorsi a Ponza.  Le oltre venti pagine della sezione “Confino” di questo sito testimoniano l’attenzione che abbiamo riservato a tutti i confinati; spesso abbiamo potuto farlo perché i familiari ci hanno contattato e ci hanno fornito documenti.
La fattura casalinga della mappa  ne spiega la funzione: si tratta di sottrarre luoghi all’oblio, di “raccogliere la storia di Ponza prima che il tempo cancelli le tracce”, come recita l’insegna di Ponzaracconta. La mappatura dei luoghi del confino è tuttora un work in progress, aperto al contributo di tutti i lettori. La dicitura “abitazione di X” indica che il confinato X ha alloggiato per un certo tempo in quella casa; è possibile che la stessa casa sia stata occupata, in momenti  diversi, da altri confinati così com’è possibile che lo stesso X si sia trasferito da un indirizzo all’altro; queste eventualità sono anzi altamente probabili dal momento che le case con certi requisiti (libere, nella zona accessibile ai confinati) non erano tantissime e la durata della pena era, di norma, abbastanza lunga (la famosa cinquina). Non sono riportate nella mappa le case delle donne ponzesi  che sposarono confinati.

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