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C’era una volta a Ponza… una balena

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di Luisa Guarino
Il salto di una megattera

 

In uno dei volumi più corposi e importanti di Ernesto Prudente di cui non ricordo il titolo, e a cui lui fa preciso riferimento nel corso di un documentario per la tv di qualche anno fa, si parla di una balena che si è arenata sugli scogli di Frontone (lato destro quando si arriva) nel lontano 1957: alcune foto molto eloquenti completano le notizie riportate dall’autore. Credo che molte persone, mie coetanee o più avanti negli anni, ricordano ancora perfettamente quell’episodio. Io ho tuttora impressa negli occhi l’immagine di quella enorme carcassa, giunta all’estate quasi del tutto consumata ma ancora molto puzzolente: non so in che periodo e in che condizioni l’animale è arrivato lì né tantomeno che fine hanno fatto in seguito i suoi resti. Ecco perché mi piacerebbe che qualcuno ne parlasse, aggiungendo testimonianze e ricordi che risalgono ormai a quasi sessant’anni fa.

Per me si tratta di immagini ancora vive, immortalate nel bianco e nero delle pellicole Ferrania sia sotto forma di fotografie che di filmato: credo si trattasse in questo caso del formato 8 mm, che poi veniva proiettato grazie a una macchina non molto grande ma parecchio pesante e un tantino rumorosa.
Ricordo perfettamente qualche sopralluogo sul posto in compagnia delle mie cugine Maria Conte e Rosanna Camporese. E in particolare mi è rimasta impressa l’immagine del film in cui Maria si appoggia a un’enorme costola della balena parecchio più alta di lei, mentre con l’altra mano si tura il naso e fa un gesto molto eloquente per dire “quanto puzza!”.

Chissà se in qualche libro o cronaca dell’epoca è conservata traccia di quella presenza, ingombrante e anche un tantino inquietante nonché anomala. E poi chissà di che specie esattamente era quell’esemplare definito semplicemente e semplicisticamente ‘balena’? Forse il nostro professor Madonna potrebbe venirci in aiuto.
Agli altri amici, ponzesi e non, che si sono trovati a vivere la mia stessa esperienza, chiedo solo foto, filmati e aneddoti personali, per completare una testimonianza che fa parte della storia della nostra isola.

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Nota
Le immagini presentate non si riferiscono alla balena dell’articolo, ma sono tratte dal web. Foto di copertina e anche qui sotto: salto di una megattera

Megattera

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Appendice del 10 novembre

Giovanni Conte ha inviato una foto della balena (cliccare sull’immagine per ingrandirla).
Grazie Giovanni!

Balena spiaggiata a Frontone

 

Appendice dell’11 novembre

Sulla base di quanto scritto da Enzo Di Fazio si riporta la foto di cui sopra riflessa orizzontalmente ed una, più recente, del luogo visto dall’alto.
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Appendice n° 2 dell’11 novembre

A corredo delle rettifiche apportate da Enzo Di Fazio al suo commento si riporta una foto che ritrae la zona ove spiaggiò la balena.
Frontone. Scogli.2

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7 commenti per C’era una volta a Ponza… una balena

  • Adriano Madonna

    Ho letto con curiosità e interesse l’articolo di Luisa Guarino “C’era una volta a Ponza… una balena”, e visto che la stessa Luisa mi tira in ballo, cerco di rendermi utile.
    Innanzitutto, abbiamo qualche foto dei resti dell’animale da vedere? Se ci fosse la testa saremmo a cavallo, poiché non sarebbe difficile identificare la specie del cetaceo. Senza immagini, posso ipotizzare che potrebbe trattarsi di un capodoglio: i capodogli, infatti, una volta non era raro avvistarli mentre percorrevano le loro rotte attraversando le acque delle Ponziane. E ancora: se il capo fosse una grossa sfera, potrebbe trattarsi di un globicefalo, ma le dimensioni dell’animale non dovrebbero essere molto grandi. Dunque, c’è la foto? Se ci fosse, sarei davvero interessato a vederla.
    Un caro saluto a tutti
    A. M.

  • Giovanni Conte di Silvano

    Ecco la foto della balena spiaggiata a Frontone!

    Aggiunta alla fine dell’articolo di Luisa

  • Enzo Di Fazio

    Ricordo molto bene l’episodio della balena spiaggiata a Ponza in prossimità della piana bianca. Ero alle elementari ed il nostro maestro (il maestro Lamonica) colse l’occasione per parlarci dei cetacei.
    Ricordo anche d’aver visto, alcuni mesi dopo l’accaduto, sull’uscio di qualche casa degli Scotti, alcune vertebre di quella balena utilizzate come scanni per sedersi, considerate le loro grosse dimensioni.
    A proposito della foto pubblicata penso che la stessa sia stata stampata o riportata erroneamente all’inverso. Andrebbe, a mio avviso, riflessa orizzontalmente. Gli scogli dove si vede deposta la balena si trovano, venendo da Frontone, al di qua della Piana Bianca; al di là – per intenderci nella zona della grotta del core – non ci sono né scogli né secche e il mare è abbastanza profondo.
    P.S.
    Quanto da me sostenuto stamani sulla foto della balena spiaggiata ha provocato qualche perplessità sia in Giovanni, proprietario dell’immagine proposta oltre che depositario dei racconti del nonno, sia nel nostro caporedattore Sandro che conosce molto bene quella zona. Sandro ha procurato una foto (quella aggiunta alla fine dell’articolo) che fa chiarezza ed elimina ogni dubbio.
    Infatti confrontando le due immagini si vede chiaramente, al di là della presenza di alcuni particolari comuni, che la collina sullo sfondo è la stessa.
    Chiedo scusa a Giovanni ed ai lettori per l’abbaglio. Sono stato fuorviato dalla memoria (all’epoca si parlò di una balena “stracquata” alla piana bianca) e dalla forma della roccia alle spalle delle persone che appare molto simile a quella della piana bianca.

  • Giovanni Conte di Silvano

    La foto in questione è stata scattata nell’insenatura che si trova sotto al fortino, ecco perchè si vedono gli scogli, poi dove effettivamente la balena sia spiaggiata io non lo so; ho sempre saputo che la carcassa è stata ritrovata nel luogo della foto dalla testimonianza diretta di mio nonno Umberto, che per lungo tempo ha abitato a Frontone di fronte al fortino, dove aveva anche dei terreni che coltivava

  • Adriano Madonna

    Dalla foto non si capisce molto, ma potrebbe trattarsi di una megattera (il nome significa, in greco, “grandi ali”, con riferimento alle lunghissime pinne pettorali di questo cetaceo): mi sembra, infatti, di vedere i solchi golari, cioè quelle pieghe cutanee presenti nella parte ventrale del cetaceo, sotto la bocca. Queste pieghe, che si comportano un po’ come un mantice elastico, hanno la funzione di aumentare il volume del cavo orale affinché la megattera possa ingurgitare un grande volume d’acqua. Non dimentichiamo che ci troviamo nel sottordine dei misticeti, a cui appartengono quei cetacei privi di denti ma dotati di fanoni, una sorta di “spazzolone” usato come filtro per sottrarre il plancton all’acqua, di cui l’animale si nutre.
    Le ossa di questa balena sono forse conservate da qualche parte? Pongo questa domanda poiché ricordo, ad esempio, che quando era bambino, il nostro maestro delle Elementari, il Maestro Landi, ci mostrò una costola di balena che era stata donata alla scuola e che veniva conservata nell’attuale Scuola Elementare Virgilio, a Gaeta.

  • la Redazione

    Sulla base di quanto asserisce Enzo Di Fazio si riportano in calce all’articolo altre due foto: quella inviata gentilmente da Giovanni riflessa orizzontalmente ed una, più recente, che ritrae la zona vista dall’alto.

  • Giovanni Conte di Silvano

    Innanzitutto ringrazio il prof. Adriano Madonna per i chiarimenti, faccio presente alla redazione che l’ultima foto è la stessa che ritrae la zona dello spiaggiamento della balena, detta Fortino che non ha niente a che vedere con lo scoglio della Piana Bianca, infatti guardandola dal masso in basso a sinistra della foto, si distingue chiaramente sulla destra la parete rocciosa bianca e sullo sfondo la collina che è la parte alta della frazione di Santa Maria della foto da me inviata

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