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Trasporto marittimo, una risorsa sensibile per il turismo

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di Antonio Impagliazzo
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Mercoledì 14 ottobre 2015, il giornale on-line TeleFree  ha riportato, con una punta di velato orgoglio – Ponza, Laziomar i dati del sindaco Vigorelli “E’ boom di passeggeri” -, una lettura compiaciuta da parte del Sindaco Piero Vigorelli su alcuni dati dell’afflusso turistico nell’isola di Ponza. Il commento può essere letto, con diverso approccio, come l’archetipo di colui che vede di buon occhio ed è disponibile a “favorire nelle isole Pontine, un pendolarismo di massa”.

Di certo, il turismo continua ad essere una risorsa essenziale per l’economia delle isole pontine che, a prescindere dalle differenze che intercorrono tra queste, trovano nell’afflusso turistico un fattore essenziale per la sopravvivenza delle popolazioni locali.

Tra i punti di attrazione delle isole del Lazio, figurano come prerogative essenziali, la qualità della vita, i beni naturali e le risorse culturali.
Nondimeno sussistono limitazioni importanti, dato che il patrimonio naturale costituisce una risorsa sensibile e non rinnovabile; mentre tra i punti di debolezza appaiono in modo particolare i fenomeni migratori della popolazione locale, i problemi connessi all’invecchiamento demografico e allo spopolamento. Queste situazioni possono causare la perdita del patrimonio culturale, l’indebolimento degli ecosistemi e serie ripercussioni economiche.

La nota di cui al menzionato articolo “E’ boom di passeggeri”, a parere di molti, non può essere considerata, pertanto, in assoluto un vanto per l’Amministrazione locale, ma forse più un campanello di allarme.

L’economia insulare, a parere di tanti, potrebbe divenire per alcune “esasperazioni“ troppo dipendente dall’attività turistica, e potrebbe aprire le porte ad un “turismo di massa” poco idoneo al sottile equilibrio che esiste tra habitat naturale e microcosmo insulare, per cui si rende necessario una diversificazione in favore di altre attività, una limitazione dei flussi indiscriminati ed una politica maggiormente orientata ad uno sviluppo adeguato ai luoghi con strategie specifiche ed attività economiche complementari al turismo [leggi anche un commento a questo articolo sugli aspetti indotti dal turismo di massa nelle Cinque Terre (GE) – NdR].

Infatti, incoraggiare e preferire i flussi del “mordi e fuggi” potrebbe vedere quanto prima sulle isole la crescita di una politica del pranzo al sacco, del panino e della merenda in spiaggia, mentre necessita fondare una politica turistica a favore delle isole, basata sulle innumerevoli opportunità che le stesse sono in grado di offrire in termini di cultura, sapori, odori, monumenti e storia, che sono da considerarsi la vera sfida.

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Sul tema del trasporto marittimo, occorre ribadire che le piccole isole, avendo ottenuto un riconoscimento degli svantaggi da parte della Comunità Europea e dello Stato Nazionale, che le distinguono dalle zone continentali, non possono utilizzare tale riconoscimento per svilire le eccellenti risorse che storicamente le appartengono.

Sebbene il turismo sia in genere un fattore chiaramente positivo, occorre riconoscere alcuni impatti negativi che questi potrebbe avere su alcune unità insulari, in termini di “eccessivo pendolarismo” e ”turismo di massa“, e determinare una ricaduta in negativo sulla qualità dell’offerta turistica, una scarsa qualificazione degli addetti, una ridotta stagionalità, un’insufficiente tutela delle acque e dell’ambiente, una limitata attenzione all’economia del mondo rurale insulare e di quella del mare , un aumento della speculazione urbanistica ed un maggiore costo della vita per la popolazione locale.

Una rimodulazione della legge regionale sui trasporti che non limiti il proprio raggio, solo ad indicare asetticamente i porti di imbarco della regione, ma collochi le isole all’interno di un sistema a rete, storicamente appartenenti allo stesso territorio geologico e naturalistico, per offrire nuove opportunità culturali, scoprire nuove risorse eccellenti, veicolare flussi turistici e attrarre nuovi gruppi, in sintesi per migliorare ed accrescere la propria identità culturale ed economica.

Una maggiore presenza di turisti pendolari ed occasionali, già nell’anno corrente ha consentito di verificare e stabilire un aumento dei flussi entro al 4 % misura indicata come valore di crescita del turismo nazionale, mentre per l’isola di Ponza, il maggiore flusso è risultato proveniente in prevalenza dall’area centro – meridionale ed ha manifestato una capacità di spesa di livello medio-basso.

CONCLUSIONE
Accrescere il rispetto e la stima verso questi straordinari monumenti della storia, ricchi di risorse ambientali, naturali e culturali, rappresenta la vera sfida degli uomini liberi.

Ventotene all'ora del tramonto

Ponza di sera

 

Nota della Redazione
Sullo stesso tema leggi anche l’articolo su Parvapolis del 19 ottobre u.s.:  “Ponza, boom di presenze”

 

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