Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

i-03-bis i-33 u-27 vic k2-29 30

Un canto per Ponza a villa Manzini. (2)

Condividi questo articolo

di Rosanna Conte Le%20Forna%20casa%20Ponza

Prosieguo di “Una serata a villa Manzini. (1)”leggi qui

  La serata a villa Manzini era solo all’inizio e prometteva bene. Quando noi ospiti ci siamo stancati di sciamare per la villa, l’avvocato Zanni ci ha accolti nell’ampio salone. Un grande telescopio, un mappamondo, una porta-libreria girevole in legno e la calda pavimentazione di cotto creavano un’atmosfera di sobria eleganza che sapeva di antico e una grande finestra-vetrata permetteva allo sguardo di correre sul mare azzurro fino all’estremo orizzonte. Ci siamo accomodati sulle sedie e i divani a nostra disposizione e l’avvocato Zanni, dopo averci dato il benvenuto, ha chiesto all’amico comune, Alfredo Scotti, di avviare il video de L’isola che c’è.

Ovviamente è seguito un brusio di commenti che si è interrotto solo con la nuova richiesta dell’avvocato ad Alfredo di inserire un altro video, quello della canzone scritta e cantata dal tenore Fabio Armiliato per Ponza.

 Fabio Armiliato

Molti tra i presenti hanno ricordato il tenore che nel film di Woody Allen, To Rome with love, svolgeva il ruolo di futuro consuocero di Jerry, produttore americano, e la sua particolarità di saper cantare solo sotto la doccia, ma per chi fosse stato estraneo al mondo della lirica, la serata di sabato ha disvelato che Armiliato è un grande tenore che sa cantare anche fuori dalla doccia. Non per niente la sua bella voce e la sua bravura ci hanno regalato questa sapiente e dolce aria che potremmo chiamare Canto per Ponza o Canzone di Ponza o… Ponza, regina del mare, ma che, volendo esaltare l’isola celebrandone le bellezze, è stata intitolata Inno di Ponza.

Ascolta qui il file mp3

L’aveva eseguita lui stesso sul palco del “Premio Caletta” nel 2011 a Ponza, ma molti di noi non ne erano a conoscenza. L’avvocato Zanni ha voluto sottolineare la sua amarezza per la scarsa attenzione della nostra isola verso una creazione che è un dono per Ponza offerto da un artista che ne ha subito il fascino. Armiliati era approdato a Ponza qualche annetto prima. La sua amicizia col padrone di casa aveva trovato origine nei rapporti fra la famiglia Zanni ed il soprano Daniela Dessì, compagna di canto, di scena e di vita di Armiliato. C’era poi stata un’altra occasione che aveva permesso ai due di coltivare questa amicizia. L’avvocato aveva chiesto al tenore un giudizio sulla bozza del suo romanzo Desaparecido in do maggiore, una spy story che affonda le sue radici nella volontà di Giuseppe Zanni di ridare volto, voce e nome ad un antenato che all’inizio del ‘900 era stato un grande musicista, ma che poi era scomparso nel nulla. Durante la lettura, Armiliato si era ritrovato a provare gli stessi sentimenti che l’autore del libro aveva provato nella ricerca e stesura della vicenda e si era commosso al punto da voler musicare un brano in onore del protagonista.

560b

La conoscenza e la stima divennero, così, amicizia e l’avvocato invitò a Ponza il tenore Nelle gradevoli serate estive trascorse sulle terrazze di villa Manzini, dove, dopo aver ammirato il tramonto del sole dietro Palmarola, si poteva godere la frescura che saliva dal mare, Armiliato aveva avuto modo discutere con l’amico e di ascoltare quanto diceva. Fra i tanti argomenti ce n’era uno sul quale l’avvocato Zanni tornava spesso: grandi nomi della musica avevano cantato versi per i luoghi bellissimi che la natura ci ha donato (Bill Crosby per Capri, Caruso per Sorrento, Ives Montand per Parigi e tanti altri), possibile che non ci potesse essere un grande nome per Ponza che lo meritava senz’altro? Questa domanda deve essere rimasta impressa nella mente, ma anche nel cuore di Armiliato che, una volta partito, sull’onda del ricordo delle serate e della ricchezza di colori, forme, suoni e profumi percepiti sull’isola, compose la sua canzone e la presentò l’estate successiva al “Premio Caletta”.

Ponza

Tramonta già il Sole. Dolce è la brezza Placida la prora increspa le onde.

Sollevo lo sguardo e all’orizzonte appare il profilo di te!

Sospesa fra mare e cielo…. Magia del Creato e Creatura del Mar!

Ponza! Si specchia nel mare e il verde riflesso che appare sembra rubato dagli occhi dell’Amor mio… e m’incanta e m’appaga.

_____

Tramonta la Luna e dall’oriente Candida l’aurora mostra il suo viso.

La barca veloce già s’allontana e ci separano le onde…

Ma ho nostalgia già di te… E il cielo già sembra diverso da qui..!

Ponza è un incanto del mare ! La vedi e non la puoi scordare. Ogni sua cala, ogni roccia, ogni colore s’imprime nell’anima.

Ponza bella: “Regina del mare sei tu!”

Noi abbiamo potuto ascoltare la canzone mentre scorrevano bellissime immagini di Ponza riprese dall’alto da Folco Quilici che mentre si integravano col canto, ci donavano anche il piacere di vedere la nostra isola da una visuale non abituale.

Il motivo, di ampio respiro, si sviluppa con un andamento che riprende il movimento dell’onda, e accompagna quello che è un vero e proprio inno alla nostra isola, assurta a personificazione della bellezza del creato come la donna amata da colui che canta, la Dessì dagli occhi verdi.

Daniela-Dessì

Di per sé non è un motivo spendibile facilmente nel senso che non è da canticchiare e, pertanto, non lo potremmo ritrovare sulle labbra dei ponzesi ad ogni piè sospinto. Certo, nei miei ricordi, carissimi, del Fieno, alla cantina di Giustino, ci si preparava la voce, schiarendola col vino – ovviamente – per attaccare O sole mio o Torna a Surriento o A Canaria che trovavano il loro posto accanto alla canzoncina di avanspettacolo, dando la stura a tutto quanto, assurto a dignità musicale, potesse rallegrare l’abbondante pranzo e dopopranzo davanti alla vista che da Chiaia di Luna spazia fino a Palmarola.

Lo spirito genuino isolano, quello che coglie l’unitarietà della bellezza frammentata nei tanti aspetti della vita, lo apprezzerebbe e lo terrebbe da conto per i momenti importanti.

Non dimentichiamo che sull’isola esistono una banda musicale, che guarda avanti partecipando anche a concorsi nazionali, e giovanissimi bravi pianisti.

Alla loro sensibilità non può sfuggire la rilevanza dell’ Inno di Ponza e possiamo sperare di sentirne le note durante le diverse esibizioni e nelle tante festività che rallegrano l’isola nel corso dell’anno.

Sarebbe un modo  per arrivare anche ai tanti ponzesi sparsi per il mondo che  avvertono ancora un forte legame con quanto accade  sul loro scoglio e al cui comune sentimento di amore per la loro Ponza questo Inno può rendere onore.

[Un canto per Ponza a villa Manzini. (2) – Fine]

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.