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Nel ricordo di Giulio

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Giulio

Alla cortese attenzione della redazione di Ponzaracconta.

Gli amici di Giulio e la maestra Mirella Romano vorrebbero che il testo che allego venisse pubblicato sul vostro sito in memoria del grande Giulio.
Ringrazio anticipatamente,
Civita Pesce

 .

Ponza, 13 aprile 2015

Il “gabbiano” oggi ha le ali tarpate… non vola… non canta… Non plana..!
È Giulio Morsello il nostro “gabbiano” ponzese.

“Gabbiano” era il suo affettuoso nomignolo essendo proprietario di una grotta a Vardella di Palmarola, dove la fanno da padroni numerosi gabbiani che con i loro gioiosi voli, il loro stridulo vociare animano e disegnano una giornata che resta impressa nella memoria di chi ha la fortuna di rilassarsi e rinfrescarsi nelle limpide acque di Vardella. E qui Giulio amava circondarsi di amici, sapendo di far loro cosa gradita, ma soprattutto di dimostrare prima a se stesso e poi agli altri che l’amicizia è la cosa più bella che un uomo può dare di se stesso.

Da pochi giorni mancava da Ponza… era stato portato in ospedale a Latina perché aggredito da un male… che lo ha stroncato in men che non si dica.
Oggi è tornato tra noi!

Un fiume di gente lo ha atteso al molo con l’arrivo del traghetto “Carloforte”, proveniente da Terracina: c’erano tanti amici, ponzesi e non, tantissimi venuti solamente per rendere doveroso omaggio a lui che è stato sempre l’amico di tanti, l’amico sempre disponibile in tutto e per tutto.

Il carro funebre è appena spuntato sulla passerella del traghetto e un lungo, scrosciante applauso saluta Giulio per comunicargli l’immenso affetto di tutti noi che l’attendevamo. Il corteo s snoda lungo la banchina e si ferma alla porta del suo “Garage” dove qualcuno ha voluto ricordare Giulio col disegno di una fisarmonica e due parole “CIAO GIULIO” scritte su una lavagnetta. In queste due parole è racchiusa tutta la personalità di questo figlio di Ponza: semplice, disponibile, gioioso, prodigo…
Amava tutti e tutti gli volevano bene.

Con la sua fisarmonica allietava le serate di allegra spensieratezza e gli amici e… ne aveva tanti!
Organizzava simposi, sprigionava allegra ironia, suonava e cantava canzoni dei tempi della sua spensierata gioventù: O sole mio… ’u sarracin’… ’u surdato ’nnamurat’.

Le stesse canzoni gli sono state suonate e cantate nella chiesa del Cimitero e molti hanno trattenuto le lacrime che calde scendevano a rigare le guance di chi lo ha conosciuto e stimato, ma anche di coloro che erano semplicemente spettatori.

Ciao Giulio… te lo ripetiamo: ti abbiamo voluto bene, ma ti oggi hai preferito unirti alla compagna della tua vita, alla tua cara Rita.

Ti mancava Rita, ti mancava Silvia… la tua dolce Silvia che in tutto era la tua copia perfetta: dolce, simpatica, gioiosa, disponibile. Ma tu affrontavi la quotidianità con spavalderia per dare a Gioia più sicurezza e coraggio nell’affrontare i tanti disagi che la vita ci offre

Gli amici di Giulio

Giulio.2

 

La lettera per Giulio scritta a mano: Nel ricordo di Giulio

 

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