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Sant’Antonio com’era (1)

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di Sandro Russo

 

Approfittiamo dell’occasione dei lavori che stanno coinvolgendo l’assetto della piazzetta e del lungomare di S. Antonio, per ridare uno sguardo alle foto storiche che dai primi del ‘900 ad oggi ci hanno mostrato questa parte, piccola ma centrale, dell’isola.

Di un breve articolo postato nel novembre 2013 da Francesca Iacono – sul suo Blog Frammenti di Ponza dedicato alle foto di ‘Ponza Antica’ – fa parte questa foto ormai storica, insieme ad altre che mostrano la stessa zona con diversi particolari e allargando il campo.
Le foto permettono questo ‘effetto fisarmonica’: si allargano a volte, nello spazio, ma anche nel tempo, fornendo spot e ‘visioni’ di epoche diverse (per altri riferimenti, leggi qui il bell’articolo di Marianna Licari su questo sito).

S. Antonio con cumuli e bastimento

Tentiamo una datazione di questa foto (cliccare per ingrandire). L’elemento predominante sono i tre archi di sostegno della via Nuova, sicuramente edificati in epoca fascista, quindi non prima del 1922, più facilmente qualche anno più tardi; non troppo però, perché una circoscrizione temporale ci viene dalla casa scura in alto alla destra degli archi con tre + tre balconi. Questa costruzione fu rimaneggiata nel 1926 (come attesta lo stemma) con la costruzione di un terrazzino e di una torretta che proiettivamente si situerebbe allo spigolo sopra l’ultimo arco. E nella foto non c’è ancora. Quindi la foto è databile tra il 1922 e il 1926.
Altre indicazioni vengono dalle case sottostanti (piano strada). Non ci sono ancora né la casa di Irio, né quella del notaio De Luca (attualmente sede della Banca) mentre è presente quella centrale (di Francisc’ Albano, inizialmente), intermedia tra le due e attualmente sede dello studio dentistico Feola.

Ma l’aspetto più interessante sono i cumuli che sembrano invadere completamente la spiaggia. Secondo Aniello De Luca, con cui abbiamo ragionato a lungo su questa foto, è materiale di risulta (taglimm’) prodotto dalla demolizione della montagna per far posto appunto alle costruzioni. Il concetto è quello isolano: vott’a mmare, ch’u mare s’u piglia! In alternativa ci sarebbe la nave ancorata in mezzo alla rada – altra stranezza perché quella zona noi l’abbiamo sempre chiamata ‘u summariéll’ e non permetterebbe tale stazionamento. Le ipotesi sono almeno tre: che il fondale sia cambiato dagli anni venti a oggi; o che, come dice Mimma, c’era un canale centrale, perpendicolare alla spiaggia, più profondo che permetteva l’arrivo e l’alaggio sulla spiaggia anche di gozzi di medie dimensioni (che in qualche foto si vedono); che il pescaggio della nave non fosse eccessivo (secondo Aniello è una nave da carico, non un’aragostara)

S. Antonio. Zona poi Bar Panoramica. Copia

Questa foto sembra la prosecuzione di quella precedente, procedendo verso destra; ma non ci sono elementi per datarla più precisamente. Si vedono gli stessi cumuli che invadono il piano stradale anche se parte della spiaggia, con delle barche tirate a terra, è identificabile. La casa più scura delle altre con due balconi (la seconda proseguendo dal margine sinistro verso destra è stata costruita sui resti della Chiesa di S. Antuono (che ha dato il nome al quartiere e di cui parla il Tricoli (cfr. nell’articolo citato da Francesca Iacono).
E’, per capirci, la costruzione che ha al piano terra l’Alimentari ‘Ornella’ e a fianco il Bar Panoramica. Solo che la via Panoramica non c’era ancora. Sarà costruita negli anni tra 1l 1952 -’55 e il tracciato e i lavori saranno condotti dall’ingegner Riccardo Lubrano (insieme ad un geometra ponzese ancora vivente) nonno dell’omonimo pediatra che d’estate sta al primo piano della casa descritta, sopra l’Alimentari.
Si vede bene dalla foto che lo spazio dove si situa oggi l’imbocco della Panoramica era ‘pieno’; sono state quindi abbattute le costruzioni che c’erano per far posto alla strada, a partire dall’angolo di destra della casa suddetta.
Attualmente, a 10-15 metri dal bivio c’è il primo scalino e l’inizio della salita Croce. Perché l’ho ricordato? Perché proseguendo sulla destra della foto, dopo gli archi ancora presenti e lo spazio dove sarà edificata la casa Parisi, ricominciano i cumuli e un terrapieno che sembra una salita sterrata che porta appunto alle case del 2° livello e in fondo (all’estremo di destra della foto) alla Santa Croce. Ma sempre Aniello De Luca dice che non è così: che i cumuli hanno lo stesso significato di terra di riporto della foto precedente, mentre la gradinata antica scende obliquamente e prosegue verso il basso (tra le case, e coperta da esse) e sbucava prima dove sbuca adesso, fatto salvo lo spazio occupato dalla via Panoramica.

Proseguendo ancora verso destra mancano del tutto le costruzioni bordo strada, come le conosciamo adesso, ma non è stato costruito nemmeno il palazzo Martinelli. C’è invece un vasto spazio libero dove si aprono alcune grotte

Spiaggia fino al grottone di Giancos

In prosecuzione ideale con la foto precedente abbiamo quest’altra (apparentemente una cartolina con una data che non si distingue con chiarezza. Qui la visuale si allarga fino all’imbocco del grottone di Giancos; non ci sono ancora palazzi a più piani, ma le grotte della foto precedente sembrano già più case con una facciata e oltre il grottone si riconosce la sagoma del ‘Gennarino a mare’, preceduta dalla cappelletta che c’è ancora adesso.
La spiaggia è più ampia e abbastanza simile a come la conosciamo ora, con varie barche e gozzi tirati a secco (ma non ci sono ancora i gommoni di Domenico!)

Sempre al periodo tra le due guerre si riferisce questa foto che abbiamo compiutamente analizzato in un altro articolo su questo sito (guarda e leggi qui) e datato a circa la metà degli anni venti.

Foto di Sant'Antonio com'era. Copia

Foto di una processione di San Silverio  a Sant’Antonio già presentata (cliccare per ingrandire). Molti particolari della foto sono analizzati del commento relativo al link soprariportato

Salita Galani

Un momento dello stesso evento della foto precedente – riconoscibile dalla corona radiata del Santo – si può vedere nella foto qui sopra, riportata anche nel citato articolo di Francesca Iacono, insieme alla didascalia relativa. Evidentemente a quei tempi le foto si facevano solo in condizioni speciali.

Ritorniamo ad una visione d’insieme di Sant’Antonio, con delle immagini che mostrano la situazione prima dalla costruzione della Banchina nuova, avvenuta nel 1954: in sua assenza il mare arrivava fin sotto la roccia e dalle case si poteva pescare.

Cartolina. Un saluto da Ponza

S. Antonio Antica copia

L'uscita dal grottone di S. Antonio prima delle banchine. Con asino

Foto inferiore: all’uscita dal grottone di Sant’Antonio ai tempi in cui non c’era ancora la Banchina nuova. Nelle due foto in alto si ritrovano molti elementi già esaminati relativamente all’abitato di Sant’Antonio

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Interrompiamo qui la prima parte della presentazione di antiche foto di Sant’Antonio, ma altre ce ne sono…
Ringraziamo intanto  Giovanni Pacifico dal cui impressionante Archivio Fotografico tutti attingiamo; Francesca Iacono e Marianna Licari; Aniello De Luca, che con semplicità e una gran voglia di ricordare e condividere mettono a disposizione quanto sanno e hanno raccolto sul passato recente di Ponza.

[Sant’Antonio com’era. (1) – Continua]

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