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Memo. (20). Il raglio dell’Asinistra

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La Redazione
4. Asino che ride copia

 

Ieri, com’è noto, il Sindaco e il Vicesindaco di Ponza sono stati rinviati a giudizio per vicende riguardanti la centrale elettrica di Giancos; subito dopo il Sindaco ha emesso un comunicato nel quale dichiara di considerare la decisione del GUP un rinvio per un buon giudizio del Tribunale, dove tutte le buone ragioni del Comune di Ponza saranno esaminate con scrupolo.
Anche noi auspichiamo un buon giudizio in cui siano esaminate con scrupolo le ragioni di tutti, non solo del Comune di Ponza; tuttavia, la richiesta di rinvio a giudizio è formulata dal GUP quando ritenga che, nel corso delle indagini preliminari, siano emersi elementi sufficienti a sostenere l’accusa nel giudizio successivo; non è un prender tempo per poter celebrare un’apoteosi futura.

Non mancano, nel comunicato, la lezioncina e la bacchettata finale; questa volta lo scolaro incapace, da mandare in giro per i corridoi con le orecchie d’asino, è il Commissario Prefettizio Iadicicco, autrice di un “obbrobbrio mostruoso”, in ritardo di ben sei anni su quanto prevede il Codice degli Appalti, alla quale la Prefettura di Latina pagherà qualche lezione di diritto amministrativo impartita da chi capisce e conosce.

Nello stesso comunicato si auspica poi che, da qui al 17 novembre, prima udienza del Tribunale, non ci siano basse insinuazioni e maldicenze, lesive della persona del Sindaco e del Vicesindaco: non possiamo che condividere e sperare, a nostra volta, che il confronto tra le parti, sulla scena ponzese, non degeneri ulteriormente.
Per quanto ci riguarda seguiremo questa vicenda con l’attenzione che essa merita e mantenendo la nostra condotta consueta, che non prevede:

– l’offesa gratuita dell’avversario (o presunto tale), lo sfottò, la battuta ripetitiva e pseudo-spiritosa;

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– il rovistare nel protocollo del Comune alla ricerca di documenti con cui esporre alla pubblica gogna l’avversario;

– la minaccia di querele senza poi darvi corso, al solo scopo di intimorire e ridurre al silenzio;

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– i riferimenti continui alle vicende giudiziarie altrui.

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