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Le isole incantate di Silvano Braido, sospese nell’aria tra Bach e Pessoa. Video

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proposto dalla Redazione
Silvano Braido. Isole-navi

 

La poesia di Fernando Pessoa è già stata proposta sul sito da Lino Catello Pagano nel ‘lontano’ 2011 (leggi qui).

Di Silvano Braido spesso abbiamo utilizzato le opere, per illustrare i nostri articoli: digita – Silvano Braido – nel riquadro CERCA NEL SITO, in Frontespizio.

 

Presentiamo qui una riedizione in video di “Isole fortunate” di Pessoa, illustrata dalle opere di Silvano Braido, su “Aria” di J. S. Bach.

 

Leggi e guarda il video su YouTube

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Note biografiche
Silvano Braido è nato a Treviso, vive in periferia di Villorba immerso nel verde della campagna trevigiana. Fin da bambino oltre al gioco, scopre il bisogno di disegnare come necessità di espressione e di comunicazione. La matita, i pastelli, e successivamente l’olio e l’acrilico, gli saranno compagni inseparabili per tutta la vita. Il periodo scolastico (Accademia delle Belle Arti a Venezia) lo impegna verso nuove acquisizioni eterogenee. Scuola che non porterà mai a termine, per motivi familiari, perché i suoi mondi sono diversi e le sue esigenze di esprimersi differenti. I vari mestieri che in seguito ha praticato gli hanno permesso di affrancarsi dal bisogno, ma non sono mai riusciti a distoglierlo dal sentimento della sua vocazione, strappando al riposo il tempo della pittura. E piano piano, con caparbietà, con intelligenza, con paziente lavoro di ricerca, intraprende la strada dell’artista a tempo pieno . Una scelta coraggiosa dettata dalla sensibilità e dal grande amore per il proprio lavoro.

Approfondisce il disegno, le varie tecniche di pittura e incide le prime lastre all’acquaforte. Fin dalle prime esposizioni si rivela artista creativo e di grande fascino. Oggi, nel pieno della maturità, con raffinato senso pittorico, costruisce immagini di straordinaria bellezza: cieli infiniti e creature fantastiche che fanno luminose le scene dei suoi colloqui con la vita [‘Biografia’ dal sito personale dell’artista].

 

Le isole fortunate

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E’ la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.

E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.

Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c’è il mare.

[“Le isole fortunate” da “Messaggio” di Fernando Pessoa (1888 – 1935)]

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As Ilhas Afortunadas

Que voz vem no som das ondas
Que não é a voz do mar?
É a voz de alguém que nos fala,
Mas que, se escutarmos, cala,
Por ter havido escutar.

E só se, meio dormindo,
Sem saber de ouvir ouvimos
Que ela nos diz a esperança
A que, como uma criança
Dormente, a dormir sorrimos.

São ilhas afortunadas
São terras sem ter lugar,
Onde o Rei mora esperando.
Mas, se vamos despertando
Cala a voz. e há só o mar.

[“As Ilhas Afortunadas” – De: “Mensagem” (1934) – Fernando Pessoa]

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[Da: “Poesie scelte” di Fernando Pessoa – Passigli Editori; traduzione di Luigi Panarese]

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