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Aggiornamento sullo Sblocca-Italia

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a cura della Redazione

i danni dello sblocca italia

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Quello che le piogge, i temporali e le esondazioni di fiumi e ruscelli stanno provocando da un po’ di giorni sul territorio di questo nostro martoriato paese è qualcosa, purtroppo, di già visto e, in alcuni casi, addirittura di già annunciato. Ed ogni volta che registriamo un disastro assistiamo puntualmente ad indignazioni, promesse, proclami ed ipotesi di grandi piani risolutori che, poi, vanno scemando con il tempo fino ad andare nell’ oblìo.

i danni delle alluvioni

Anni di politica del cemento e di conseguenti scempi incoraggiati da assenza di regole e da tre condoni edilizi hanno stravolto la mappa del territorio sacrificando oltre 5 milioni di ettari di campagna al delirio edilizio.
Una parte di responsabilità ce l’abbiamo tutti noi per aver perso il senso della misura, della manutenzione e del rispetto dell’ambiente in cui viviamo, doveri che appartengono agli individui come alla collettività.

i danni delle alluvioni 4

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Ma a dimenticarsene è soprattutto la politica se poi arriva ad approvare una legge come lo sblocca Italia che, attraverso il finanziamento delle cosiddette grandi opere (spesso inutili ed inutilizzabili) e l’allargamento dei cordoni della normativa edilizia, diventa un potenziale pericolo per snaturare ulteriormente questo fragile paese.
Ed appare incredibile come si privilegi la cementificazione delle grandi imprese rispetto all’esigenza di mettere in sicurezza il territorio ed avviare le grandi opere di manutenzione e salvaguardia.
Come se dalla prima fossero garantiti sviluppo ed occupazione in maggior misura rispetto alla seconda.
Riportava qualche giorno fa l’archeologo-storico dell’arte Salvatore Settis, su Repubblica, alcuni dati che meritano di essere ricordati.
Secondo il rapporto Ance-Cresme * la mancata manutenzione del paese ci costa non meno di 3,5 miliardi di euro all’anno, senza contare morti e feriti. Mentre per mettere in sicurezza l’intero territorio basterebbero 1,2 miliardi all’anno per vent’anni. Dunque l’opera di prevenzione, nei tempi lunghi, non è solo un investimento, è un risparmio.

E c’è un altro dato fornito dai geologi su cui riflettere: quello che un ettaro di suolo non urbanizzato trattiene 3,8 milioni di litri d’acqua.

i danni delle alluvioni 5
Ma non la pensa così il governo se attraverso lo Sblocca-Italia ha previsto stanziamenti di appena 110 milioni per la manutenzione del territorio a fronte di quasi 4 miliardi di spese per nuove grandi opere che accresceranno la fragilità del paese.

L’unica vera urgente grande opera di cui avrebbe bisogno l’Italia è la messa in sicurezza del territorio.
Lo sblocca Italia (riprendendo un’osservazione di ieri dello storico d’arte Tomaso Montanari) è una legge che bisognerebbe avere il coraggio di ripensare radicalmente anche se appena uscita sulla G.U., anzi una legge che bisognerebbe avere il coraggio di rottamare.
Ma per imboccare questa strada sembra che manchi, come osserva Salvatore Settis, l’ingrediente essenziale: un’idea di Italia, un’idea declinata al futuro.

(*) Ance sta per “Associazione Nazionale Costruttori edili”; Cresme per “Centro Ricerche Economiche, Sociologiche e di Mercato

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