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k1-16a 103a costa sl372206 sl372211 L'ingresso pricipale delle grotte di Pilato presso il porto

Curiosità abissali

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di Sandro Russo

 

Non ci saremmo mai incuriositi ai pesci degli abissi senza lo stimolo dell’articolo di Adriano Madonna su questo sito (leggi qui).
Così a tempo perso abbiamo cominciato a raccoglierne qualcuno, complice anche la testimonianza di Sandro Vitiello in un commento allo stesso articolo:

“Alcune di queste avevano le caratteristiche dei pesci raccontati dal professor Madonna.
 Mi colpì soprattutto il fatto che questi pesci, lunghi anche un metro e mezzo, avevano una consistenza gelatinosa che li faceva sciogliere al sole ormai alto di quel giorno (…)
(…) Purtroppo non avevamo dietro macchine fotografiche.
Ricordo che l’unico pesce strano messo a bordo era lungo almeno un metro e mezzo, aveva un corpo “a bandiera triangolare” e una testa smisurata.
La testa era quasi tutta costituita dalla bocca.
Il colore era di una tonalità tra il rosa e l’arancio, molto lieve.
In realtà sembrava non avesse pelle perché si riuscivano a vedere le viscere.
Chiesi il nome a mio padre che mi rispose: “E’ nù squagliasole”.

Innegabilmente mostruosi, sono i pesci delle immagini che si riescono a reperire qua e là sul web; brutti ma soprattutto bizzarri, e stimolo per la fantasia, quasi a dar corpo di realtà agli incubi notturni.
Infatti il cinema vi ha attinto a piene mani

Non ci ricorda Alien – la creatura dei film di Ridley Scott (1979 e segg.), geniale invenzione dell’artista surrealista svizzero artist H. R. Giger… – la vipera marina (Chauliodus sloani) mostrata nell’articolo citato sopra?

pesce-vipera

Alien

‘Alien’ creazione grafica di Hans Ruedi Giger per il primo film della serie ‘Alien’, di Ridley Scott (1979)

O somiglia di più a quest’altro “grande bocca” (Che bocca grande che hai? per mangiarti meglio bambina mia!)

Melanoceto o diavolo nero

Melanoceto

Melanocetus johnsonii, conosciuto comunemente come Melanoceto o Diavolo nero, è un pesce abissale appartenente alla famiglia Melanocetidae.
È una specie diffusa in tutti gli oceani temperati o tropicali, fino ad una profondità di 4500 metri – è stato catturato occasionalmente a circa 100 m di profondità, di solito individui molto giovani (da Wikipedia)

 Alcune di queste immagini danno volto ai sogni più oscuri e paurosi del nostro inconscio, come questi pesci dall’aspetto di maschere mortuarie

L'ascia d'argento o pesce ascia o pesce accetta

L’ascia d’argento o pesce ascia o pesce accetta (Argyropelecus hemigymnus) è un pesce abissale della famiglia Sternoptychidae.
Questo pesce è diffuso nell’Oceano Atlantico e nel mar Mediterraneo, mar Adriatico compreso. Vive a grandi profondità, fino a 3000 m ed ha abitudini pelagiche. Compie migrazioni a profondità inferiori durante la notte (Wikipedia, ibidem).

Per fortuna dei subacquei è quasi impossibile fare incontri ravvicinati con queste ‘strane’ creature, a patto che non sia per motivi di studio e nelle profondità degli oceani.

Anoplogastridae brachycera

La famiglia degli Anoplogastridae comprende due specie di pesci abissali entrambi appartenenti al genere dei Anoplogaster. Entrambe le specie sono cosmopolite, A. brachycera è diffusa in acque tropicali, A. cornuta la sostituisce in quelle temperate. Son assenti dal mar Mediterraneo e dai mari italiani (da Wikipedia)

Altre volte questi pesci sono tanto brutti che fanno addirittura tenerezza, come questo qui, dall’espressione tristissima vagamente umanoide, come un volto liquefatto, subito soprannominato pesce blob (pare non sia commestibile, malgrado il tagliere su cui è fotografato).

Psychrolutes marcidus

Psychrolutes marcidus   (McCulloch, 1926), conosciuto comunemente come pesce blob, è un pesce appartenente alla famiglia Psychrolutidae

Presenta un corpo flaccido, poco compresso ai fianchi, con testa grossa e occhi grandi. Le pinne sono ampie e arrotondate. La livrea è semplice: tutto il corpo è grigio rosato, chiazzato di bruno. La bocca e le labbra sono bianco-rosate. La carne di questo pesce è costituita per la maggior parte da una massa gelatinosa di densità leggermente inferiore a quella dell’acqua, che gli permette di galleggiare sopra il fondale senza sprecare energie nuotando. A causa dell’inaccessibilità del suo habitat, è stato studiato e fotografato raramente in natura. Raggiunge una lunghezza massima di 30 cm.
Questa specie vive nell’Oceano Pacifico sudoccidentale, nelle acque costiere australiane meridionali, a una profondità compresa tra i 600 e i 1.200 metri. Attualmente è a rischio di estinzione a causa della pesca a strascico sui fondali (notizie da Wikipedia).

Ugly animal preservation Society

Il blob-fish diventato l’animale simbolo di una fantasiosa associazione sorta in difesa degli esseri – non-solo-pesci – più brutti del pianeta. Per il suo aspetto è stato votato come “animale più brutto del mondo”, e preso come mascotte della Ugly Animal Preservation Society. Perché è troppo facile amare la natura solo attraverso i panda o i micini piccoli..!

E qui si apre tutto un mondo di speculazioni sull’accettazione della diversità…
Oh Madonna! Adriano ci hai rovinato, con questi pesci!

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