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Politica e spopolamento: responsabilità e progettualità

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di Francesco De Luca (Franco)
Spopolamento

 .

Che sia progressivo lo spopolamento dell’isola nel periodo invernale è un dato che anche l’Amministrazione Vigorelli ha costatato in questi due ultimi anni.

Che si sia soltanto immaginata una “politica” che ponesse un freno al fenomeno non è da supporre visto che iniziative in proposito non sono state poste in essere (oggi come in passato). Anche perché tali iniziative avrebbero dovuto (e dovrebbero) interessare della vita isolana aspetti economici e sociali, culturali e di svago.

Non è nemmeno da escludere che lo spopolamento sia considerato dagli attuali amministratori un effetto di scelte delle passate gestioni politiche, le cui negatività, di cui non si sentono responsabili, si evidenziano oggi.

Insomma il fatto ha natura complessa: viene da lontano, si è impastata con fattori di costume, si innesta in una dimensione nazionale, la sua gestione sembra locale ma in effetti è globale.

A ciò si aggiunga che questa Amministrazione è stretta nella morsa di un bilancio magro nelle entrate e gigantesco nei debiti, e aspira a valorizzare il turismo come forza economica trainante (giacché molto s’è puntato sulle iniziative di attrazione estiva).
Si può concludere pertanto che, per l’isola, la strada amministrativa tenta una salvezza quasi esclusivamente economica, e perciò privilegia il periodo estivo .

Lo spopolamento procede indisturbato perché si muove su vettori diversi da quelli che assillano l’Amministrazione. Si avverte in tutti i settori della vita isolana (socio-economici, culturali e di svago) ma ad un livello diverso.

Il percorso amministrativo è incardinato sui problemi economici (risparmi, tasse, debiti) e spazia in una dimensione pubblico-amministrativa; il percorso socio-collettivo si snocciola su volontà individuali dove si mischia la richiesta di divertimento con la necessità dei trasporti, con la presenza di un prete in parrocchia, con la richiesta di un bar aperto la domenica.

Se ne deduce, anche a sentire i pareri espressi su questo sito, che una divaricazione esista fra le due strade; da qui lo scoramento e la delusione.
Perché?
Perché lo spopolamento è avvertito dai residenti come abbandono, come insicurezza. Categorie queste non di natura economica ma d’altro. È come se ci si sentisse  non “tutelati”.

Lo spopolamento invernale ha origine “individuale” (privato), giacché è il singolo o la famiglia a prendere questa decisione, ma si ripercuote sul gruppo sociale (pubblico) giacché la “socialità” ha, fra le sue connotazioni, quella “quantitativa”.
Un gruppo sociale vive di idealità ma si fonda su un numero di persone che professano l’appartenenza.

E allora?
Allora io credo che l’Amministrazione abbia un ampio campo operativo in cui poter far brillare il suo intervento (come le parole dell’assessore Franco Ambrosino attestano). Anche per evidenziare la sua discontinuità col passato, e tentare, innovativamente, una politica per la residenzialità.

L’espressione può impressionare, ma è possibile connettersi con le forze vive sull’isola, e programmare interventi che accostino l’Amministrazione alla collettività e diano ai singoli la certezza di farvi parte.
Provvidenziali sono i rimandi suggeriti dai redattori del Sito.
Così come, da queste pagine, sono emerse disponibilità professionali e volontaristiche che potrebbero fungere allo scopo, senza onere per il Comune e con beneficio di tutti.

Sono sicuro che l’Amministratore ha individuato ormai queste possibilità  e penso che promuovere in essi un impegno “sociale” (pubblico) sia fattibile e meritorio.
Con lo scopo di provarci, di tentare a osteggiare in modo consapevole, questo  “malessere”.

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5 commenti per Politica e spopolamento: responsabilità e progettualità

  • Mi sento di ringraziare tutti quelli della Redazione che stanno dando un loro contributo al dibattito sullo spopolamento dell’isola. Voglio ringraziare perché riconosco che questa attenzione è fondamentale: salviamo la storia, l’archeologia, la botanica, la tradizione… e poi: Chiaia di Luna, le Forna, il dissesto idrogeologico, lo sviluppo economico che abbia al centro un nuovo modo di concepire l’economia turistica, se salviamo la RESIDENZA INVERNALE.

    Fondamentale è la nostra concentrazione su queste problematiche richiamando, come è stato fatto, iniziative anche esterne come quella di Formia, come i progetti europei. Bisognerà individuare dei nuclei di RESISTENZA ATTIVA presenti a Ponza, sostenerli ed aiutarli a crescere. Bisognerà spingere le sensibilità politiche in seno a questa amministrazione a diventare punto di riferimento per la Rinascita isolana.

    L’ho detto da tempo: anche se con toni diversi diciamo cose simili, aspiriamo alla stessa isola: un’isola in cui ci sia un buon rapporto tra l’uomo e l’ambiente, in cui ci sia un giusto equilibrio tra esigenze economiche e sociali/culturali.

    Franco percependo nella realtà quello che io vado dicendo ha scritto:
    “L’espressione può impressionare, ma è possibile connettersi con le forze vive sull’isola, e programmare interventi che accostino l’Amministrazione alla collettività e diano ai singoli la certezza di farvi parte.
    Provvidenziali sono i rimandi suggeriti dai redattori del Sito.
    Così come, da queste pagine, sono emerse disponibilità professionali e volontaristiche che potrebbero fungere allo scopo, senza onere per il Comune e con beneficio di tutti”.

    Con molto realismo io vedo delle possibilità, vedo della gente che già fa nel sociale, nella cultura, nell’ambiente, ma tutto deve essere organizzato, e qui ci vogliano le volontà per fare in modo che delle percezioni delle convinzioni e delle idee possano diventare azione concreta, quindi politica per il reale cambiamento.

  • Silverio Tomeo

    E’ veramente fantastico che Vincenzo commenti di tutto, e spesso commenta anche i suoi stessi commenti o interventi! Qualcosa di simile credo che esista solo in alcuni commentari del buddhismo tibetano, anche se i cinesi neppure scherzano, vedi il testo divinatorio I CHING, che è di cultura taoista ma commentato dalla scuola confuciana. E neppure il Talmud scherza, se è per questo! Molto utile è anche che sia quasi diventato l’ufficio-stampa dell’Amministrazione Vigorelli. In quanto all’idea fissa del tipo “Siamo tutti sulla stessa barca”, mi ricorda l’autonomismo siciliano (fatte le debite proporzioni in quanto a isole…) che storicamente portò a giustificare la mafia, al trasformismo e al milazzismo, e così via…
    Adesso, giustamente, Vincenzo commenterà il mio commento al suo commento.

  • La Redazione

    Silverio,
    un commento super partes e poi chiudiamo l’argomento.
    Questo sito ha sempre privilegiato il dibattito sugli argomenti specifici, scoraggiando qualsiasi tentativo di attacco personale (fortunatamente stavolta in termini civili; in passato abbiamo letto di peggio!).
    Siamo così orientati anche in questa occasione e a tutti chiediamo di mantenere correttezza e buon senso.
    La Redazione

  • Giuseppe Marino

    Ci lamentiamo dello svuotamento dell’isola che si accentua nel periodo invernale, ognuno ha dato la sua autorevole opinione io mi permetto di porre alcune riflessioni e domande in merito allo “SPOPOLAMENTO”.
    Conoscete le persone che durante l’inverno migrano presso altri luoghi?
    Siete a conoscenza di quale lavoro fanno, o meglio quale attività gestiscono?
    Per caso sapete durante il loro soggiorno fuori dall’isola se espletano attività lavorativa?
    Dando una risposta a queste tre domande arriverete ad una semplicissima conclusione.
    La nostra cara sfruttata isola, nonostante la crisi nazionale consente ancora a chi ha investito in lei di lavorare 3 mesi e vivere per 12.
    W PONZA

  • Caro Giuseppe era più che giusto che tu rispondendo alle tue stesse domande ci aiutavi nella ricerca di soluzioni; ma io guarda caso ho detto che il nostro compito è quello di prima rallentare, per poi bloccare e poi semmai invertire l’esodo invernale. Tutti hanno una ragione per partire che va senz’altro rispettata ma io parlo di quelli che hanno deciso di vivere nell’isola, che vorrebbero restare è a questi che bisogna pensare, anzi dico che è a questi che la politica amministrativa deve dirigersi ed è intorno a questi cittadini invernali che bisogna costruire il futuro.
    Comunque ti ringrazio del tuo intervento ma vorrei che ci aiutassi nell’analisi per cambiare le cose.

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