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Le croci di Ponza (2). Al grottone di Giancos e ai Conti

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di Mimma Califano

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Per la prima parte, leggi qui

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L’itinerarario delle Croci può cominciare da una stazione qualunque, non conoscendo l’ordine in cui sono state apposte e/o edificate le cappellette; per ciascuna di esse proveremo a dire quanto ci è stato riferito, sempre con l’intento di arricchire le nostre notizie con quanto di altro ci arriverà dai Lettori.

Per la spiegazione dei simboli che con poche varianti ricorrono sulle croci di Ponza, siamo andati a documentarci.

Fabiano Giorgini 1985. Storia dei Passionisti

Copertina del libro di Fabiano Giorgini, C.P., Storia dei Passionisti, Edizioni CIPI; Roma 2000

Il libro riporta questo brano:
II cuore da cui escono fiamme, simboleggia l’amore misericordioso di Dio Padre e di Cristo Gesù. La croce piantata nel cuore ricorda l’atto più concreto con cui Gesù ha mostrato amore a Dio ed all’uomo.
Nel centro della croce è il volto dolente di Cristo come appare dalla sindone. I chiodi sono posti dove essi conficcarono le mani e i piedi di Gesù al legno. Sulla croce appare anche il calice che ricorda l’Eucaristia “vivo memoriale della passione”.
Ai lati vi sono: il martello con cui furono conficcati i chiodi; la tenaglia e la scala di cui si servì Giuseppe d’Arimatea per schiodare e deporre il corpo di Gesù dalla croce. La mano ricorda lo schiaffo dato dal servo del sommo sacerdote a Cristo. Il gallo sopra una colonna richiama il rinnegamento di Pietro.Quindi la borsa dove Giuda pose il denaro ricevuto per il suo tradimento; nel centro la corona di spine con cui fu schernito Gesù come finto re dei giudei; al lato i dadi con cui i soldati, ai piedi della croce, tirarono a sorte la veste di Gesù. Intorno al cuore è un ramo di ulivo il quale ricorda che Gesù lenisce i dolori e fortifica i credenti come l’olio ha la possibilità di lenire i dolori fisici. Dall’altro lato vi è un ramo di palma, che indica la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte.
Sul nastro sono incise le parole di S. Pietro: “Christo igitur passo in carne et vos eadem cogitatione armamini quia qui passus est carne desiit a peccati” (Poiché dunque Cristo soffrì nella carne, anche voi armatevi degli stessi sentimenti, perché chi ha sofferto nel suo corpo ha rotto definitivamente col peccato)

Non tutte e non sempre le Croci di Ponza presentano allineati sul braccio orizzontale della croce, come è di norma, tutti i simboli sopradescritti.

La croce alla destra dell’ingresso del grottone di Giancos (che attualmente si ritrova nello spiazzo antistante  l’albergo “Gennarino a mare” è tra quelle più semplici, ma probabilmente danneggiata dal tempo.
Sembra che sia comunque antecedente al 1940 (non sappiamo la data precisa), ma potremmo dire che risale a prima della seconda guerra mondiale, visto che durante la guerra i padri passionisti non sono venuti sull’isola.

Croce Giancos

Croce grottone Giancos

 La croce posta in prossimità del grottone di Giancos (campo lungo e particolare)

La Croce posta lungo la strada in località Conti, non è tra quelle originali dei passionisti; apposta in epoca recente, sembra che abbia sostituito una croce che si trovava in aperta campagna, non troppo distante, andata distrutta a causa delle intemperie, dal momento che non era adeguatamente protetta da una cappella.

Croce Conti

Croce Conti Part

 La croce de ‘I Conti’, tra le più recenti, in sostituzione di quella più antica andata persa

Ci è stato riferito che la sistemazione  di una Croce in un determinato luogo era fatta in processione, non sempre finalizzate alla creazione di un nuovo luogo di culto. Sembra piuttosto che immediatamente dopo le due guerre mondiali le processioni avessero come scopo di placare le anime tormentate dei tanti morti di quei anni tragici.

Alcune delle cappelle votive con il tempo sono diventate dei luoghi di aggregazione e preghiera per gli abitanti del quartiere.
Era frequente – adesso lo è un po’ meno – che il Rosario per la Madonna del mese di maggio e la “quindicina” ad agosto fossero recitati seduti intorno ad esse. Come pure, in una Ponza che ancora non conosceva turismo, passeggiate e luoghi di divertimento, nelle calde serate estive le famiglie si incontravano nei loro pressi anche solo per fare una chiacchierata, mentre i bambini giocavano poco distante.

 

Nel prossimo articolo, la ‘Santa Croce’ della Dragonara

 

 

[Le Croci di Ponza. (2) – Continua]

 

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1 commento per Le croci di Ponza (2). Al grottone di Giancos e ai Conti

  • Mimma Califano

    Parlando, in questi giorni dell’Immacolata, con Aniello De Luca, profondo conoscitore della vecchia Ponza, mi è stata fatta notare un’imprecisione nel racconto delle croci e riferito un aneddoto.
    Le prediche che i padri passionisti facevano in Chiesa, spesso erano rivolte o solo agli uomini o solo alle donne; probabilmente venivano trattati argomenti diversi a seconda dei fedeli.
    Dopo la fine della seconda guerra mondiale, forse nel 1948, al termine di una predica rivolta solo agli uomini, il padre predicatore dal pulpito chiede agli astanti con voce tonante: – Chi tra di voi è il più bestemmiatore?
    I presenti colti di sorpresa dall’inattesa domanda, hanno un momento di incertezza, poi un po’ tutti girano lo sguardo verso ’u Romano (è un soprannome, non ricordava il nome vero).
    Questi sentendo gli sguardi su di sé, si alza in piedi ed ammette la sua colpa.
    Allora il padre dall’altare tuona: – Domani andremo a piantare una nuova croce e tu, peccatore, la porterai!
    Lunga fu la strada, perché la croce fu piantata in mezzo alla campagna un poco prima dell’incrocio di Tre venti.
    Lasciata alle intemperie, dopo molti anni si è rovinata e successivamente è stata sostituita con l’attuale, nella cappelletta alla fine della salita dei Conti.

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