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f8-18a k1-20a Foto di gruppo v1-18 ss27 Prateria di Posidonia oceanica

La vite è bella. (6). L’attesa del pranzo e il bagno

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di Paolo Costa

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Continua il reportage fotografico della vendemmia al Fieno, con la parte che riguarda l’attesa del pranzo con chiacchiere ‘filosofiche’ e il bagno giù sotto (foto 28-33):

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La vita, l’universo e tutto quanto
A vendemmia finita, come occupare il tempo in attesa del pranzo? Sulle panche attorno al tavolo, Luigi chiama gli amici Totonno e Liberato e comincia a ragionare dei massimi sistemi.
Dopo qualche giro di bicchiere (“aizza, aizza, aizza… acàla, acàla, acàla… accosta, accosta, accosta… a’a saluta nosta”) la conversazione si sposta sul senso della vita, l’universo e tutto quanto.
Apre il tema Liberato: “Quanne morimme, f’rnesce tutto, tutto…”.
Opinione forse un po’ pessimistica, ma che dà subito l’occasione per un altro giro di “aizza, aizza” prima che f’rnesce tutto.
Continua Totonno: Io non credo a niente, niente!” …e giù le donne a fare le scandalizzate …iiih, oooh, Toto’… ma che ddice!
Poi parla Luigi e tutti si tacciono, pendendo dalle labbra degli 81 anni di saggezza isolana.
“Io” dice Luigi “sono credente e non credente. Perché a questo mondo bisogna credere a tutto e non bisogna credere a niente!”.
Tutti giù a ridere credendo che sia una battuta: ma noi abbiamo colto subito la profondità zen della filosofia di Luigi.
E da bravi discepoli di cotanta saggezza, dopo aver riflettuto sulle implicazioni metafisiche della weltanschauung di Luigi e dopo qualche altro giro di “aizza, aizza”, abbiamo coerentemente concluso che ci crediamo e non ci crediamo.

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Giustino e la filosofia di Epicuro
Racconta, Giustino, di quando ha scoperto il senso della Vita e della Morte. Se ne stava all’ospedale, in attesa di una operazione non priva di rischi, insieme ad altre cinque persone tutte piuttosto abbacchiate e preoccupate, come lui. Ma poi ebbe un’illuminazione: Ci addormenteranno con l’anestesia, e se le cose andranno bene, ci sveglieremo felici e contenti. E se non ci svegliassimo più, poco male: non ci accorgeremo neppure che siamo morti!”
L’impeccabile riflessione riportò l’allegria nella camerata e divenne parte integrante della filosofia di vita di Giustino.
Neanche sospettava che 2000 anni fa il filosofo Epicuro ugualmente diceva: “Il più terribile dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo più noi”.
Epicuro, in punto di morte chiese del vino puro, se lo bevve d’un fiato e dopo aver raccomandato agli amici di non dimenticarlo, spirò: insomma, era anche lui uno del Fieno!

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Altri, meni interessati ai temi filosofici, preferiscono scendere a rinfrescarsi con un bagno nelle limpide acque di punta Fieno, sotto le cantine di Giustino.

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[La vite è bella (6) – Continua]

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