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Lo scirocco

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a cura di Sandro Russo

Scirocco.1

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Lo Scirocco (dall’arabo shurhùq, vento di mezzogiorno) è un vento caldo proveniente da Sud-Est; prende il nome dalla Siria, la direzione da cui spira il vento.
Lo stesso vento ha nome Jugo in Croazia e Ghibli in Libia. Lo Scirocco che giunge sulle coste francesi contiene più umidità ed assume il nome di Marin.

Lo Scirocco secca l’aria ed alza la polvere sulle coste del Nordafrica, provoca tempeste sul Mediterraneo e tempo freddo ed umido sull’Europa.
Il vento soffia per un tempo variabile da mezza giornata a molti giorni. Molte persone attribuiscono a questo vento effetti negativi sulla salute e sull’umore per via del caldo umido e della polvere portata dalle coste dell’Africa e dell’aumento della temperatura in Europa.

Scirocco.2

In Sicilia lo scirocco è un vento caldo che arriva dal Sahara.
Se vi capitasse di trovarvi sulla costa, in Sicilia, in una giornata di scirocco, forse sentireste il bisogno di chiudere le imposte e cercare tregua dal vento tra le mura di casa.

Lo scirocco, in Sicilia, è quasi una leggenda, o una metafora.
‘La stanza dello scirocco’  – oltre che un romanzo di Dino Campana del 1986 – Sellerio Ed, e un film successivo (1998) con Giancarlo Giannini – è una particolarità delle case nobiliari siciliane d’un tempo: la stanza in cui trovare riparo e sollievo nelle ore del vento di mezzogiorno “che dissecca la mente e le ginocchia.”
Un posto sicuro e nascosto da piccoli labirinti di pareti a cui nell’antichità si è applicata la fantasia degli architetti arabi e poi di quelli locali.

Lo scirocco è anche il protagonista e l’atmosfera di una canzone molto bella – Strade parallele – composta da Giuni Russo e M. Antonietta Sisini e pubblicato nel 1994.
Giuni Russo (1951 -2004), è stata un gran personaggio della musica italiana; precocemente scomparsa.
L’interpretazione a due voci, di Franco Battiato con Giuni Russo è una perla.

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Duminica jurnata di sciroccu
fora nan si pò stari
pi ffari un pocu ‘i friscu
mettu ‘a finestra a vanedduzza
e mi vaju a ripusari
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so putenza strogghi ‘u mo pinzeri
Ah! Ah! ‘U cori vola s’all’umbra pigghi forma e ti prisenti
nan pozzu ripusari.

‘U suli ora trasi dint’u mari
e fannu l’amuri
‘un c’è cosa cchiù granni
tu si’ la vera surgenti
chi sazia i sentimenti
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi turmenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo’ jardineddu mi piaci stari sula.

Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi tormenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo jardineddu mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula.

 

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