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Una domenica a Ponza. I “forestieri” che fanno bene a Ponza

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Il Porto visto da Santa Maria

di Martina Carannante

 

Finalmente dopo quasi  tre mesi riesco a passare una domenica a Ponza, dopo tutti gli inconvenienti con i trasporti e lo stress dovuto ad essi, convinta da alcune amiche decidiamo di “rubarci” un giorno a Ponza.

La giornata soleggiata, ma rinfrescata con un bel ponentino, rende i colori e il paesaggio nitido e splendente. Neanche a farlo a posta, per le condizioni meteo-marine e problemi tecnici della nave, essa non parte da Formia, finalmente una Domenica a Ponza!

Dopo un ‘pranzo domenicale’ – definito come tale e non come uno slow food – e un po’ di studio, scendo al Porto per una passeggiata e per ad andare al Concerto di pianoforte.

Passeggio per il Corso, noto tutti i negozi e le botteghe aperte, fuori ai bar molte persone prendono l’aperitivo… tanti ponzesi, qualche turista.

Rispetto all’ultima domenica qui, sono cambiate moltissime cose: i negozi da barricati che erano, oggi sono quasi tutti aperti e la piazza che era deserta e con solo un bar, a turno,  che dava da rifugio a qualche ponzese più socievole, ora brulica di persone e colori.

Mi godo questa giornata e guardo tutte le modifiche apportate per la nuova apertura della stagione turistica.

Noto una nuova insegna “Baguetteria del Porto”. Avevo sentito che doveva aprire una nuova attività al posto della “Macelleria del Corso”; sbircio e appoggiato allo montante della porta c’è Carlo Ponzi.

Carlo l’ho conosciuto lo scorso anno, proprio durante la “battaglia” per il Faro della Guardia; con noi si era battuto tanto, aveva preso a cuore la nostra causa. Lui romano, una volta in pensione è arrivato a Ponza, si è innamorato della nostra isola ed è rimasto qui. Ha affittato una casa a Le Forna ed una barchetta, così da esser ponzese a tutti gli effetti!

Lo vado a salutare e mi invita ad entrare a vedere il suo nuovo progetto, dice: – “Con la mia compagna abbiamo aperto questa attività, è una cosa nuova per Ponza, qui è tutto ecosostenibile. I bicchieri, la carta, i fazzolettini, i contenitori… sono tutti biodegradabili e in armonia con l’ambiente”.

Gli chiedo: – “Carlo, ma tutto ciò ti conviene? Tu potresti stare comodamente in città tranquillo e rilassato, e invece sei a Ponza (nella terra scordata da Dio), a mettere in piedi un progetto che non ti porta guadagno sicuro?”.
Mi risponde che il guadagno arriverà e che per lui e la sua compagnia l’importante è fare le cose con amore e rispettando tutti: persone ed ambiente.

Gli faccio un sincero in bocca a lupo e gli prometto che il prima possibile andrò ad assaggiare le sue specialità; poi proseguo la mia passeggiata.

Continuo a pensare a quello che ho appena visto… se solo tutti noi ponzesi avessimo un po’ più di sensibilità verso il nostro ambiente, magari lavoreremmo meglio e saremmo migliori. Carlo, in un periodo non positivo, ha creduto in Ponza e ha deciso di investire per essa.

 

Arrivo in Chiesa per assistere al Concerto di Pianoforte, vedo Franco e lo vado a salutare, solite chiacchiere qualche battuta e vado a prendere posto.

Lo spettacolo inizia, sono 15 bambini a suonare, dai 4 ai 12 anni circa, tutti bravissimi ed elegantissimi. La Maestra di pianoforte non è ponzese, ma russa… vive a Ponza da qualche anno, ha messo a disposizione la sua casa per insegnare ai bambini e per fare le prove, nonché la sua bravura. A Ponza non c’è una struttura adeguata per il teatro, non c’è un posto idoneo per la banda, figurarsi se c’è un luogo per far provare questi bambini con la passione per il pianoforte! Niente per nessuno e tutti sulla stessa barca…

I pezzi, classici e colonne sonore, sono eseguiti egregiamente;  le mani volano sulla tastiera e l’emozione pervade la chiesa. Unico limite è che in una chiesa, l’acustica non è sempre delle migliori, spesso i suoni gravi risultano schiacciati e gli acuti stridenti; non è un posto adeguato per un concerto.

Se solo avessimo un Teatro, una struttura adeguata e costruita apposta per questo tipo di eventi, tutto sarebbe diverso. Per carità, notevole è l’impegno di tutte le persone che hanno reso possibile questo evento, ma non basta, dobbiamo aspirare a qualcosa in più.

Questi bambini sono stati bravissimi! Mi hanno fatto tornare in mente quando io feci il mio primo saggio di pianoforte… Ricordi per me e tanti applausi per loro.

La mia domenica a Ponza finisce così, tra  l’aria di casa, i miei pensieri e le speranze di tutti coloro che si sono innamorati di Ponza e per Lei stanno combattendo.

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