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pdp l-01 ponza-frontone-matilde-conte-e-marito-antonio-mazzella-e-figlio-umberto-mazzella 24 1024325313b Camera principale delle grotte di Pilato

Il nuovo P.U.A. – I diritti, le certezze e il futuro

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di Piero Vigorelli

 

Il sito del Comune pubblica cartografie e testi relativi al nuovo PUA e al quadro programmatico dell’area portuale. Ognuno può farsi un’idea e ragionare su proposte da suggerire. Nel mese di gennaio, in una serie di riunioni con le categorie interessate, il Sindaco e l’Amministrazione saranno a disposizione  di chiunque per chiarire tutto quello che c’è da chiarire, pronti a raccogliere e far proprie proposte intelligenti e migliorative.

Ciò premesso, vorrei fare alcune considerazioni anche alla luce dei primi spunti di dibattito che ho già percepito.

 

(1)  –   Il PUA e il quadro programmatico del porto sono fortemente innovativi. So perfettamente che il nuovo può spaventare. Ma non ho dubbi che il passato atterrisce.

È il passato che ha consentito uno sviluppo del turismo a Ponza in gran parte fondato sul diritto del più forte, sulla diffusione di situazioni illegali, sull’occupazione predatoria di aree dell’isola, su una commistione fra singoli e Amministrazione, arricchendo alcuni a scapito di molti,  penalizzando soprattutto i residenti e mortificando le attività commerciali. Il nuovo PUA vuole cancellare quel passato. E nulla faremo per ritornare a quel passato.

 

(2)  –   Mi pare di capire che  le prime critiche siano rivolte più al quadro programmatico del porto di Ponza che all’intero nuovo PUA. Perdonatemi la franchezza: chi ragiona così non ha capito un bel nulla.

Nel passato ha prevalso l’idea, detta brutalmente, che “al porto si fanno i soldi e gli altri si fottano”. Uno dei risultati più vistosi e più negativi è questo:  Ponza ha sette splendide spiagge (Sant’Antonio, Giancos, Santa Maria, Frontone, Cala Feola, Lucia e Rosa, Chiaia di Luna), e adesso si ritrova con le prime tre occupate da noleggi, pontili e cantieri navali.

In quelle tre spiagge chi è adulto ha imparato a nuotare. Oggi i bambini di Ponza dove vanno? E poi ci sono Lucia e Rosa e Chiaia con le problematiche della sicurezza; ci sono Cala Feola agibile e due terzi del Frontone a rischio.

Vi sembra una bella cosa aver distrutto una tale ricchezza naturale? Vi sembra un successo per l’offerta turistica dell’isola? Vi sembra un bel passato sul quale insistere?

 

(3) –   Penso che sia più giusto, più intelligente e più remunerativo per i singoli imprenditori del turismo ricreativo e soprattutto per i ponzesi tutti, restituire con gradualità le spiagge dell’area portuale alla fruizione di residenti e turisti.

È quello che propone il quadro programmatico del porto. Con gradualità. In primo luogo, già dalla prossima estate 2013, liberando la spiaggia di Sant’Antonio da tutti i noleggi. Poi, quando ci saranno le scogliere frangiflutto, come previsto e non ancora realizzato da vari anni, trasferiremo i pontili della banchina, di Sant’Antonio e di Giancos, nel nuovo e più ampio spazio che si creerà fra l’attuale scogliera del molo Musco e la nuova. Liberando così la spiaggia di Giancos.

Infine, quando riusciremo a realizzare il porto turistico a Cala dell’Acqua, trasferiremo i cantieri navali di Santa Maria e di Cala Feola nel retroterra del nuovo porto (che così sarà in grado di dare un’offerta completa: ormeggio, rimessaggio, riparazioni). Alcuni dei pontili nella nuova collocazione potranno essere punti di approdo, con natanti superiori ai 18 metri, aumentando così la possibilità di veder stazionare a Ponza natanti di grande lusso.

 

(4)  –   Vi sembra una cosa insensata? Riuscite ad immaginare come cambierà in meglio l’offerta turistica dell’isola? Riuscite ad immaginare quanto tutti potranno guadagnare di più?

Fermiamoci all’estate del 2013, con la spiaggia di Sant’Antonio libera e fruibile.

In primo luogo la prossima estate tutta l’area della piazzetta di Sant’Antonio sarà più bella e accogliente, perché stanno partendo i lavori per rifarla e ampliarla (così come sarà completato il rifacimento delle facciate della banchina inferiore del porto borbonico).

Sull’arenile di Sant’Antonio libero dai noleggi, ci saranno almeno due nuove concessioni per attrezzature da spiaggia. Quindi la possibilità di prendere il sole in pace per turisti e residenti e nuove occasioni di lavoro. Tutta l’isola ci guadagnerà.

In secondo luogo gli attuali titolari di noleggi di Sant’Antonio e della banchina saranno trasferiti nell’area di Giancos. Attualmente occupano circa 5.700 metri quadrati di specchio d’acqua, mentre a Giancos ne avranno 9.000.

Attualmente hanno corpi morti più o meno legali, mentre a Giancos dovranno istallare le ancore di profondità, ecologicamente sostenibili e compatibili con la posidonia, che sono altamente sicure.  Attualmente fanno noleggio e (abusivamente) guardianìa, mentre a Giancos potranno legalmente fare entrambi. Tutto questo, per loro, sarà un guadagno e non una perdita.

Attualmente istallano nella piazzetta di Sant’Antonio improbabili baracchette azzeccate alla meno peggio, mentre la prossima estate dovranno istallare punti d’ombra eleganti lungo la banchina (il Comune vi dirà quali). Qui avranno a disposizione un canale di lancio per andare a prendere a Giancos la barchetta che il turista avrà affittato (quindi il cliente non dovrà fare il giro del mondo per averla).

Questa è pulizia e anche imprenditoria nuova. I turisti diranno che Ponza non è più una piacevole sozzeria, ma un isola che rispetta e esalta le sue bellezze.

 

(5) –  Capitolo residenti che hanno una barca, che d’estate non sanno dove ormeggiare e che spesso la mettono a secco. Ricordo a chi non lo sa che l’estate scorsa la Capitaneria ha sequestrato corpi morti abusivi e comminato sanzioni ai residenti che ormeggiavano fra la banchina e Sant’Antonio. È stato il danno e la beffa. Ma il colmo è che sono stati alcuni imprenditori dei noleggi a denunciarli. Una vergogna.

Dalla prossima estate, con il nuovo quadro programmatico del porto, i residenti finalmente avranno un’area prospiciente la banchina (fra il pontile di Ciccio Nero e l’area di fronte ai cassonetti esterni al piccolo tunnel) dove poter ormeggiare i loro natanti sia d’estate che d’inverno. Con una modesta cifra a loro carico.

Vi sembra sbagliato? All’Amministrazione sembra un atto di giustizia e di rispetto.

 

(6) –  Ecco dunque la questione centrale: i soldi non si fanno solo al porto. È sciocco, meschino e gretto solo pensarlo. Vi spieghiamo perché.

Andate a guardare cosa prevede il nuovo PUA.

Avete visto quanti campi boe si prevedono a Ponza, dal Frontone alla Parata, da Chiaia di Luna a Cala Gaetana, e a Palmarola? Ci saranno boe per oltre 650 natanti di tutte le dimensioni, che saranno fissate con le ancore di profondità ecologicamente sostenibili. Le barche da 8 a 14 metri, così come quelle di 40 e oltre metri, avranno un ormeggio in completa sicurezza, con il loro spazio di ruota. E qui potranno ormeggiare solo i natanti con i cassoni per gli scarichi, a tutela massima della salute di chi si fa una nuotata.

Le diverse aree dei previsti campi boe saranno messe a gara. Chi vincerà, li gestirà. Introiterà soldi e ne darà una parte al Comune.

 

(7) –  Non solo. Il Comune prevede di costituire cooperative di giovani che effettueranno un servizio “taxi del mare” e la raccolta dei rifiuti dei natanti ormeggiati. Ai nostri gentili ospiti sarà quindi vietato scendere a terra con i propri tender che intasano il porto perché dovranno utilizzare il taxi, e sarà vietato buttare l’immondizia dove par loro perché sarà raccolta (a pagamento) dalla cooperativa.

Facciamo un po’ di conti:  fra pontili e campi boe quasi mille natanti (e non circa 300 come oggi con i soli pontili) avranno un ormeggio sicuro, sereno, ben servito. Quindi ci sarà più lavoro e più da guadagnare proprio fuori dal porto. E in questo modo anche il Comune finalmente incasserà qualcosa, mentre ora riceve zero centesimi.

Con gli ormeggi sicuri dei campi boe aumentano le possibilità di un turismo nautico più di lusso e che non si ferma a Ponza come in una stazione di transito per raggiungere altri lidi.

È altresì evidente che tutto questo provocherà riflessi positivi su tutte le attività commerciali dell’isola (negozi, ristoranti, bar, ritrovi).  Ma c’è di più: realizzando, come previsto dal nuovo PUA, un mini pontile di attracco per i natanti delle navi da crociera, aumenteranno sensibilmente gli accosti (pagati al Comune) e le visite sull’isola di migliaia di persone.

Insieme ai nuovi posti barca, si creeranno quindi nuovi posti di lavoro e nuova diffusione e distribuzione della ricchezza.

 

(8)  –  Anche l’offerta turistica di Le Forna migliorerà da subito, mentre è ovvio che la grande svolta ci sarà con il porto turistico.

Il grande dilemma se l’area di Cala Feola sia zona portuale o zona balneare è risolto: è balneare. Questo comporta che la balneazione sia incompatibile con le eliche e quindi l’attuale concessione di ormeggio dovrà spostarsi di alcuni metri per rispettare il limite dei 100 metri dalla spiaggia.

Il nuovo PUA prevede lungo la parte interna della scogliera di Cala Feola uno o due mini pontili di servizio che saranno realizzati dalle nuove concessioni di ormeggio, noleggio e guardianìa che il Comune intende approvare. Aumentano quindi i posti di lavoro e i posti barca per turisti, residenti e pescatori.

Un’ulteriore area destinata al noleggio stagionale può essere realizzata a destra delle piscine (guardando da terra), anche con l’ausilio di un mini pontile di servizio.

Nell’area di Cala Feola, che è al 100 per cento zona SIC (sito di interesse comunitario – NdR), tutti i corpi morti saranno costituiti dalle ancore di profondità ecologicamente sostenibili e sicure. Non si dimentichi che l’estate scorsa la Capitaneria ha sequestrato corpi morti perché in zona SIC e perché illegali.

Sull’arenile ci saranno almeno due concessioni stagionali per attrezzature balneari e somministrazione di alimenti e bevande, mentre una terza potrebbe essere allocata lungo la parte interna della scogliera, ma con balneazione solo nella parte esterna.

Alle piscine, a Cala dell’Acqua e a Cala Fonte non sono al momento previste modifiche della situazione attuale per quanto si riferisce alle concessioni stagionali di attrezzature balneari.

 

(9)  –  Mi sembra chiaro che anche a Le Forna con il nuovo PUA aumenteranno le occasioni di lavoro e soprattutto, diversamente dal passato, queste saranno tutte in un quadro di assoluta legalità.

Se inoltre gli imprenditori turistici di Le Forna parteciperanno e vinceranno le gare per la gestione dei campi boe a Palmarola, sarà una bella cinquina (il superenalotto ci sarà con il porto turistico).

Aggiungo che la prossima estate saranno finiti i lavori, che inizieranno a giorni, per la riqualificazione del centro storico di Le Forna. Un ulteriore e nuovo biglietto da visita di cui vantarsi. Ordine e servizi adeguati in mare, rinnovata bellezza a terra: è un bel binomio che l’Amministrazione realizza in soli sette mesi di lavoro per Le Forna.

 

(10) –  Ultima questione: la compatibilità del nuovo PUA con le norme capestro del PAI Piano di Assetto Idrogeologico – NdR), che sono in vigore nel modo che conosciamo a causa delle manchevolezze delle passate gestioni sindacali.

Ho già spiegato su Ponza racconta come è andata la prima riunione presso la Capitaneria di Gaeta (leggi qui). Non ho al momento nulla da aggiungere.

Assicuro tuttavia che ai primi di gennaio sarà a Ponza il geologo di chiara fama al quale il Comune affiderà il compito di proporre, area per area, le possibili soluzioni per la mitigazione delle zone rosse. Lavorerà con i privati interessati nelle diverse aree. Alcuni progetti di mitigazione di singoli privati o di gruppi (per esempio a Cala Feola) sono già stati concepiti e alcuni anche già approvati dall’Autorità di Bacino.

L’obiettivo dichiarato dell’Amministrazione è quello di ridurre sensibilmente le zone rosse.

Ho poi avuto assicurazione che è quasi finito il piano particolareggiato per le opere che consentiranno la messa in sicurezza di gran parte della spiaggia di Frontone e dell’area delle  antiche peschiere romane. Il bando di gara dovrebbe partire il prossimo febbraio.

Per Chiaia di Luna faremo un’ulteriore verifica delle stato delle reti di contenimento, nella previsione di riaprire la spiaggia la prossima estate, magari per un numero limitato di persone e solo con buone situazioni meteo marine. Così un’altra spiaggia ritornerà fruibile per residenti e turisti. E che spiaggia!

 

(11) –  In conclusione, il nuovo PUA e il quadro programmatico del porto che l’Amministrazione vi ha presentato sono lo strumento essenziale per il rinnovamento e l’allungamento dell’offerta turistica, per creare nuovi posti di lavoro e nuova ricchezza per i singoli e per il Comune.

 

Non bisogna avere paura del nuovo. Guardiamo avanti e non indietro.

 

Il Sindaco e tutta l’Amministrazione vi augurano Buon Natale e un 2013 che sarà sicuramente felice per tutti.

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6 commenti per Il nuovo P.U.A. – I diritti, le certezze e il futuro

  • vincenzo

    Caro Vigorelli, il passato è stato Porzio il futuro sarà Vigorelli? Se questo è l’inizio non c’è niente di cui stare tranquilli! Quando c’era il Porzio io stavo all’opposizione con il gruppo Ponza C’è e in quella occasione mentre molti facevano anticamera dal Sindaco,il comitato “Ponza C’è”, presidente Franco Ambrosino, Giuseppe Feola, Giovanni Mastropiero, Cesare De Luca per elencarne alcuni che ora si pregiano di stare in amministrazione al tuo fianco, scrissero, condivisero e divulgarono un giornale-dossier sul demanio. In quel dossier, scritto prima dei sequestri della magistratura, si parlava di piano regolatore portuale e lo si respingeva perchè inidoneo e non conforme alle esigenze dell’isola, ma si parlava anche di Cala Feola e Cala Dell’Acqua. Basta riprenderlo per conoscere il pensiero di un gruppo di giovani che aveva la pretesa di essere alternativa a Porzio e quindi determinare il cambiamento. Vedi Caro Vigorelli, il tuo PUA si nasconde dietro la forma ma in sostanza non ha niente che può essere condiviso da un popolo di marinai, poi operatori della nautica. Il primo Piano regolatore portuale è stato redatto nel 1957, e mentre la politica litigava su chi e come fare le scogliere, i ponzesi hanno trovato il modo di dare all’isola una offerta turistica nautica. Senza scogliera, senza la protezione di milioni di euro buttati in tanti porti d’Italia, i Ponzesi sono riusciti ad ospitare una miriade di barche e intorno a quell’offerta nautica si è sviluppato un indotto turistico fatto di nuovi ristoranti e altri servizi. E così anche a Cala Feola, se si aspettava la politica che facesse il Porto a Cala Dell’Acqua stavamo ancora aspettando.
    Caro Vigorelli, Franco Ambrosino e tutti gli altri che stavano con Ponza C’è e che ora stanno con te, la pensavano come me. Il cambiamento non sta nel ripensare velleitarie spiagge all’interno dell’area portuale, nè in campi boa, ma sta nel ripensare una nuova organizzazione commerciale fatta di cooperative, consorsi pubblici-privati. Determinare un nuovo modo di condividere utili, interessi, responsabilità. Un PUA innovativo, non può nascere all’ombra del Principe e solo attraverso una preliminare concertazione si poteva giungere a soluzioni condivise nel rispetto dei ruoli e delle prerogative democratiche. Vedremo come si evolveranno gli eventi, ma è chiaro che oltre alla tua voce e necessario ascoltare le voci di tutti i protagonisti in amministrazione e tra la gente e gli operatori economici.

  • Marcello1

    Eg. Sig. Sindaco, innanzitutto, per evitare eventuali prese di partito, le comunico che non sono un Ponzese anche se frequentuo assiduamente l’isola.
    Finalmente, è proprio il caso di dirlo, si “mette mano” alla situazione del porto di Ponza. Apprezzo il fatto che abbia scritto l’articolo consentendo a chi interessato di porgerle dubbi e proposte. E’ un’alta forma di democrazia che condivido pienamente, anche se leggo da Vincenzo che sarebbe stato più opportuno condividere il Piano prima di redigerlo.
    Ed a tal proposito mi consenta di porgerle alcuni quesiti e considerazioni.
    1) Se può esserle utile il mio parere, Le comunico che mi potrebbe interessare affittare un ombrellone a S. Antonio (soprattutto con il mare mosso), ma non mi bagnerei certo in quelle acque dove, a poche centinaia di metri ormeggiano traghetti, aliscafi, pescherecci ecc. ecc. con tutte le conseguenze che comportano.

    2) Nell’articolo ha scritto che le boe potranno utilizzarle le barche da 8 metri in su e con cassoni per le acque sporche. E per le barche da 8 metri fino a 3-4 metri ? Vuol dire che queste potranno ormeggiare liberamente nelle cale ? Oppure sarà obbligatorio ormeggiare solo alle boe ? E se così fosse, non ci si può più spostare per tutto il giorno perchè sarebbero poi tutte occupate ? E se il mare peggiora e magari si potrebbe andare dall’ altra parte dell’isola non sarà più possibile se non si trova posto ?
    La ringrazio ancora per l’opportunità concessami e La invito a proseguire nel coinvolgere, tramite questo sito, tutti coloro sono interessati a questa meravigliosa isola che non ha nulla da invidiare a Capri.
    Cordialmente
    Marcello

  • Francesco Ambrosino

    Vincenzo Ambrosino continua nelle sue lettere a citare il Comitato “Ponza C’è” e i membri di detto gruppo, oggi in Amministrazione.
    Richiama il dossier sul demanio che nel giornalino del marzo 2009, noi contribuimmo a redigere.
    Ritengo che le due idee, quelle evidenziate in quel numero del giornalino e i nuovi piani elaborati da questa Amministrazione, non sono contrapposte ma hanno molte analogie e punti di contatto e che le eventuali differenze non pregiudicano in nessun modo la primaria idea che diede il via alla nascita di quel dossier: la salvaguardia degli operatori locali da possibili infiltrazioni esterne.
    Non bisogna dimenticare di contestualizzare quello scritto e evitare di utilizzarne degli estratti in maniera semplicistica e poco circostanziata.
    In ogni caso mi sento di dire a Vincenzo che sul nuovo P.U.A. e sul Quadro Programmatico Area Portuale ciò che ci ha guidato sono proprio i punti focali che indicammo in quel dossier sul demanio, redatto in tempi non sospetti e quando nessuno di noi aveva alcuna premonizioni su ciò che sarebbero stati i propri impegni o responsabilità negli anni a seguire.
    Sostanzialmente chiedevamo:
     No alla realizzazione di un porto con capitali privati esterni;
     Doverosa protezione della baia del porto ai venti provenienti da Est, Sud Est;
     Salvaguardare gli operatori locali esistenti;
     Regolarizzare i noleggiatori di Cala Feola;
     Salvaguardare i diportisti residenti;
     Creare maggiori servizi con auspicabile nuova occupazione;
     Consentire all’Amministrazione Comunale di avere un utile dal settore demanio.
    Tutte queste richieste vengono riprese nei nuovi piani che potranno certamente essere migliorati, ma che credo non si possa sostenere che siano in contrasto a quanto scritto in quel citato numero del giornalino del Comitato “Ponza C’è”.
    Infatti solo per richiamare il primo punto, quello simbolico, che mosse l’azione del dossier d’inchiesta del nostro giornalino, posso confermare quanto già ribadito nelle conferenze di servizi riprese da questa Amministrazione, che il porto di Ponza è, e resta di competenza statale e che quindi ogni opera dovrà essere realizzata con fondi statali.
    Tralascio tutti gli altri punti che evidentemente, rispondono in maniera puntuale e inequivocabile a quanto allora sollecitato.
    Auspico che Vincenzo, persona molto attenta e partecipe alle tematiche in oggetto, si faccia promotore di istanze migliorative che ci aiutino a rendere questi piani, indispensabili per la nostra economia, quanto più rispondenti a quelle legittime richieste avanzate in tempi non sospetti.
    Chiudo la presente facendo mia la dichiarazione finale del Sindaco Vigorelli: “Non bisogna avere paura del nuovo. Guardiamo avanti e non indietro”.

    Francesco Ambrosino

  • vincenzo

    Caro Franco finalmente hai risposto non solo a me ma anche a tutti quelli che si chiedevano in questi giorni – “ma come la pensano i magnifici?”- la risposta l’hai data chiara e forte e cioè che condividi appieno le idee espresse nel PUA Vigorelli, quindi è chiaro che su questa linea l’amministrazione è unita e solidale!
    Ma caro cugino, non puoi non ammettere di aver cambiato idea infatti noi contestavamo in toto il P.R.P approvato da Porzio nel 2003, ripreso in questo PUA; trascrivo in breve le nostre controdeduzioni a quel progetto:
    1) che per proteggere la rada in modo meno precario la scogliera di S. Maria debba essere traslata in testata “Scoglio Ravia”….
    2) non vada costruita alcuna nuova struttura sopraflutto esterna all’attuale scogliera Molo Musco;
    3) che la costruzione di un pontile in zona “Turone” vada ripensato alla luce della concomitante presenza del depuratore;
    4) che l’attuale sviluppo nautico proposto dagli imprenditori locali vada mantenuto;
    5) che questa organizzazione nautica deve vedere il Comune protagonista …..;
    Per quanto riguarda il 4° punto il Comitato Ponza C’è collaborò affinchè si arrivasse al PUA e ai regolamenti presentati da Franco Schiano. Quel PUA fotografava l’attuale sviluppo nautico all’interno del Porto, e in coerenza con la contestazione a quel Piano Regolatore del 2003/4 rifiutavamo che S. Antonio e Giancos ridiventassero anacronosticamente zone balneari.

    Per quanto riguarda i colleghi noleggiatori di Cala Feola noi chiedevamo di congelare la situazione a Cala Feola perchè era l’unica zona protetta da una scogliera che da P.R.G risulta ancora zona portuale, e dicevamo, contestando, l’ordinanza di balneazione fatta da Porzio, che questi noleggiatori restassero dove sono e protetti dalla scogliera; una volta costruito il porticciolo a Cala Dell’Acqua solo allora dovevano essere spostati.
    Si può cambiare idea, non c’è problema questa è la bellezza della vita soprattutto quando si scende e non si sale in politica.
    Certamente io collaborerò a correggere le pazzie espresse in questo PUA che sembra ispirato politicamente non da uomini di mare ma da uomini di montagna.

  • Francesco Ambrosino

    Fortunatamente avevo premesso che lo scritto del 2009 andava “contestualizzato e che si doveva evitare di utilizzarne degli estratti in maniera semplicistica e poco circostanziata”, ma noto che la premessa non è servita.
    Noi non abbiamo cambiato alcuna idea bensì siamo certi che le stiamo migliorando.
    Caro Vincenzo mi limito a dirti che tutti noi, anche chi come me indegno e impuro ha osato scendere e non salire in politica, oggi ha come obiettivo la tutela dell’interesse pubblico e solo di questo voglio essere accusato, tutto il resto è inutile demagogia.

    Ritieni che la protezione del porto dal levante non sia cosa utile?
    Noi da esperti “montanari” riteniamo che lo sia.

    Credi che Cala Feola non debba essere balneabile?
    Noi crediamo il contrario.

    Pensi che i noleggiatori di Cala Feola, nelle more della realizzazione del porto a cala dell’Acqua, non debbano operare o lo debbano fare in modo illegale?
    Noi riteniamo necessario rilasciare a loro delle concessioni concedibili.

    Pensi che i diportisti residenti, come accaduto fino ad oggi, non abbiano diritto ad avere un area dove poter lasciare la propria imbarcazione?
    Noi pensiamo che sia doveroso.

    Ritieni utile continuare a lavorare a S. Antonio in un’area limitata ed inadeguata all’attività di noleggio e senza la possibilità di guardianìa?
    Noi pensiamo che Giancos risponda a tali esigenze, anche grazie alla possibilità di concedere altri 4000 metri quadrati per regolarizzare il settore della guardianìa.

    Pensi che il settore nautico debba rimanere una prerogativa dei privati e che il Comune debba fare da passacarte sobbarcandosi solo oneri?
    Noi riteniamo che il Comune si debba ritagliare un suo spazio, non sovrapponendosi alle attività consolidate.

    Ritieni che i servizi offerti con conseguente grado di occupazione siano soddisfacenti?
    Noi riteniamo che è possibile creare nuovi servizi garantendo una maggiore e più plurale occupazione.

    Ritieni che la fruizione delle spiagge di S. Antonio, Giancos e S. Maria sia anacronistico?
    Noi riteniamo che queste spiagge devono essere riqualificate anche in considerazione di quel “mostro” denominato P.A.I.

    Francesco Ambrosino

  • vincenzo

    Al Neo Assessore al Demanio Comune di Ponza
    e, p. c.
    Al Presidente Tommaso Tartaglione
    Al Presidente Associazione Barcaioli Ponza
    Al Presidente Associazione Noleggiatori Ponza
    A tutti gli operatori turistici di Ponza
    Al Comandante Ufficio Locale Marittimo Ponza

    CONTRODEDUZIONI ALLA PROPOSTA DI ZONIZZAZIONE DEL COMUNE.

    COMITATO PONZA C’E’ Ponza 30/01/10

    Caro Franco,
    sopra ho richiamato l’oggetto di un documento scritto da Ponza C’E’ al quale ti rimando alla lettura per ricordarne i contenuti.
    Avevo scritto un lungo documento per continuare il nostro cordiale dibattito a distanza ma penso che serva a poco per cui l’ho cancellato. Il PUA che avete pensato, programmato per la vostra visione di interesse pubblico penso che sarà oggetto di ampie contro-deduzioni, di osservazioni, di discussioni nelle giuste sedi quindi avremo modo di approfondire i discorsi. Quando ritorni a Ponza se ti fa piacere telefonami, così potremmo parlare di passato, presente e futuro nell’interesse generale che deve sempre essere tutelato per i nostri figli. Comunque continuerò il mio dialogo con l’Amministrazione Pubblica coinvolgendo un altro protagonista delle sorti del futuro economico e sociale dell’isola. Vedrai che troverai spunti di riflessione per il tuo impegno pubblico. Seguimi se ti fa piacere e Buon Anno a te e famiglia.

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