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0013-013 h-28 u-14 v7-20 Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato La spugna nocciolina: Chondrilla nucula

Ponza: isola dei vincoli

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di Michele Rispoli

Il 21 settembre u.s. alle ore 10,30, presso la sala consiliare del Comune, in presenza del Sindaco, del vice Sindaco e di qualche consilgliere, l’ing. Bruno Placidi, credo direttore generale del Bacino PAI della R.L., ha illustrato ed informato, l’Amministrazione ed i presenti, che l’isola di Ponza ha un nuovo vincolo: il P.A.I. Ci mancava. Come abbiamo fatto a vivere per tutti questi anni senza P.A.I.
Non bastavano i vincoli: Paesaggistico, ambientale, storico, Z.P.S. SIC. Parco, Oasi venatoria, serbatoi genetici, deportazione coatta, confino politico ecc. – Ora c’è il PAI.
Non è un virus epidemico, e una malattia che ci farà vivere male anzi per alcuni è la morte.
L’ing. Placidi, con modi eleganti , seri e professionali ci ha detto che chi è in zona PAI, per qualsiasi attività che vuole intraprendere, deve chiedere l’autorizzazione PAI. Significa altra burocrazia, soldi e tempi lunghi, credo con scarso successo.
In sala , dopo la relazione dell’ing. Placidi, vari interventi tutti mirati alla propria attività o proprietà. Non ricordo interventi mirati all’attuale situazione. A mio modo di vedere la cartografia è stata redatta a dispregio di Ponza e dei ponzesi.
Le reponsabilità ci sono ed hanno nome e cognome. Non sono e non voglio essere il giudice.
Non ho sentito nessuna voce nè scritti. La cosa è molto seria e mi auguro che tutti i ponzesi, insieme all’Amministrazione, riescano a dimezzare le zone PAI.

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