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Emergenza trasporti.

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di Piero Vigorelli

 

Nelle ultime due settimane Ponza è stata colpita da due emergenze la cui responsabilità ricade essenzialmente sulla Regione Lazio. Lo stesso è avvenuto per Ventotene.

1 – La società Laziomar ha annunciato con un solo giorno di preavviso ai due Comuni ponziani che la M/N Quirino sospendeva le corse perché aveva necessità di lavori in cantiere per la durata di almeno tre mesi. Questa ferale notizia, unita alle avarie non ancora riparate agli aliscafi Al Nilam e Monte Gargano, ha la conseguenza del dimezzamento dei collegamenti con le due isole.

2 – La società Snip-Snap è stata oggetto di una singolare forma di sciopero da parte dei marittimi i quali, non ricevendo il loro legittimo stipendio da dodici mesi, hanno deciso di imbarcare solo le autobotti per il gasolio destinate alle centrali elettriche di Ponza e Ventotene, e non più i mezzi per il trasporto di combustibile (benzina e gasolio) e delle bombole Gpl. Questo ha provocato gravissimi disservizi alla popolazione, ai mezzi di soccorso e alle forze dell’ordine (che hanno portato sulla terraferma i mezzi per effettuare il “pieno”).

3 – In entrambi i casi concorre una primaria responsabilità della Regione Lazio, che è in ritardo nei mandati di pagamento verso Laziomar per circa 4 milioni e verso Snip-Snap per circa 1,3 milioni. Le due società hanno giustificato i loro comportamenti proprio alla luce di questi ritardi.

Tutto ciò premesso giustifica solo in parte le due società, che nei confronti delle due isole ponziane hanno doveri di rispetto rigoroso delle convenzioni sottoscritte che prevedono la garanzia della continuità territoriale con due corse di M/N e di aliscafi (Laziomar),  e di rispetto rigoroso del Codice Penale che vieta l’interruzione di pubblico servizio (Snip-Snap).

Alla luce di queste elementari considerazioni è doveroso ringraziare i marittimi della Snip-Snap che hanno deciso di non proseguire nella loro singolare forma di sciopero da lunedì 1° ottobre. Da allora i rifornimenti sono ripresi regolarmente, anche in assenza di ulteriori mandati di pagamento da parte della Regione Lazio.

Al contrario Laziomar prosegue nella sua azione che penalizza le due isole ponziane, non provvedendo all’affitto di adeguati mezzi sostitutivi alla M/N Quirino e ai due aliscafi Al Nilam e Monte Gargano, e mantenendo l’uso del catamarano Alcione che è un naviglio del tutto inadeguato nella stagione invernale che è caratterizzata da moto ondoso mosso-molto mosso-agitato.

Bisogna anche evidenziare che il Monte Gargano, in avaria da metà luglio, è da allora parcheggiato nel porto di Formia, nessuna riparazione è stata ancora effettuata, e i marinai soggiornano in albergo a Formia. Fulgido esempio per una società pubblica! Si può scommettere che una società privata non agirebbe in questo modo così poco rispettoso delle regole dell’economia. Una ragione in più, fra le molte, per auspicare una conclusione rapida del processo di privatizzazione di Laziomar.

Come ha reagito e agito il Comune di Ponza, in piena sintonia con il Comune di Ventotene?

Solo per citare le azioni delle ultime tre settimane, nella riunione dell’11 settembre presso la Regione Lazio con i due Sindaci ponziani e Laziomar, è stato messo a punto il “programma di esercizio” per il capitolato del bando della privatizzazione di Laziomar ed era stato anche decisa una soluzione transitoria per ovviare alle avarie dei due aliscafi. In quella riunione Laziomar non aveva fatto parola della necessità di cantierare la M/N Quirino.

La notizia è stata appresa per vie brevi dal sindaco di Ponza, la cui fonte non è stata la dirigenza di Laziomar che pure aveva se non altro l’educazione civica di comunicarlo ai sindaci delle due isole e che aveva il dovere di comunicarlo nella riunione dell’11 settembre presso la Regione, posto che la necessità di lavori sul Quirino non potevano essere stati decisi da un giorno all’altro. La comunicazione ufficiale di Laziomar sul Quirino è arrivata il 27 settembre, con il fermo a partire dal giorno successivo. Definirla una “cafonata” è una dose minima.

I due sindaci hanno quindi annullato le intese sull’emergenza concordate l’11 settembre. Nello stesso tempo i due sindaci si sono attivati presso la Prefettura di Latina e la Regione Lazio prospettando soluzioni drastiche quali la violazione contrattuale (Laziomar) e l’interruzione di pubblico servizio (Snip-Snap), nonché sollecitando alla Regione Lazio l’esecutività dei mandati di pagamento nei confronti delle due società.

I due sindaci hanno anche deciso che se entro una decina di giorni non si arriverà al ritorno in esercizio dell’aliscafo Al Nilam e alla sostituzione del catamarano Alcione con un mezzo più adeguato, sarà dato mandato ai propri legali per le azioni nei confronti di Laziomar e per ottenere misure risarcitorie a tutela degli interessi della cittadinanza delle due isole.

Queste iniziative politiche e legali hanno ottenuto, a Ponza, il consenso delle parti sociali quali Confcommercio, Federalberghi, Federconsumatori e Pro Loco, in due riunioni il 23 e il 27 settembre promosse dal Comune di Ponza.

Nel frattempo i marittimi della Snip-Snap hanno sospeso lo sciopero assicurando così  i rifornimenti alle due isole.

Altra buona notizia:  sono 8 (otto) le società di navigazione private italiane  che hanno manifestato ufficialmente il loro interesse a partecipare al bando di gara per la privatizzazione di Laziomar.

 

Piero Vigorelli  Sindaco di Ponza

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