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Lettera a un amico

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di Michele Rispoli

 

In riferimento ad un precedente articolo di Franco De Luca (leggi qui)

Caro Franco,

Non  è giustizia – legalità, ma plotone di esecuzione

In pochi mesi siamo passati da un regime dittatoriale al “Plotone di Esecuzione”.

Dopo la giusta “dittatura”, troppo breve, mi sarei aspettato una bella e capace Amministrazione. Invece: solo Plotone di Esecuzione.

Un disastro!

 

Non c’è più spazio per le dieci-quindicimila presenze degli anni addietro. Volevamo   questo? Arrivare a ridurre le presenze a Ponza? Ci siamo riusciti.

I turisti  non danno fastidio ai ponzesi, anzi sono fonte di ricchezza.

I turisti danno fastidio ai forestieri che hanno casa a Ponza.

 

Chiudendo gli accessi al mare, alle spiagge, alle cale, Ponza muore.

Corre voce: “Adesso aprono Chiaia di Luna…”. Cosa è cambiato? E gli altri siti, detti “pericolanti”, rispetto agli altri anni cosa è cambiato?

Si sta avverando quanto si diceva in campagna elettorale: il Sindaco ‘forestiero’, senza esperienze amministrative, non farà gli interessi dei ponzesi.

Mi auguro che non sia troppo tardi.

Un incremento però l’abbiamo avuto: è aumentata a gendarmeria. Ora siamo veramente un presidio militare. Forse il Sindaco ritiene che le forze dell’ordine già in loco non sono sufficienti. I risultati dicono il contrario.

 

Chi vince comanda. Anche qualche esterno; chi ha messo la faccia, invece, timbra il tesserino di presenza. La gestione quotidiana degli uffici è sempre la stessa: enorme accumulo di pratiche inevase. Non è cambiato niente. Si doveva essere preparati almeno su questo; non occorrono capitali;  a far funzionare gli Uffici non si commettono paurosi reati penali.

Tra i nuovi eletti e loro tifosi circola il ‘tormentone’: Chi si piglia la responsabilita’ di..?

Allora, perché fare gli Amministratori?

Altra parole diffuse: “Il Commissario ha scritto- …ha detto- …ha ordinato- …ecc. Oppure: I nostri esperti dicono

Io conosco un solo esperto: il Consiglio Comunale.

 

Fare il Sindaco o l’Amministratore significa amministrare e non eseguire ordini od  imposizioni suggerite da altri, magari ingiuste, solo perché conseguenti di delibere, emesse da Amministratori inaffidabili… L’Amministrazione non può chiudere tutta l’isola, evacuare abitazioni od alberghi, senza una valida e solida alternativa.

Il Sindaco non può ordinare di chiudere e transennare e poi lasciar correre se il vento porta via le transenne. Se il provvedimento è giusto allora bisogna rimettere le transenne e sorvegliarle. Altrimenti si è quaquaraqua.

E’ vero, Ventotene fa pensare. Ma Ponza è sempre la stessa da secoli. Non è mai successo niente, tranne, forse, il suicidio di Chiaia di Luna.

In questi ultimi giorni mi sono riletto la prefazione di G. Panizzi del documento storico, pubblicato dalla Redione Lazio: “ISOLE PONTINE “Ponza Zannone e Palmarola”  e sullo stesso, l’ultimo periodo della relazione del geologo della R. L. Salvatore Paternò. Non so se il Sindaco di Ponza li ha letti.

Non mi hanno sorpreso l’impegno, la serietà e la professionalità del vicesindaco. Peccato che tutto il suo lavoro ed impegno per risolvere la quotidianità, cosa a Ponza molto difficile, vanno a sbattere contro le decisioni del Sindaco. Non si può “cominciare a” firmare le licenze per affittare le attrezzature da spiaggia e poi chiudere le cale dove gli operatori operano.

 

Un abbraccio.

Michele  Rispoli

Ponza, li 28 luglio 2012

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2 commenti per Lettera a un amico

  • Francesco Ambrosino

    La lettera di Michele, indirizzata a Franco De Luca, ma che negli intendimenti è rivolta a tutti, evidenzia un profondo acredine nei confronti dei nuovi Amministratori.
    Tutto nella norma, ci risulta la naturale continuazione di ciò che lui stesso ha sempre predicato in questa ultima campagna elettorale. Non si riscontra nulla di nuovo e nulla sinceramente di diverso ci saremmo aspettati da lui. Continua con la solita nenia “il forestiero” , “gli amministratori ponzesi che non sono all’altezza”, “gli uffici comunali che non funzionano”, “il pericolo incombente”, ecc.
    Sono dichiarazioni da pre-voto, oggi invece bisognerebbe entrare nel merito dei provvedimenti ed eventualmente obiettare e proporre soluzioni alternative e non limitarsi a riproporre slogan… La votazione è finita e l’esito, anche se con esiguo scarto, ha decretato un vincitore e dei vinti.
    Nella disamina confusionaria, si attribuisce alla nuova Amministrazione anche la responsabilità del calo di presenze turistiche sull’isola, senza nemmeno ipotizzare una possibile altra causa, eppure viviamo una situazione economica-finanziaria nazionale senza pari. Ma ovviamente la verità precostituita non può e non deve ammettere digressioni realistiche o statistiche.
    Caro Michele, ti invito a riflettere su ciò che affermi, sgombrando il campo da pregiudizi da supporter, tentando anche di comprendere il momento, le difficoltà, i disagi, gli obblighi che gli Amministratori hanno e di cui – volentieri intendiamoci – si sono fatti carico.
    Un saluto affettuoso

  • Silverio Tomeo

    Le elezioni ci sono state, è vero. Istanze recriminatorie e regressive non aiutano. Personalmente vedo, anche se da lontano (ma non escluderei che lo sguardo lungo sia a volte meglio di quello troppo corto), che c’è come la voglia di non capire la frattura del disastro compiuto in anni e anni dalla classe dirigente e politica dell’isola, come se lo scioglimento e il commissariamento della Giunta Comunale nel settembre scorso fossero solo una parentesi da rimuovere. Del resto essersi ostinati a ripresentare ben due ex-sindaci ha solo significato la mancanza di alternative a un “nuovo” rappresentato dal noto giornalista sensazionalista Piero Vigorelli, che con pochissimi voti di differenza e con una mai così forte astensione raccoglie una sua maggioranza legittima. Ora, a chi voglia lavorare sui tempi lunghi per una vera alternativa, suggerisco di vedere questa Giunta solo come una transizione, non come un approdo. Quindi mi permetto ancora di suggerire ai volenterosi non un’opposizione regressiva, non un’opposizione capziosa incentrata sulle vecchie soggettività della politica locale, ma un’opposizione che sorga invece dal basso, con istanze di democrazia partecipativa, con una cittadinanza attiva competente e attenta. Certamente non un’opposizione micro-corporativa e personalistica, ma solo e sempre nell’interesse pubblico. Perchè opposizione? Perchè il populismo autoritario di questa Giunta non porterà lontano, implementerà solo un’idea di “turismo di lusso” che lascia il deserto, avanzerà privatizzazioni ulteriori, con tentativi di rafforzare immagini da subculture da rotocalco e reality televisivo in una società dello spettacolo, nell’illusoria gestione dei veri punti di crisi. Solo una rinnovata società civile, una rete associativa, un’autonomia culturale e un coraggio che è sinora venuto meno, porteranno a superare la difficile situazione di un declino progressivo dell’isola. Nella distinzione e nel rispetto dei ruoli la dialettica democratica si deve attivare, forse già agisce come mai prima, con ognuno che si assume le proprie responsabilità rispetto ai poteri locali, senza finte neutralità e opportunistici accomodamenti.

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