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Errori storici o mancate opportunità? Riflessioni di fine estate

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di Michele Rispoli

Con il passare degli anni si diventa sempre  più riflessivi pensierosi e critici. Di solito si dice sempre ciò che si pensa, ma spesso non si pensa a ciò che si dice.

Avete mai pensato alla storia isolana degli ultimi cinquant’anni?

Abbiamo sempre agito bene? Nelle nostre decisioni siamo stati giusti, onesti, altruisti o egoisti? La domanda è rivolta a tutti, ex amministratori e cittadini.

Per un cinquantennio ed oltre abbiamo subito lo sfruttamento della bentonite, che in cambio del lavoro per centinaia di famiglie ci ha costretti a rinunciare ad una fetta dell’isola con enormi danni paesaggistici, ambientali e alla salute.

Nello stesso periodo circa si è verificata la vendita della Torre dei Borboni. Patrimonio d’inestimabile valore culturale, storico e turistico.

Per  egoismo e “uallera” abbiamo assistito al furto di altri pezzi dell’Arcipelago Ponziano: Zannone e Palmarola.

Ripeto per egoismo di pochi e “uallera” di alcuni.

Questo periodo storico deve però essere ricordato anche per le numerose ristrutturazioni delle abitazioni di Ponza. Spesso illegittime. Chi era in condizioni ha avuto la possibilità di aggiustare casa e adeguarla al fabbisogno della famiglia.

Il periodo dei grossi progetti: Castalia – Iside. La guerra tra pescatori, cacciatori e operatori turistici.

Queste opportunità, vedendo oggi Ponza, le abbiamo perse. Numero chiuso per le barche, zone di ripopolamento, ecc…

Le liti politiche tra galletti per gestire il dopo Samip: arriva la Fiat, gli Sceicchi, il Ministro, ecc.

Poi il periodo dei maggiori errori storici: la rinuncia all’acquedotto sottomarino; la mancata costruzione della Centrale Elettrica a Capobianco, l’acquisto della Villa le Tortore.

L’acquisto della zona mineraria ex Samip, fatto estremamente positivo; la politica degli incapaci però, l’ha trasformata in un disastro. Ne paghiamo ancora oggi i guasti e gli scempi.

Tra le opportunità perdute: la rifioritura della scogliera del Porto. Soldi spesi male. Il semplice allargamento di pochi gradi verso est o lo spostamento della stessa di 20-30 metri, ci avrebbe permesso di avere una darsena sufficiente a ricoverare tutte le imbarcazioni da diporto dei ponzesi.

Il tintinnio delle manette caratterizza l’attuale periodo. Cosa triste, forse necessaria per far riemergere l’isola.

Tutte le giustificazioni sono buone. Sicuramente non sono gli unici errori o mancate opportunità. Mi auguro che un giorno a Ponza, l’Amministrazione comunale sarà formata non da brave persone o da rappresentanti del quartiere ma da antipatici giusti e capaci che camminano a testa alta.

Michele Rispoli

 Ponza, 19 settembre  2011

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