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La “messa in marcia” della prima raffineria di bentonite italiana a Gaeta

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Per la prima parte leggi qui

Parte seconda

  Alle 15,30 precise il motoveliero della SAMIP, “Papà Fortunato”, al comando del capitano Giuseppe Di Fazio, con un carico di 50 tonnellate di Bentonite di provenienza da Ponza attraccò alla banchina del Porto Santa Maria; nello stesso momento, mentre le Autorità arrivavano, sul posto si apriva la porta doganale Samip ed uscivano i carrelli che entravano sul motoveliero. Impartita la S. Benedizione, da S.E. l’Arcivescovo di Gaeta, successivamente la LL.EE. Fedele e Ciotola ed il Federale di Littoria, impugnato il badile, caricavano il primo vagoncino di Bentonite dal mare alla raffineria e successivamente tutti i macchinari venivano posti in marcia da S.E. Ciotola, prefetto di Littoria, ponendo così in opera, nel suo pieno funzionamento la Raffineria e raccogliendo prontamente il prodotto di Bentonite depurata e raffinata ottenuto.

  Successivamente nel piazzale della raffineria, una rappresentanza del Dopolavoro Aziendale delle miniere Samip dell’Isola di Ponza dalle mani della Madrina, Signora Prof. Bice Marchi – Savelli, dopo la benedizione eseguita da S.E. l’Arcivescovo, prendeva in consegna il gagliardetto del Dopolavoro offerto ai minatori – caolinari dalle Dame Romane.

Discorso di Savelli

  Il Direttore delle Miniere e della Raffineria SAMIP pronunciava il seguente discorso:

  Eccellenze, Signore, Signori, La Società Anonima Mineraria Isole Pontine, i suoi Dirigenti, i suoi minatori ed i suoi caolinari Vi ringraziano dell’alto onore della Vostra visita a  questa cerimonia che sta a significare un primo passo decisamente compiuto verso la integrale valorizzazione delle ingenti risorse minerarie dell’Isola di Ponza.

  Da quell’estate del 1935, quando, nell’incantevole Isola di Ponza (a torto considerata Isola di relegazione) al seguito di ricerche geo – gravimetriche e geo – sismiche tra il naturale scetticismo e le più aspre difficoltà d’ogni indole e non tutte indipendenti dalla volontà degli uomini, io scoprii la prima grande miniera di Bentonite d’Europa fino ad oggi accertata per oltre 5 milioni di tonnellate e individuai la grande miniera di caolino anch’essa oggi accertata per vari milioni di tonnellata, quanta strada è stata compiuta !.

  A ponza, proprio nelle parte più aspra e inaccessibile della sua costa occidentale sorge oggi, nonostante il permanere nell’Isola di una situazione particolarmente dolorosa, una miniera con oltre duemila metri quadri di piazzali, un cantiere sotterraneo sopra e sotto il mare, sviluppantesi per oltre un chilometro, penetrante nella montagna per oltre 250 metri, scendente fino a 12 metri sotto il mare. E oggi 150 lavoratori, lavoratrici e naviganti che alimentano oltre 600 persone, lavorano alla miniera, felici di aver trovato nella loro isola quella vita che invano avevano cercato ramingando all’estero. Ora si producono 100 tonnellate al giorno di minerale con cantieri predisposti fino a 500 tonnellate giornaliere Le più svariate industrie italiane ed estere con un crescendo quotidiano impiegano la Bentonite  italiana, non inferiore a quella degli U.S.A.

  Questa prima raffineria che comunica direttamente dal mare con la miniera, sorta in soli tre mesi con tecnica e macchinario interamente italiano, produce 200 q.li giornalieri di Bentonite depurata alla finezza di 10.000 maglie per cm2 con 20.000 Kg di macchinario e 85 H. P. installati e 50 persone impiegate tra caolinari, trasportatori e naviganti.

  Intanto un’altra raffineria di Bentonite Italiana, per il trattamento per via umido, è stata installata a Verzuolo (Cuneo) dalla Soc. An. Cartiere Burgo con un consumo iniziale di 150 q.li giornalieri di minerale.

  Un’altra raffineria di Bentonite Italiana su questo tipo sta per entrare in marcia nel Belgio con un consumo iniziale di altri 150q.li giornalieri di minerale di Ponza per il rifornimento delle industrie del Nord Europa.

  E qui e nei dintorni, nel Golfo di Gaeta, sorgerà presto, se le provvidenze necessarie ed invocate saranno accordate, un’altra raffineria per la produzione della Bentonite attiva, ed una grande laveria di Caolino di Ponza per la produzione del caolino puro, secondo brevetti, studi e progetti già dettagliatamente elaborati.

  Se con l’aiuto di Dio e con l’incoraggiamento del regime Fascista il completo programma previsto potrà ____  come è nelle nostre ferme intenzioni  ____ essere condotto a termine entro due anni al massimo, le miniere e gli stabilimenti della SAMIP produrranno 100.000 tonnellate annue tra Bentonite e Caolino, dando lavoro a circa 1000 persone, tra impiegati, maestranze e naviganti, costituendo una tangibile e indefettibile risorsa per molti lustri per la provincia di Littoria, una assoluta autarchia mineraria in queste materie prime per l’Italia Fascista, ed una fonte di esportazione e di prestigio dell’Italia verso tutta l’Europa.

  Per il raggiungimento di tale programma, che si impone con la forza incoercibile di una legge di natura, per il bisogno di sviluppo industriale e di lavoro di Ponza, Gaeta e Littoria, si tendono nel massimo potenziale i nostri mezzi e le nostre volontà. Incrollabilmente decisi e sicuri di giungere alla mèta, ci auguriamo da parte delle competenti autorità una comprensione adeguata alle particolari condizioni dell’isola di Ponza nell’attuale storico momento.

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  S.E. l’on. Senatore Pietro Fedele rispondeva con un breve ma elevatissimo discorso nel quale, mentre rassicurava che S.E. il Capo del Governo seguiva personalmente lo sviluppo delle miniere di Ponza, e l’avvenire dell’industria di quei minerali, rassicurava pienamente che tutte le aspirazioni e i programmi della SAMIP esposti dal dott. Savelli, avrebbero trovato il pieno ed integrale appoggio del Governo Fascista, e delle Autorità di Littoria e di Gaeta, concludendo con un vivo applauso al dott. Savelli, scopritore, animatore e valorizzatore dell’industria mineraria di Ponza, connessa con lo stabilimento di Gaeta.

  La cerimonia si concludeva con una dettagliata visita, fatta fra il più vivo interesse, ad una mostra della storia della scoperta geologica e della valorizzazione mineraria dell’Isola di Ponza; nella mostra figurava, accanto alle maggiori riviste della stampa italiana ed estera, l’intera collezione della nostra rassegna che vi aveva documentato tutto il lavoro eseguito nel suo primo anno di vita.

  A tutti i convenuti veniva offerto in omaggio una carta geologica dell’Etiopia, stampata a cura della nostra rassegna su carta prodotta col 30 per cento di bentonite italiana.

  Da lunedì 30 agosto la nuova raffineria ha incominciato il suo regolare lavoro.

 

Fine

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