Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

i-16 ss04 102 cesto-aragoste Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato Una colonia di Cladocora caespitosa

Ritratti fornesi. Salvatore Balzano, pittore di una Ponza struggente

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di Giuseppe Mazzella

 

Salvatore Balzano ha cominciato a dipingere a poco più di dieci anni. Incoraggiato da Gennaro Mazzella, poeta e persona di grande sensibilità, ha percorso rapidamente negli intensi periodi della giovinezza un lungo processo artistico che, purtroppo, si è fermato poi per alcuni decenni.

Alle soglie della piena maturità, come sgorgando da un fiume carsico, la sua poetica è tornata a sgorgare e a regalarci intense emozioni. La Mostra, inaugurata il 22 Agosto nei locali del Museo di Via Roma, raccoglie i lavori di questi ultimi anni, in cui Balzano ha espresso momenti intensi di nostalgia e di rimpianto per il passato, seppure recente.

I colori forti e violenti, quasi puri, rinviano ad un mondo incantato, quasi fiabesco, dove l'”odore del mosto” illumina il paesaggio intriso di tristezza e di solitudine. Una Ponza primordiale, quasi deserta, dove la figura umana non appare quasi e quando vi appare presenta una tale intensità da raccogliere tutta la luce e la forza del paesaggio.

Ecco scorrere sulle sue tele angoli incantati di una Ponza sognata e vissuta nel ricordo, figure emblematiche come quella della nonna o tragiche come quella di Lucia Rosa che per un amore contrastato pose fine alla sua vita lasciandoci andare dal dirupo che sovrasta la spiaggia omonima. E ancora angoli quasi mistici come la Caletta, località che lo vide bambino fare i primi bagni, spiagge deserte, scogliere immote nel tempo, un tempo fermo e immutabile. Su tutta questa meraviglia è come sospeso un velo di tristezza reso ancora più severo da una solitudine percepita come destino che non è possibile cambiare. E che solo l’arte è in grado di preservare e tramandare alle generazioni future.

 

Giuseppe Mazzella

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