Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

h-31 a-03 v2-9 l-06 vg-02 betty-01

Mare. Poesia. A Zante, di Edgar Allan Poe

Condividi questo articolo

Pubblichiamo con notevole ritardo una poesia inviataci da Silverio Tomeo; inserita a suo tempo e poi non resa visibile per un disguido. Ce ne scusiamo con l’Autore.

La Redazione

Proposta da Silverio Tomeo

Una mia traduzione metrica di un sonetto di Edgar Allan Poe dedicato all’isola greca di Zante. Si esclude che l’autore possa mai averla conosciuta. L’ultimo verso è in lingua italiana nell’originale, e confermerebbe l’idea che gli spunti provengano dall’ Itinéraire di Chateaubriand dove si riporta appunto in italiano questa definizione dell’isola, assai “veneziana” come molte delle isole Jonie. Un precedente che il poeta americano potrebbe aver conosciuto ma a cui non necessariamente dovette ispirarsi – di intonazione e figurazione tanto diversa – è il famoso sonetto di Ugo Foscolo, nativo appunto di Zante: “Né più mai toccherò le sacre sponde”, nota come A Zacinto, composta tra l’agosto del 1802 e i primi mesi del 1803.

A ZANTE

di Edgar Allan Poe (1837)

 

Isola bella che dal più bel fiore

hai preso il nome tra i più delicati!

Che ricordi di luminose ore,

a vederti tra i fiori, hai risvegliati!

 

Quante scene di gioia andate via!

Quante speranze ormai già seppellite!

Che visioni d’una ragazza, ormai

non più – non più sulle verdi colline!

 

Non più la voce magica e fatata,

che mutava! Mai più mi incanterai,

né il tuo ricordo! Terra  ripudiata,

spiagge smaltate dai fiori, sarai

 

l’isola dei giacinti! Accesa Zante!

“Isola d’oro! Fior di Levante!”

Versione originale di E. A. Poe (1937)

SONNET TO ZANTE

Fair isle, that from the fairest of all flowers,
Thy gentlest of all gentle names dost take!
How many memories of what radiant hours
At sight of thee and thine at once awake!
How many scenes of what departed bliss!

How many thoughts of what entombed hopes!
How many visions of a maiden that is
No more–no more upon thy verdant slopes!
No more! alas, that magical sad sound
Transforming all! Thy charms shall please no more-
Thy memory no more! Accursed ground
Henceforth I hold thy flower-enameled shore,
O hyacinthine isle! O purple Zante!
“Isola d’oro! Fior di Levante!”

A ZACINTO

di Ugo Foscolo (1778-1827)

 

Né più mai toccherò le sacre sponde

ove il mio corpo fanciulletto giacque

Zacinto mia, che te specchi nell’onde

del greco mar da cui vergine nacque

 

Venere, e fea quelle isole feconde

col suo primo sorriso, onde non tacque

le tue limpide nubi e le tue fronde

l’inclito verso di colui che l’acque

 

cantò fatali, ed il diverso esiglio

per cui bello di fama e di sventura

baciò la sua petrosa Itaca Ulisse

 

Tu non altro che il canto avrai del figlio,

o materna mia terra; a noi prescrisse

il fato illacrimata sepoltura.

 

Da Wikipedia (modif. dalla Redazione):

Zante (o anche Zacìnto, dal suo nome in greco Ζάκυνθος, Zákinthos) è un’isola greca piuttosto grande (406 km²) [Ponza ha 9,85 km²] con una popolazione di quasi 40.000 abitanti. L’isola si trova nel mar Ionio, vicino alle coste del Peloponneso e fa parte dell’arcipelago delle isole Ionie. Nota in Italia perché, quando era ancora sotto dominio veneziano, diede i natali al poeta Ugo Foscolo, il quale dedicò all’isola il suo noto sonetto A Zacinto.

L’isola è costituita da un’ampia pianura tra due rilievi collinari. Le mappe del periodo veneziano mostrano che la pianura era intensivamente coltivata e che tutta l’isola produceva abbondanza di olio e vino.

 

La Spiaggia del Relitto, una spiaggia accessibile solo via mare, racchiusa tra due alture e con al centro il relitto di mercantile arrugginito portato lì dal mare è tra le spiaggie più fotografate di tutta la Grecia e forse del Mar Mediterraneo.

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.