Commemorazione di don Gennaro Sandolo

di Silverio Lamonica

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Lunedì 5 dicembre, ricorre il 40° anniversario della morte di don Gennaro Sandolo, parroco di Le Forna, canonico della Diocesi di Gaeta e vicario foraneo delle parrocchie isolane, scomparso il 5 dicembre 1982.
Nacque a Ponza nel 1905, uno dei cinque figli  di Sandolo Vincenzo, armatore di bastimenti e di Anna Coppa.

Come è noto, don Gennaro, prima di essere destinato alla chiesa di Le Forna, fu nominato parroco di Castellonorato, in un periodo molto triste della nostra storia contemporanea; la seconda guerra mondiale aveva assunto un risvolto drammatico con l’occupazione nazista della penisola, supportata dai fascisti nostrani.  È ancora vivo il ricordo degli abitanti di quella frazione  di questo sacerdote, sempre pronto a proteggere  dalle minacce degli invasori non solo “il suo gregge”, ma anche i fratelli di altre confessioni religiose, gli ebrei in primo luogo. Inoltre – con una fuga rocambolesca – riuscì a mettere in salvo il tesoro del santo protettore di quella frazione. A tale proposito, Emilio Iodice, diplomatico e scrittore italo-americano, ne delinea sapientemente i tratti nella sua opera Liberazione, sia pure in forma romanzata, col personaggio di don Lorenzo.

Nel 1948, dopo la morte del parroco don Francesco Sandolo, suo zio, fece ritorno a Ponza, dove iniziò la sua missione pastorale nella parrocchia Santa Maria Assunta in Le Forna. Aveva uno stile di vita francescano, molto frugale. Sempre vicino ai suoi parrocchiani e – soprattutto –  ai giovani, ai quali voleva assicurare una educazione cristiana, fin dalla tenera età e il suo sogno era la realizzazione di un “asilo infantile” retto dalle suore che allora erano presenti nella frazione e che già gestivano un asilo, il cui mantenimento era assicurato dai dirigenti della SAMIP fino alla chiusura dell’attività mineraria, avvenuta nel 1976. Non riuscì a realizzare questo suo desiderio, ma in compenso – grazie alla sua tenacia e alla buona volontà dei suoi parrocchiani e di altri amici – fece edificare la casa per le suore.

Tuttora riposa nella cappella di famiglia, nel cimitero di Ponza.

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