Scrittori

Scrivere e leggere

di Pasquale Scarpati

 .

L’innesco di questo scritto è venuto dall’articolo di Silverio Guarino su questo sito: Fast lecture e slow lecture

Nel riconsegnarci in visione i compiti in classe corretti, un nostro professore di matematica, per giustificare i voti, soleva dire: “A Napoli si può arrivare in vari modi: o in autostrada quindi in modo rapido e diretto oppure percorrendo strade statali o provinciali (non esistevano ancora le strade regionali) impiegando più tempo”.
Ovviamente lui, mente matematica, preferiva la prima soluzione, e i voti più alti erano riservati a quei discenti che giungevano alla soluzione dei quesiti in modo rapido; a seguire venivano quelli che giungevano alla soluzione passando per altre strade. Infine vi erano quelli che a Napoli non ci arrivavano per niente perché si perdevano, tra vie e viuzze del suo interland che, si sa, è stato sempre densamente popolato. A loro era ovviamente riservata l’insufficienza.

Così non si sa se è più bello vedere che la propria squadra va in goal velocemente, in contropiede oppure con una bella azione manovrata da parte di tutta la squadra. C’è chi pensa che la prima sia la soluzione più efficace ma sicuramente ne va della bellezza dell’azione.
Così nel primo caso penso che se è vero che sia vantaggioso giungere alla meta rapidamente, d’altra parte la strada più lunga può offrire in compenso scenari e panorami mai visti, insospettati.

Innanzitutto può offrire sorprese così come mi è successo di recente quando davanti alla lenta nave diretta all’Isola ho visto danzare e giocare i delfini (avrei mai potuto vederli sul fuggente aliscafo?) e prima ancora, ma tanti anni fa, i pesci volanti.
A volte, poi, i paesaggi che si presentano ai nostri occhi sono talmente belli che ci può venire voglia di soffermarsi in pochino, respirare a pieni polmoni, ammirare paesaggi incantevoli oppure rinvenire resti archeologici di cui non si era a conoscenza ed infine – perché no? -, sedendo ad un tavolo in una qualche piccola osteria semi nascosta in una viuzza di campagna, gustare lentamente ottimi piatti tipici accompagnati da un vinello generoso.
È la scelta del viaggiatore – fast or slow traveler – o nel nostro caso del lettore: il destinatario del messaggio.
Il mittente (colui che scrive) ha una sua idea del messaggio che vuole inviare in varie forme: cartaceo, vocale, on line ecc; esso può essere sintetico oppure può essere ampliato con digressioni, analisi, ironie, ricordi, metafore ed altro. Può avere una forma asciutta, concisa oppure ampollosa o anche verbosa.

Il ricevente, a sua volta, lo può leggere con un occhio rivolto al foglio o al monitor ma con un altro rivolto ai suoi vari interessi; lo può fare totalmente suo oppure soltanto in parte. Sceglie or questo or quello. Può fare una lettura veloce estrapolando il nocciolo oppure frenando un pochino la sua corsa: analizzando, curiosando. In quest’ultimo caso, potrebbe meglio percepire l’animo di colui che scrive ed immedesimarsi nello scritto.

Ma si sa… oggi è un po’ difficile soffermarsi, a causa dei vortici – turbini, gorghi , spirali – che girano… girano… ‘vorticosamente’ (…per fare un esempio – nda).
È solo questione di scelta non tanto di colui che scrive quanto di chi legge. Il primo, infatti, tende ad esternare il suo pensiero in una maniera o nell’altra né lo si può impedire secondo l’esigenza del singolo lettore altrimenti sembrerebbe una repressione del suo pensiero e ciò andrebbe a detrimento della libera espressione, il secondo sceglie il tipo di lettura.
In definitiva sono ambedue liberi.
Pensieri di…
Pasquale


Ognuno legge come gli pare (c
liccare per ingrandire)

1 Comment

1 Comments

  1. Sandro Russo

    2 Febbraio 2022 at 07:55

    Avevo avuto la sensazione – leggendo l’articolo di Silverio Guarino sulla lettura rapida o lenta; e di nuovo alla lettura di questo pezzo di Pasquale Scarpati sullo stesso tema -, che mancasse qualcosa, che il criterio solo quantitativo fosse fuorviante.
    La scrittura e la lettura sono tante cose insieme, rispondono sì alla curiosità e al desiderio di comunicare, ma hanno tali e tanti agganci col profondo di noi stessi da non poterli ridurre alla semplice lunghezza o brevità del pezzo.
    Una cosa è leggere le notizie sul giornale; altra sono gli approfondimenti; altra cosa ancora leggere (anche sul sito) un ricordo o un racconto.
    Allargherò questo commento con altre argomentazioni e pareri. Ai fini dell’anticipazione e del commento, mi ha fatto sorridere questo pensiero…
    Avevo promesso qualche settimana fa, scrivendo delle Quattro Giornate di Napoli [leggi qui, nella nota (4)] di proporre le 14 pagine (!) che Stefano D’Arrigo in Horcynus Orca dedica all’episodio del soldato tedesco. D’Arrigo è famoso per girare in tondo con i pensieri, per cui “due parulelle” diventano pagine e pagine di scrittura.
    – E ora chi glielo dice a Silverio? Come glielo faccio digerire? – ho pensato.

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