Zoologia

Appunti da una quarantena (2). La nutria bianca

di Silveria Aroma

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Le cicerchie sono sul fuoco e il profumo di zuppa ha invaso l’ambiente.

Non avevo mai pensato a una nutria bianca, una intenta a raggiungere il canale scappando nel verde dell’erba. Sono sempre stata ancorata all’immagine del Bianconiglio di Alice, d’ora in poi avrò un nuovo personaggio di riferimento.
Non vi allarmate, non è un effetto della quarantena, ma il personaggio di uno dei video di Gaia. Mi piace guardare mini film realizzati dalle persone, li preferisco di gran lunga a quei minestroni che girano e girano (e girano e girano e stop) in rete. È un po’ come magiare un dolce fatto in casa piuttosto che uno di tipo industriale votato al grande consumo. D’altronde questa è un’era in cui anche fermarsi a scrivere due parole tipo “Buon Natale” richiede tempo, per cui pare sia meglio un bel post quattro salti in tastiera.

Fra le mie bolle di sapone di questi ultimi giorni sono riaffiorate tante cose. Accanto alla solennità mnemonica di persone perdute, luoghi e situazioni offuscati dal tempo, anche la leggerezza di alcune sere.

Mi è quasi tornata la voglia dei ricci e dei monili degli anni ’80, e anche il desiderio di eliminare un po’ di quel grigio che negli ultimi due anni mi è caduto addosso, non per effetto della pandemia ma per questioni legate alla mia vita privata. Sulla via del cambiamento una certa dose di saturazione rispetto a persone e situazioni può essere un’ottima leva: Elevati oppure E levati!

Ho ritrovato il gusto del backgammon, un gioco da tavolo che usavamo spesso in famiglia nelle allegre sere d’estate di mille anni fa; credo sia tempo di passare il testimone ai membri giovani e abilitarli alla partita.

Poco prima di trincerarmi in casa, avevo ripreso in mano alcune poesie; tra vecchie e nuove ho pensato ad una raccolta da sottoporre a qualche editore. Scelta orientate verso destinatari seri, e seriamente innamorati della poesia, legati a comitati di lettura e spogli di promesse tanto rapide quanto farlocche. Attendo con rinnovato entusiasmo.

In definitiva non trovo essenziale realizzare qualcosa, quello che conta è non perdersi, non appiattirsi, non rischiare di trasformarsi in un ginepraio di polemiche e lagnanze senza gioia. La destinazione è sempre la medesima per tutti, ma il viaggio può essere molto diverso…

Molti i messaggi e le telefonate in questi giorni. Qui e là qualcosa di inaspettato. E un margine che qualcuno ha consegnato alla speranza, non alla mia ma alla sua propria… Se il mio uso scanzonato delle parole può rendere meno cupo il cielo di un’altra persona, allora una gioia nuova si aggiunge al mio piacere di scrivere.

Una pioggia di grazie a tutti quelli che, da remoto, mi fanno compagnia, e a quelli che mi coccolano in questi giorni più del solito.

«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be’, non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui», Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice’s Adventures in Wonderland), Lewis Carroll.

 

 

 

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