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L’impossibilità della comunicazione razionale

proposto da Sandro Russo

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Mi ha colpito, per la leggerezza e insieme profondità con cui è scritto, questo articolo di uno scrittore e filosofo francese che pianamente spiega perché abbiamo difficoltà a comunicare con certe persone (l’articolo anche in file .pdf in fondo alla pagina). Ho pensato di parteciparlo ai lettori di Ponzaracconta.
S. R.

Pandemia e Psicologia – Dalla sezione Cultura di Repubblica del 29 agosto 2021
Nella mente di un No-Vax
di Luc Ferry

Ecco perché conta di più capire la struttura che sorregge il suo pensiero piuttosto che coprirlo d’insulti o di grandi discorsi.
Esiste una forma paranoica impossibile da controllare razionalmente.
Il governo decide, le Camere ratificano È puro delirio parlare ancora di dittatura sanitaria.

Nel fronteggiare il complottismo che aleggia sulla pandemia, chi si sforza di argomentare, di esporre fatti, viene preso per agente segreto del complotto stesso.
A buon diritto Emmanuel Macron, anzi lui e tutti i democratici, sono impensieriti dall’escalation di movimenti complottisti che invitano alla disobbedienza civile. Detto questo, se si ha intenzione di convincere qualcuno, conta di più capire la struttura psicologica che sorregge il suo pensiero, anziché coprirlo d’insulti o di grandi discorsi.

Sono numerose le persone fortemente convinte che «ci stiano mentendo», che i morti per Covid siano molti meno di quanto si dica o che, addirittura, il virus non sia altro che un’invenzione di chi è al potere e vuole imporre ai popoli misure liberticide, come ha affermato il filosofo Giorgio Agamben. È evidente che le contraddizioni dei nostri governanti, in un primo momento contrari e poi favorevoli al green pass, sommate a un’applicazione tardiva del provvedimento avvenuta nel bel mezzo delle vacanze estive, non hanno certo giovato.

Resta però il fatto che, al di là di una serie di domande legittime, a volte esiste anche una struttura paranoica impossibile da controllare razionalmente. Nel fronteggiare il complottismo che aleggia sulla pandemia, quanto più si tenta di argomentare, di esporre fatti, tanto più si viene scambiati per agenti segreti del complotto stesso. Per fortuna la maggioranza dei cittadini non si lascia abbindolare e ha a cuore sia se stessa che gli altri, ed è quindi pienamente consapevole della realtà di un virus che ha già causato la morte a più di 4 milioni di persone in tutto il mondo.

Quando studiavo psicologia all’università (non venivo dall’École Normale Supérieure, anzi, non avevo nemmeno tentato l’esame di selezione, e mi ero convinto che non mi avrebbero mai ammesso agli studi di filosofia; così, per puro caso, mi sono iscritto a psicologia…), uno psichiatra che ammiravo per intelligenza e abilità pedagogica ci impartì un corso magnifico di psicopatologia. Era il professor Hanus, e ci raccontò una storiella per farci capire la differenza tra psicosi e nevrosi.

Lo psicotico, diceva, è qualcuno che si allontana dalla realtà e inizia a delirare. A differenza dalla nevrosi, che si manifesta attraverso altri sintomi, è il delirio la principale caratteristica di una psicosi. Lo psicotico è colui che sostiene che «due più due fa cinque ». Se proviamo a contraddirlo ci identificherà subito come nemici, e se insistiamo penserà che siamo coinvolti nella congiura ordita a suo danno. Ho conosciuto una signora convinta che Topolino abitasse nel lavello della sua cucina, ci raccontò il professore. Avevo cercato di farla ragionare: «Signora, lo sa, vero, che Topolino non esiste e che, in ogni caso, non potrebbe vivere nelle tubature di un lavello…». La signora giunse alla conclusione che io ero senz’altro complice di Topolino.

Anche la persona affetta da nevrosi, esattamente come lo psicotico, crede che due più due faccia cinque ma, specificava il professore, a differenza dello psicotico «questa faccenda lo disturba e il fatto di sentirsi scomodo è segno che sa che si sta sbagliando, quindi non ha ancora perso contatto con la realtà». I grandi nevrotici, infatti, spesso provano una specie di vergogna, si sforzano di nascondere agli altri i loro sintomi.
Non delirano, sono consapevoli del loro comportamento fuori della norma, ma nessuna spiegazione plausibile riesce a convincerli, tanta è la potenza della rimozione e della riluttanza. Uno psichiatra tedesco ha riassunto con grazia, ma anche con notevole rigore, questi comportamenti: «Il nevrotico costruisce castelli in aria, lo psicotico li abita e lo psichiatra ne riscuote l’affitto!».

Questa divertente descrizione di un singolare ménage à trois ci permette di capire due elementi essenziali a cui i nostri governanti dovrebbero ispirarsi, quando si rivolgono ai cittadini: in uno Stato di diritto ogni decisione del governo è ratificata da entrambe le Camere, e quindi è puro delirio continuare a parlare di «dittatura sanitaria», ma si dovrebbe tener conto del fatto che le inclinazioni paranoiche non sono una questione d’intelligenza.

Ed è per questo che persone colte, spesso addirittura prestigiosi intellettuali, si asserragliano in una logica complottista; in questo tipo di situazioni, per convincere chi non è ancora convinto, i nostri politici farebbero meglio a cedere la parola a personalità che ispirano vera fiducia – magari grandi simboli dello sport, o del mondo dell’arte o di qualsiasi altro campo, eccetto la politica – anziché salire pomposamente in cattedra a far lezione a dei manifestanti che nessun argomento razionale potrà mai convincere che l’unico nemico delle nostre libertà non è il vaccino, e non è nemmeno il green pass, ma il virus.


L’autore, Luc Ferry

Filosofo, già ministro della Gioventù, dell’Educazione nazionale e della Ricerca nel governo Raffarin (dal 2002 al 2004) è docente di Filosofia presso l’Università Parigi VI-Jussieu. Ha scritto numerosi saggi, tradotti in venticinque lingue

[Da la Repubblica del 29.08.2021
L’alleanza europea
(©Le Figaro/Lena – Leading European newspaper Alliance) – Traduzione di Monica Rita Bedana

In file .pdf: Luc Ferry. No vax. La Repubblica 29.08.21

***

Appendice del 1° settembre 2021 (Cfr. Commento della Redazione)

File .pdf: La Repubblica pag.4

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Appendice del 1°settembre h. 8:45 (cfr. Commento di Sandro Russo)

 

5 commenti per L’impossibilità della comunicazione razionale

  • Sandro Russo

    Il pericolo è immettere – per un giudizio superficiale o erroneo – il nostro interlocutore in una categoria clinica e interrompere le comunicazioni.
    Il giusto come al solito è decidere con ‘buon senso’.

  • Nazzareno Tomassini

    Interessante l’articolo che avete proposto. Per fortuna in Francia il fenomeno del complottismo non è così grave come si pensa. Il titolo in prima pagina de Le Monde dice:
    COVID: LA SCOMMESSA VINTA DEI 50 MILIONI DI VACCINATI – Un successo per Macron.
    Due sottotitoli dicono:
    la prima settimana di settembre il 75% della popolazione francese avrà ricevuto almeno un prima dose di vaccino.
    Partita in ritardo, in gennaio, la Francia si piazza ormai al quarto posto dei paesi europei più vaccinati, dopo Spagna e Portogallo.

    La cosa curiosa è che nell’ultima pagina, parlando dei disastri del tabagismo, leggo che il Covid avrebbe causato nel mondo 4,5 milioni di morti, mentre ogni anno a causa del tabacco muoiono ogni anno 7 milioni circa… Tra questi ci fu anche mio padre a 73 anni.
    Un saluto
    Naz

  • Un TG che cerca di stimolare la razionalità e non l’emotività delle persone.

    https://www.byoblu.com/

  • La Redazione

    Due titoli in quarta pagina di Repubblica dedicate alla galassia No-Vax

    Fascisti e influencer i cattivi maestri dei nemici del vaccino
    di Matteo Pucciarelli – da la Repubblica del 1° settembre 2021
    Sottotitolo:
    Sigle di ultradestra e pezzi di sinistra radicale hanno abbracciato la nuova crociata. I politici compiacenti nella Lega e tra gli ex M5S

    Il secondo articolo della pagina:
    Il caso editoriale:
    La “bibbia” negazionista tra i bestseller

    …Bioblu e compagnia negando (ndr)
    L’intera pagina è riportata nell’articolo di base in file .pdf

  • Sandro Russo

    Siccome Walden, ovvero La vita nei boschi di Henry Davis Thoureau (1854) è stata anche una ‘mia’ lettura formativa (nell’edizione Oscar Mondadori, 1970), mi sento autorizzato a riprendere e pubblicare quest’Amaca di Michele Serra da la Repubblica di oggi.
    Memorabile la descrizione del taglio di blocchi dal lago di Walden gelato, da trasportare a Boston per assicurarsi una riserva di ghiaccio per l’estate…

    Immagine nell’articolo di base


    Giù le mani da Walden

    di Michele Serra

    Ho avuto un sussulto leggendo che uno dei pensatori di riferimento dei No Vax cita H. D. Thoreau e il suo Walden ovvero Vita nei boschi tra i suoi testi sacri. È stata una delle mie letture di formazione, è un libro caro agli ambientalisti, un poco mi ripugna scoprire che l’avventura naturalista e anti-mercantile di Thoreau rischia di finire nel calderone del pensiero anti-scientifico.
    Anti-mercantile e anti-scientifico non sono per nulla sinonimi. “Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza”, scrisse Thoreau, e non sono disposto a concedere neppure un grammo di saggezza ai No Vax.
    Stiamo correndo un grave rischio. Il rischio è regalare agli elmi cornuti, ai gilet gialli, ai No Vax, ai falsari che cavalcano Telegram, ai mestatori visti in piazza in questi giorni, ai fascisti antisemiti che diffondono odiose fole sul Nuovo Ordine Mondialista, argomenti che avrebbero tutte le carte in regola per attivare la ragione. Argomenti che dovrebbero essere della Polis e dei laboratori di ricerca, non della ciancia social e delle tenebre anti-sistema in cui guazzano i No Vax.
    Attenzione a illudersi che dire “scienza” basti a dire tutto. Se “scienza” diventa sinonimo di potere e di establishment, ogni sentimento eccentrico, ogni ricerca fuori dai protocolli va a finire nello stesso calderone: il biologico assieme alla stregoneria, lo sguardo olistico assieme alla superstizione, il desiderio di accordarsi alla natura con il pensiero magico.
    Se vogliamo che la paranoia No Vax, e apparentabili, non dilaghi, specie tra i più deboli, dobbiamo riportare nel campo della scienza anche la ragion critica e l’irrequietezza. Altrimenti finisce che Thoreau diventa il Che Guevara dei No Vax.

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