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Emilio Iodice a “Quante storie” per il suo libro Liberazione

a cura della Redazione

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Volentieri diffondiamo questo breve video (un minuto e mezzo) di presentazione da parte di Emilio, del suo libro sulla Liberazione (tradotto da Silverio Lamonica) – leggi qui e qui

Quante storie – Liberazione – 04/06/2021

Lo scrittore Emilio Iodice descrive per Quante storie il libro “Liberazione”, un romanzo storico ispirato a storie vere durante la Seconda Guerra Mondiale.

https://www.raiplay.it/video/2021/06/Liberazione-643d8951-23d5-4de6-be87-7595fe886589.html

1 commento per Emilio Iodice a “Quante storie” per il suo libro Liberazione

  • Quante storie è un appuntamento costante, immancabile, sin da quando era l’impareggiabile Corrado Augias a condurre il breve programma di informazione su ciò che si scrive di serio ed importante nel campo della saggistica, di qualunque genere.
    L’intervento di Emilio Iodice lo avevo seguito, ma era rimasto infruttuoso di reazioni, non so più per l’emersione di quali altre urgenze. Approfitto ora dell’estemporanea presentazione per esternare le mie sensazioni di quel giorno, confermate dalla lettura – confesso un po’ troppo veloce – del libro in questione “Liberazione”, un’opera di grande impegno documentario, certamente, ma anche di ottimamente riuscita definizione di quei legami fra gli italiani all’estero e l’Italia – in guerra su un fronte opposto e contrario ai principi irrinunciabili di libertà e democrazia. Una raccolta “bulimica”, quasi, di eventi, storie apparentemente marginali, piccoli protagonisti, che rappresentarono però gli addendi per giungere alla somma finale della vittoria sul fascismo e sul nazismo. E c’è nel libro quel senso di appropriazione delle mille piccole memorie storiche individuali che alla fine costituiscono l’unicum, che il libro di Emilio celebra. Oscuri partigiani e anonime spie americane lavorarono, lottarono per consegnarci un’Italia nuova, democratica, responsabile. Ma questi risultati non sono mai per sempre,: come mette in risalto Emilio Iodice: oggi più che in passato dobbiamo conoscere e fare nostri questi “antichi” valori per contrastare ogni possibile deriva antidemocratica, sempre in agguato e sempre oscuramente minacciosa. È compito degli uomini e delle donne di buona volontà impegnarsi quotidianamente, in qualunque forma. L’appello dell’autore non resterà inascoltato. Grazie Emilio.

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