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La mia Procida (5). Enzo

di Rita Bosso

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Cinquant’anni fa, a Procida, Enzo ’u Punzese era popolarissimo; nei bar del porto analizzavano le sue parate, giù alla Chiaiolella commentavano rimesse e deviazioni. Enzo Gargano, classe 1953, ha indossato la maglia numero uno di entrambe le squadre procidane: la Juve Procida e la US Procida.
Appena mise piede sul campo d’erba di Procida, Enzo esclamò: – Ma questo è un materasso! – Bisogna capirlo: a Ponza si giocava sul campo di pietre di Le Forna costruito dalla Samip su insistenza del padre di Enzo, il mitico Peppe Baffone che, in gioventù, era arrivato a giocare nel Venezia.

A Procida Enzo Gargano arrivò per caso. Dopo la scuola media era fermamente deciso a continuare gli studi, scelse un istituto per elettrotecnici a Foggia, preparò la valigia e partì. Giunto in Puglia, scoprì che l’istituto aveva esaurito i posti disponibili; tornò a Ponza senza neanche disfare la valigia.
Dopo poco sbarcò a Ponza Arcangelo Esposito, procidano, professore di materie letterarie; l’istituto professionale per le attività marinare di Procida rischiava la chiusura per mancanza di iscritti e i procidani non erano disposti a perdere un pezzo della loro storia; andarono a cercarsi gli alunni sulle isole più prossime, le Ponziane.

Quel diploma da capitano di lungo corso preso a Procida, Enzo non l’ha mai utilizzato, però ha passato la vita in divisa: quella di vigile urbano del Comune di Ponza.
Oggi ricorda con commozione e gratitudine gli anni trascorsi a Procida.
– Dobbiamo gemellarci – propone.

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