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Femminile beltà

Proposto e tradotto da Silverio Lamonica

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Per la Giornata della donna riceviamo anche un contributo di Silverio, con un diverso punto di vista… Ma Verlaine è sempre Verlaine!

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Per la Giornata internazionale della donna ho scelto una poesia di Paul Verlaine (1844 – 1896) molto appropriata, direi, a tale celebrazione. Infatti è una condanna esplicita alla violenza sulle donne; condivido pienamente il pensiero del poeta: è ora di dire, una volta per tutte, «assez» aux fureurs mâles! “basta” alla furia maschile!
Il componimento fa parte della raccolta «Sagesse» del 1881.

In calce alla mia libera traduzione in lingua italiana, potete ascoltare la versione originale, recitata in francese, dal poeta Fabricio Guerrini.


Beauté des femmes…

di Paul Verlaine

Beauté des femmes, leur faiblesse, et ces mains pâles
Qui font souvent le bien et peuvent tout le mal,
Et ces yeux, où plus rien ne reste d’animal
Que juste assez pour dire: «assez» aux fureurs mâles !

Et toujours, maternelle endormeuse des râles,
Même quand elle ment, cette voix! Matinal
Appel, ou chant bien doux à vêpre, ou frais signal,
Ou beau sanglot qui va mourir au pli des châles !…

Hommes durs ! Vie atroce et laide d’ici-bas !
Ah ! que du moins, loin des baisers et des combats,
Quelque chose demeure un peu sur la montagne,

Quelque chose du cœur enfantin et subtil,
Bonté, respect! Car, qu’est-ce qui nous accompagne,
Et vraiment, quand la mort viendra, que reste-t-il ?

Pallide mani di beltà femminile

Fonte del bene e talor del male,
E gli occhi che nulla hanno d’animale
Dicono “basta” alla furia maschile!

Nei gemiti d’amor madre gentile,
Pur se al mattino appare irreale
Nel vespero il canto dolce segnale,
Svanisce in un singhiozzo sottile.

Uomini duri! Quaggiù la vita è atroce.
Ah! Lungi dai baci e dalle lotte almeno,
Qualcosa resta pur su una montagna,

Qualcosa d’infantile che non nuoce
Bontà, rispetto! Per chi ci accompagna,
Che resterà col viaggio ultraterreno?

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Nota della Redazione
Il Miracolo del marito geloso è un affresco (340×207 cm) di Tiziano, databile al 1511 (tra le prime prove del giovane pittore) facente parte del ciclo dei Miracoli di sant’Antonio da Padova nella Scuola del Santo a Padova.Il dipinto mostra la vicenda di una donna, ingiustamente accusata di adulterio, che viene accoltellata dal marito geloso; quando l’uomo scopre la verità, chiede perdono a sant’Antonio il quale resuscita la donna.
Dietro lo sperone di roccia si svolge la seconda parte dell’episodio, posta volutamente in secondo piano; il marito implora perdono al santo, in un momento che assume appunto un’importanza minore nel dipinto. La vistosa veste dell’uomo rende estremamente esplicito lo svolgersi della scena con la doppia rappresentazione.

 

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