Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Quei dieci anni… che non t’aspetti

di Luisa Guarino

.

Oltre a rappresentare una lunga teoria di giorni e di mesi, dieci anni sono un’entità a sé stante, una condizione unica e irripetibile che figurativamente immagino come la cima di un promontorio (non riesco a immaginare alture senza mare) da cui guardare da un lato al passato, dall’altro al futuro.

Oggi Ponzaracconta compie dieci anni: tanti ne sono passati da quel 6 febbraio 2011 quando, come ricordiamo a ogni anniversario che Dio ci manda, abbiamo presentato pubblicamente la nascita del nostro sito, sul palcoscenico del Teatro Ponchielli di Latina.

In platea c’erano tanti amici a sostenerci con simpatia e calore: guardando quelle vecchie foto ci accorgiamo di quanti tra essi nel tempo ci hanno lasciato. A condurre l’evento, che ha offerto anche momenti musicali di intrattenimento, Dante Taddia: a presentare il sito con le sue caratteristiche e finalità, Sandro Russo, Mario Balzano, con il giovanissimo webmaster Antonio Capone. Tra i fondatori storici dell’iniziativa, maturata nel corso di una serie di cordiali, movimentati e proficui incontri nell’ospitale casale di Sandro a Lanuvio, oltre a lui e a Balzano, anche Gennaro Di Fazio, Giuseppe Mazzella, Gino Usai.

Mario Balzano

Antonio Capone

Dante Taddia

Abbiamo toccato da poco un altro significativo traguardo: quello dei 12.000 articoli pubblicati, che tra l’altro diventano molti di più, se si considerano commenti e altro. Guardare a un anno fa, tanto per non andare troppo a ritroso, è a dir poco struggente, ignari come eravamo di tutto ciò che avremmo dovuto affrontare di lì a qualche mese: la pandemia, il confinamento, le restrizioni. E a seguire, l’emergenza Covid che, dopo un’estate “vissuta pericolosamente” e ai limiti dell’incoscienza, in autunno ha toccato anche la comunità ponzese, seppur con numeri minori l’isola sorella, Ventotene. Numerose sono state inoltre le persone scomparse, che hanno lasciato un vuoto immenso, impoverendo sempre più la sparuta compagine di ponzesi, specialmente quelli residenti sull’isola.

Sandro Russo e Dante

Il gentile pubblico (in primo piano Franco Zecca e Anna Maria Usai)

Guardare ancora più indietro è sempre utile, oltre che gradevole: non per fare bilanci che sanno di banalità, ma per rivivere con uno sguardo onnicomprensivo tutto quello che abbiamo fatto, di bello e di buono, o anche di meno bello e meno buono, ma sempre con passione, impegno e attenzione, grazie al contributo di collaboratori, lettori occasionali o fidelizzati negli anni.

Il panorama si fa sempre più ampio, e da Ponza, che resta sempre il nostro punto di riferimento imprescindibile e amatissimo, siamo passati ad affrontare temi e argomenti di più ampio respiro: c’è chi li ama, chi un po’ meno. Ma l’idea ci sembra vincente e quindi la sosteniamo a spada tratta: del resto la democrazia (absit iniuria verbis) è anche questo, e su tale strada contiamo di proseguire per il prossimo decennio. Essere arrivati fin qui è stato impegnativo e bellissimo: guardiamo avanti per proseguire spediti, anche perché le sfide che si preparano sulla nostra isola in vista delle prossime amministrative ci fanno già venire l’acquolina.

A proposito di passato, presa da un comprensibile amarcord, sono andata all’ultima pagina virtuale del nostro sito: porta il numero 1723 (e magari nel frattempo è diventata 1724) e riporta il primo breve articolo di una lunga serie, datato 30 gennaio 2011. In esso si parla di Gino Longagnani, confinato a Ponza dal regime fascista per qualche anno fino al 1939, scomparso da qualche mese.
Una bella foto lo ritrae a bordo della nave nel porto di Ponza e ricorda il suo ritorno sull’isola nel 2008, a 95 anni e dopo 69 anni da quando l’aveva lasciata. Uno scritto toccante e significativo, nonché simbolico per il cammino del nostro sito appena iniziato.
Di lì a qualche giorno, il 6 febbraio appunto, una sintetica presentazione della nascita di Ponzaracconta.
Non immaginavamo neanche lontanamente… i “fiumi di parole” che sarebbero seguiti.

Ebbene, tutte queste pagine io me le immagino impettite e in fila, un po’ come le carte da gioco animate di “Alice nel paese delle meraviglie”, ma non cattive e pronte a dar battaglia, bensì sempre attente e disponibili ad essere sfogliate, rilette, consultate, con le loro parole, i colori, i sentimenti, le opinioni: tutte uguali e tutte diverse. Perché dentro ci siamo noi, e ci siete tutti voi che scrivete, leggete, commentate, criticate, approvate, vi commuovete, sorridete insieme a noi.

Non posso fare a meno, anche se i loro nomi sono scritti tutti in fila in alto a destra nella home page del sito, i miei compagni di viaggio, in rigoroso ordine alfabetico: Silveria Aroma, Rosanna Conte, Enzo Di Fazio, Enzo Di Giovanni, Giuseppe Mazzella, Alessandro Romano, Sandro Russo, Sandro Vitiello; con la partecipazione straordinaria (più che altro una collaborazione esterna quando ne ha tempo e spunti) di Martina Carannante; e la preziosa supervisione tecnica di Antonio Capone, webmaster del sito.

A proposito della nostra Silveria Aroma, aggiungo che si tratta dell’acquisto più recente del gruppo redazionale, anche se lei ci è stata sempre vicina, collaborando da tempo: ebbene, non solo Silveria si è conquistata di diritto il primo posto per via del suo cognome, ma spetta proprio a lei l’epicrisi di domani, 7 febbraio, la prima dopo queste dieci candeline.

A volte, mi viene da dire, è il caso a fare le scelte migliori: novità nel segno della continuità!
Siamo una sorpresa continua, noi di Ponzaracconta.

 

1 commento per Quei dieci anni… che non t’aspetti

  • Ponzaracconta è sicuramente una realtà che dura da 10 anni.
    In 10 anni di vita un bambino arriva a prendersi un diploma di scuola elementare. Cioè, come si dice in gergo, ha superato la fase di egocentrismo e si sta avviando ad aprirsi al mondo duale per comprendere l’altro fuori di sé.
    E l’altro – se vogliamo restare nell’ambito “dell’amato scoglio” – è il bene comune per tutti i ponzesi che rimane l’isola di Ponza.

    Chi è il padrone del bene comune a Ponza?
    Chi dispone del BENE COMUNE E LO UTILIZZA, in modo personale o speculativo?

    Io penso che queste siano domande che un sito che comincia il suo 11° anno di età debba cominciare a porsi.

    Una volta c’era un’isola che ora non c’è più. Tutto è destinato alla fine, il territorio si consuma a causa di fenomeni esogeni ma l’uomo e la sua cultura incrementano questi processi.
    Il ponzese ha le sue responsabilità? Sì!
    Tutti i ponzesi hanno le stesse responsabilità? Assolutamente no! C’è chi ha più responsabilità di altri.
    Chi per esempio ha consentito che la Samip distruggesse Cala dell’Acqua e dintorni è sicuramente colpevole.
    Ma le responsabilità di alcuni ponzesi sono quotidiane.
    Se i ponzesi non si sanno autogovernare ci deve essere qualcuno che li governi per tutelare il bene comune.

    Ecco, non si può continuare a fare prediche ecumeniche non distinguendo “la pecora dal lupo” dicendo che sono tutti quadrupedi. Bisogna dire che il lupo mangia la pecora. Il lupo è contro il bene comune.

    Auspicherei che Ponzaracconta si mettesse a difendere in modo chiaro e coraggioso il bene comune, che “l’amato scoglio” venisse difeso, che i ponzesi meno tutelati avessero voce.

    Buon lavoro a tutta la redazione, ai collaboratori e ai lettori di Ponzaracconta.

Devi essere collegato per poter inserire un commento.