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Lo sbarco di Anzio. La storia completa

di Antonio Esposito (Tonino)

 .

Ho pensato di scrivere qualcosa sullo Sbarco degli Alleati ad Anzio.

La Banda musicale Città di Anzio, di cui faccio parte insieme ai miei nipoti Giulia e Davide (1), ogni anno partecipa a una grande manifestazione con tutte le autorità italiane, inglesi e americane.
Quest’anno purtroppo causa Covid 19 non si è potuto far niente di tutto ciò, ma una cerimonia anche se in scala ridotta si è tenuta, ad Anzio, in 22 gennaio scorso, come riportato anche dalla Stampa il giorno dopo.

Il ricordo dello Sbarco di Anzio. LT Oggi del 23 genn. 2021. p. 22 (cliccare per ingrandire)

Per la manifestazione di quest’anno il nostro Maestro e Direttore del complesso bandistico, Angelo La Villa, ha tradotto e trascritto ‘per banda’, il brano classico “When the tigers broke free” di Roger Waters del complesso Pink Floyd in cui sono ricordate le vicende drammatiche dello Sbarco di Anzio (2).
Il brano racconta la storia del padre di Roger Water – il sottotenente Eric Fletcher Waters – che è caduto nel 1944 ad Anzio e il suo corpo non è stato mai ritrovato.
E’ quindi, il racconto doloroso di un figlio che ha perso suo padre. Inizialmente questa canzone si intitolava “Anzio 1944” ed è stata inserita come colonna sonora nel film documentario “The Wall ” del gruppo (1979)
Il nostro Maestro Angelo e tutti i componenti della banda Città di Anzio hanno contribuito alla preparazione ed esecuzione del video come omaggio a tutti i caduti di quell’evento.

Video da YouTube – When the tigers broke free – La banda di Anzio (1)
Maestro: Angelo La Villa
Voce solista: Samira Paradiso

Ma voglio dire del mio personale ricordo, che risale al 21 di gennaio 1944, il giorno prima dello Sbarco. Allora avevo tre anni compiuti da pochi giorni, ricordo che era di mattina ed io, mia madre, mia zia Anna e mia nonna, eravamo a Ponza, a casa di mia nonna sul terrazzo fuori casa ( la casa è quella che ora ci sono le Fendi, in quella zona abitavano quasi tutti i Califano). Stavamo sul terrazzo che permette la vista sulla rada del Porto.
Quel giorno vedemmo tutta la rada piena di navi, zatteroni, mezzi da sbarco, era piena dappertutto – lo ricordo benissimo -, e poi si vedevano per strada tanti militari, marinai che giravano per Ponza, e vedevamo tutti questi in divisa anche per Chiaia di Luna.
Io  osservavo incuriosito e chiedevo a mia madre e mia zia e mia nonna, chi fossero, ma loro era intente a badare altre cose. Ad un tratto vedemmo dei soldati, erano in tre di cui due neri che stavano sotto al cortile (dove abitava prima Finelli), e i miei affacciandosi per vedere meglio, furono notate da quelli che alzarono lo sguardo.
I militari scomparvero lì dietro e mia madre e mia zia erano spaventate al punto che mia nonna andò dentro e mise i paletti dietro le porte. Poi ci disse che aveva sentito rumori di scarponi sul terrazzo prima di scendere le scale, ma dopo un po’ ci fu silenzio; evidentemente erano andati via.
Questo movimento di soldati preoccupò tanto tutti che lo leggevo sui loro volti. L’indomani la rada di Ponza era completamente sgombra. Questi ricordi mi furono confermati man mano che crescevo da mia madre, mia nonna e mia zia Anna che è stata per me quando ero piccolo, una seconda madre.

E ora trova una sua logica anche questa foto che deve aver visto da qualche parte (anche sul sito) ma di cui nessuno mi ha saputo dare una spiegazione…


La conferma che il giorno prima dello Sbarco di Anzio, tutte le navi impegnate nella Missione si erano fermate a Ponza – (provenienti da Napoli), forse per condizioni di mare non favorevoli allo sbarco, o per motivi tattici, non saprei dire) -, l’ho avuta una ventina di anni fa quando il sindaco di Anzio, allora Candido De Angelis in una manifestazione nella Chiesa parrocchiale di San Francesco in Lavinio mare, fece proiettare un filmato dello Sbarco di Anzio.
Ebbene le prime immagini che ho visto mi hanno come calamitato sullo schermo: era da una nave che giravano quelle scene… La nave si allontanava da una rada verso il largo… e sì, non stavo sognando! Ho visto Ponza! …tutta la parte del fortino di Frontone fino a Cala d’Inferno ed oltre a scomparire. Era verso l’imbrunire; calava la sera sul mare.
Poi le immagini del filmato proseguivano con quelle dell’alba dello Sbarco, e quindi si vedevano i mezzi da sbarco che entravano nel porto di Anzio.

Questi sono i miei ricordi di quel giorno che ho vissuto e confermato con l’aiuto dei miei parenti più stretti, come dicevo, e che ho poi potuto verificare una ventina di anni fa alla visione del filmato.

Quindi alla storia dello Sbarco di Anzio va aggiunta un’appendice, quella del giorno prima, in cui le navi e i militari che parteciperanno all’impresa fecero sosta a Ponza; particolare che non ho trovato riportato in nessuna delle varie fonti che ho consultato (2).
Forse sarà rintracciabile quel filmato che ho visto tanti anni fa; mi attiverò per questo e forse possiamo chiedere anche la collaborazione dei Lettori del Sito

Roger Waters. Aprilia. Ist. sup. Carlo e Nello Rosselli. 18.2.2014

A seguire, ripropongo il videoclip originale di “When the tigers broke free”, già presentato sul sito in occasione della cerimonia si scopertura sempre, ad Anzio, di un monumento dedicato ai caduti del ’44, nei giorni successivi allo Sbarco (leggi qui).

Roger Waters, nel brano When the Tigers Broke Free – da “The Wall” (1982) (3) – ricorda quando nel cassetto delle foto di famiglia trovò la cartolina di Re Giorgio che comunicava la morte, a soli trent’anni, del padre soldato (4).

La formazione è quella dei Pink Floyd al completo: Waters, Gilmour, Mason e Wright.

Una sola frase musicale ripetuta in modo cadenzato, come una marcia militare; l’armonia, inizialmente creata solo da voci che in coro creano gli accordi, richiama alla memoria una scena epica e toccante, come la morte di un eroe, con la melodia suonata da un corno. La musica e il canto, in crescendo, fanno rivivere, anche senza comprendere le parole, ogni attimo dell’ultima battaglia di Eric Fletcher Waters.

Testo originale con traduzione italiana a fronte (cliccare per ingrandire):


Note

(1) – Io faccio parte della Banda – in cui suono il flicorno contralto – insieme a Giulia che suona il clarinetto e Davide, al corno. Nel video, la prima scena dopo il Maestro Angelo La Villa è mio nipote Davide che suona l’introduzione sulle rovine delle grotte di Nerone.

(2) – Lo Sbarco di Anzio avvenne il 22 gennaio 1944 (operazione Shingle (‘shingle’ significa ghiaia, o spiaggia di ghiaia –NdR). Così Wikipedia sui giorni dello sbarco: “Venerdì 21 gennaio, alle 17:20, la flotta del contrammiraglio Thomas Troubridge diretta ad Anzio levò le ancore dal porto di Napoli e, dopo una finta verso sud, prese il largo. Alle 00:04 del D-Day, con quattro minuti di ritardo, le prime imbarcazioni alleate gettarono l’ancora a 5 chilometri dal litorale e iniziarono le operazioni di sbarco, favorite dall’assenza di vento e dal mare calmo”. La sosta a Ponza non è menzionata.

(3) – Dall’album venne tratto un film, Pink Floyd The Wall, diretto nel 1982 da Alan Parker.

(4) – Nella sceneggiatura del film The Wall, When the Tigers Broke Free appare diviso in due parti: la prima fa da sfondo alla scena in cui il padre di Pink pulisce le canne della pistola e si prepara alla battaglia, mentre la seconda parte quando il piccolo Pink trova nel mobile della camera di sua madre la pergamena di condoglianze del Re per la morte in guerra del marito (NdR).

2 commenti per Lo sbarco di Anzio. La storia completa

  • Sandro Russo

    Sono stato affascinato, nel bellissimo ricordo di Tonino – assolutamente verosimile… tre prove concordanti: sarà andata proprio così! –, da come le piccole storie confluiscono in quelle più grandi e il tutto costituisce la sconfinata landa della Memoria.
    Guardando la foto dei militari stesi sulla spiaggia di Chiaia di Luna non ho potuto fare a meno di immaginare i loro pensieri, il giorno prima della battaglia… Chissà per quanti di loro quello è stato l’ultimo momento di bellezza, prima di stendersi in una fossa…

  • vincenzo

    https://youtu.be/q72aiSjpPMM

    Io negli anni sessanta sentivo questa canzone e pensavo a quegli uomini armati che si sparavano gli uni contro gli altri sulla spiaggia e la bambina terrorizzata che non capiva.

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